Coronavirus. L’intervista del sabato al Sindaco di Sona Mazzi: “Stiamo per ripartire, ma chiedo ai cittadini massimo rispetto delle regole”

Questa settimana, la consueta intervista del sabato al Sindaco Gianluigi Mazzi, la settima dall’inizio dell’emergenza nel territorio sonese, viene pubblicata nel Giorno della Liberazione.

Una ricorrenza che, celebrata in questo momento di grande difficoltà per tutti gli italiani, fa riflettere il Primo Cittadino sulla libertà limitata con cui ci troviamo a fare i conti oggi. Una libertà responsabile che deve essere nutrita dal senso civico, perché questa è la sola arma che abbiamo per progettare la ripartenza e, al tempo stesso, proteggerci dall’epidemia.

Adesso che le restrizioni vengono progressivamente allentate e nel buio di questi mesi si è accesa una speranza, occorre ricordare che quelle libertà quotidiane che potremo finalmente, anche se progressivamente, tornare ad assaporare devono essere godute da cittadini responsabili: indossare mascherina e guanti e mantenere le distanze sono piccoli gesti attraverso cui si esprime il senso civico della nostra comunità.

Una comunità che per continuare a combattere e sperare di vincere questa guerra contro il virus dovrà sapersi mantenere unita, nel rispetto delle regole emanate per la protezione di tutti. Queste sono riflessioni che attraversano gran parte dell’intervista ed emergono come riferimento costante nelle risposte del Sindaco alle diverse domande che gli sono state poste. Domande che riguardano la situazione attuale e la prospettiva della ripartenza.

Com’è la situazione dei contagi a Sona? Si può esprimere ottimismo, o è ancora presto?

Sono in corso delle negativizzazioni e anche a Sona la curva dei contagi si sta riducendo. Sì, io sono ottimista ma ho una preoccupazione: se non rispettiamo le regole, a ottobre ci troveremo di nuovo alle prese con questa epidemia e, quindi, con la mancanza di libertà. Essere liberi non può significare fare quello che si vuole. Quindi, ancora una volta, invito tutti a rispettare le misure in vigore, anche per evitare una ricaduta in autunno. Purtroppo, questa settimana sono morte altre due persone. Il numero dei deceduti per coronavirus sale quindi a sette. Alle loro famiglie vanno il mio pensiero e la mia vicinanza. Un pensiero e una vicinanza che ho voluto trasmettere, a nome di tutta la comunità, anche a coloro che hanno perso delle persone care in questo periodo in cui i funerali si tengono in forma molto minimale, con pochissimi parenti. Ci sono state tante morti che non hanno potuto avere il giusto funerale e la comunità non ha potuto partecipare a questi addii. Come Sindaco, ho quindi scritto a tutte le famiglie che hanno perso una persona cara in un momento così difficile.

La nuova ordinanza del governatore del Veneto Luca Zaia, emanata ieri, va nella direzione di una progressiva riapertura. Non si trovano però nuove indicazioni sulle distanze consentite per l’attività motoria individuale. Quindi, come si devono regolare a riguardo i cittadini di Sona?

Resta valida fino al 4 maggio l’ordinanza comunale che consente di spostarsi fino a un massimo di 400 metri da casa, una distanza che il Comune di Sona, come altri del veronese, ha voluto precisare per dare una specificazione all’indicazione generica di “prossimità” che era stata data dalla Regione. Ho dato ordine alla polizia locale di vigilare sul rispetto di questa distanza, e sulle mascherine e i guanti che tutti devono portare quando escono da casa. Purtroppo, ci sono ancora persone che non indossano questi dispositivi di protezione. Qualche anziano mi ha detto che ha fatto la guerra e quindi non teme questa situazione; ma ovviamente il fatto di aver passato la guerra non rende immuni dal coronavirus. Tutti devono in questo periodo storico impegnarsi nel rispettare queste indicazioni, che servono per la protezione di se stessi e degli altri.

Nell’ordinanza regionale di ieri viene consentita anche la riapertura dei cimiteri, pur nel rispetto del distanziamento tra le persone e dell’uso di mascherine e guanti (o gel igienizzante). A Sona come è stato gestito l’accesso ai cimiteri?

A Sona i cimiteri sono sempre stati aperti e non si è mai verificato alcun problema. Ho sempre lasciato la possibilità di andarci, purché nel percorso casa-lavoro o casa-supermercato. A questo proposito, ho ricevuto delle richieste di riapertura da parte dei cittadini, che mi sono parse molto strane dato che i camposanti non sono mai stati chiusi. Ecco, questo mi consente di sottolineare l’importanza di informarsi: il Comune sta dando tutte le informazioni utili ad orientarsi in questa situazione, i cittadini devono prendersi il tempo per leggere.

Continua l’erogazione dei buoni spesa per le famiglie in difficoltà economica. Può darci il quadro aggiornato?

Abbiamo ricevuto 364 domande e quelle già accettate sono 219. Abbiamo erogato 81 buoni e 138 sono in fase di consegna, per un totale di oltre 47 mila euro. Abbiamo ancora domande da valutare, per arrivare ai 64 mila euro complessivi che possiamo erogare. Ci sono tante famiglie italiane in difficoltà, non solo famiglie straniere. Abbiamo dato molto valore alle autocertificazioni, ma ovviamente abbiamo fatto anche dei controlli perché si tratta di denaro pubblico e non possiamo permetterci di dare aiuti a chi non ne ha bisogno. Ci dispiace avere scovato qualche furbetto. Dichiarando il falso sull’autocertificazione non si fa una bella cosa: in un momento così buio è richiesta la massima onestà.

La comunità sonese si sta dimostrando molto solidale. Quali sono i dati della solidarietà aggiornati ad oggi?

Sui tre conti che abbiamo aperto per l’emergenza (Sos, Protezione civile e spesa solidale) abbiamo già raccolto quasi 50 mila euro, una cifra davvero impressionante. La solidarietà di famiglie, aziende e associazioni mi rende veramente entusiasta di una cittadinanza che davvero sta dimostrando di saper fare comunità. E questa è una cosa bellissima. Ci sono due cittadini che, tutte le settimane, ci consegnano 50 mascherine cucite personalmente, e poi ci sono i doni delle aziende a cui siamo veramente grati. Per l’iniziativa della spesa solidale abbiamo raccolto finora 5 mila euro: cittadini che pagano la spesa ad altri che sono in difficoltà economica. Sono gesti che davvero mi commuovono.

La riapertura dei luoghi di lavoro ma non delle scuole rischia di mettere in seria difficoltà le famiglie, che si trovano a fare i conti con la necessità di ripensare la gestione dei figli, riorganizzando completamente la quotidianità domestica. Oltretutto, le iniziative di animazione estiva – penso ai grest che vedono ogni anno la partecipazione di centinaia di bambini e ragazzi del territorio – rischiano di saltare nelle loro forme consuete, proprio per la necessità di evitare assembramenti. Ne ha parlato in un editoriale anche il Direttore del Baco Mario Salvetti qualche giorno fa: Quali sono le politiche per la famiglia che il Comune pensa di mettere in campo per far fronte a questa situazione?

La priorità in questo momento è quella di ripensare la gestione del welfare, per permettere alle famiglie di ripartire. Intendiamo coinvolgere le associazioni del territorio in un concorso di idee, chiamandole a proporre iniziative non solo per il coinvolgimento di bambini e ragazzi, a fronte del fatto che i genitori ricominceranno a lavorare, ma anche per garantire supporto e assistenza alle persone in difficoltà e agli anziani. E come Comune daremo dei contributi economici affinché tali iniziative possano essere sviluppate. Se finora c’erano solo alcune associazioni specifiche che promuovevano progetti di questo tipo, adesso vogliamo, attraverso una compartecipazione economica mirata da parte del Comune, allargare il ventaglio delle proposte, perché questo è ciò di cui c’è bisogno nel momento storico che stiamo vivendo. Chiederemo cioè ai volontari di contribuire al bene della comunità, ed è proprio in quest’ottica che verranno ripensate le modalità di contribuzione con cui ogni anno il Comune supporta economicamente l’operato delle associazioni.

Com’è la collaborazione interna al Consiglio comunale in questa situazione di emergenza?

C’è un grande lavoro di squadra per gestire questa situazione complessa. Ringrazio tutti gli assessori che si stanno impegnando nella gestione delle questioni che riguardano i loro ambiti di competenza, e ringrazio tutti, maggioranza, minoranza e uffici, per il supporto dato nel lavoro di preparazione e consegna delle mascherine alla popolazione.

Quest’anno il 25 Aprile viene celebrato nel pieno di una guerra che stiamo combattendo anche con la limitazione delle nostre libertà quotidiane. Può fare una riflessione in merito?

Ho invitato tute le famiglie ad esporre il tricolore e fare un minuto di silenzio, dedicato al 25 Aprile di 75 anni fa e di quest’anno. In questo 2020, viviamo un 25 Aprile in cui vogliamo tornare liberi. In questa ricorrenza, il mio pensiero va alla popolazione di allora, ma anche ai cittadini che oggi non possono godere della piena libertà perché impegnati nella guerra contro il coronavirus. Per la prima volta, il nostro senso civico condiziona la nostra salute: se non saremo in grado di rispettare le regole, ad ottobre saremo nuovamente ammalati. Indossare guanti e mascherina, rispettare le distanze: è fondamentale comprendere l’importanza di questi gesti e saperli mettere in atto. Il mio auspicio è allora che si sappia essere italiani non solo esponendo la bandiera, ma anche agendo con senso civico: se non ce lo hanno insegnato, è il momento di impararlo. Dobbiamo ora agire una nostra resistenza: per riconquistare la nostra libertà dobbiamo rispettare le regole. E lo dobbiamo fare tutti.

Trovate tutte le notizie aggiornate e verificate sulla situazione del coronavirus nel Comune di Sona nella sezione speciale del sito del Baco.