Coronavirus: le risposte degli adolescenti di Sona al sondaggio del Baco sulla vita in quarantena

Nei recenti provvedimenti presi dal Governo per contrastare la pandemia di bambini si è parlato poco e ciò ha scatenato molte polemiche. Se i piccoli sono diventati oggetto di attenzione da parte dei ministri è prevalentemente perché, ora che è iniziata la Fase 2, molti genitori potranno riprendere il lavoro ma dovranno pensare a chi lasciare i figli, visto che i nidi e le scuole sono chiusi. Se si è discusso di minori in questi due mesi di convivenza con la diffusione del virus, è stato soprattutto in relazione alla questione scuola.

Lo stesso vale per gli adolescenti. Ci si è riferiti a loro solo quando si è trattato il tema della didattica a distanza, senza fare accenno, se non negli ultimi giorni, al loro modo di vedere e affrontare la pandemia, ai loro bisogni e urgenze.

Così il Baco ha pensato di chiedere il loro parere attraverso un sondaggio totalmente anonimo, rivolto ai residenti del nostro Comune di età compresa tra i 14 e i 17 anni. Sono stati proposti tredici quesiti prevalentemente a risposta multipla, qualcuno a riposta aperta.

Hanno risposto in pochi giorni in 152. Quasi il 49% degli adolescenti del nostro Comune si dichiara tranquillo rispetto alla situazione che sta vivendo, ma un 20% si definisce ansioso e il 15% si sente apatico. Si confermano essere nativi digitali e ossessionati da cellulari e affini quando viene chiesto loro come trascorrono il tempo libero in quarantena: il 24% guarda tv o programmi in streaming, il 23% chatta o videochiama gli amici, il 13% naviga sul web e il 12% gioca coi videogiochi. C’è poi chi fa sport in giardino, in casa o nei pressi della propria abitazione (11%) e chi ha cominciato a leggere o incrementato il tempo dedicato alla lettura (5%).

Le risposte dei nostri adolescenti alla domanda su come si sentono in questo periodo.

Alla maggior parte degli adolescenti di Sona manca la scuola e riguardo alla didattica a distanza il 18% si mostra soddisfatto e la trova molto utile, il 44% riesce a seguirla abbastanza bene, ma c’è anche un 24% che non si trova per niente bene.

Alcuni studenti si dimostrano preoccupati per l’inizio del prossimo anno scolastico, temono di non riuscire a recuperare le loro lacune e quindi di trovarsi male l’anno prossimo. Alcuni di loro fanno fatica a tenere il ritmo in questo frangente e si lamentano per la quantità di studio.

Non è solo la scuola a preoccupare gli adolescenti di Sona. Temono per se stessi ma soprattutto hanno paura che il virus possa colpire i loro cari, temono che questo periodo di isolamento si possa protrarre troppo a lungo e così perdere l’estate con i suoi momenti di condivisione e spensieratezza (feste con gli amici, sport all’aperto, campo scout,…).

Le risposte degli adolescenti di Sona alla domanda sulla scuola.

Sono proprio gli amici ciò che è mancato di più ai ragazzi in questo lungo lockdown (70%), ma anche i nonni e i parenti più lontani hanno fatto provare loro un senso di nostalgia (12%). Fortunatamente la maggior parte di loro è riuscita a mantenersi in contatto con gli amici più cari (83%) e la pandemia non ha rovinato i rapporti con i genitori, dato che per il 54% le relazioni in famiglia sono rimaste uguali a prima e il 36% dei ragazzi sostiene che siano addirittura migliorate. Alcuni adolescenti sostengono di aver sfruttato questo tempo sospeso chiusi in casa per coltivare la relazione coi genitori, conoscendoli meglio e parlando di più con loro, condividendo passatempi e passioni comuni.

La quarantena ha permesso a molti di sperimentare attività nuove, per cui di solito non si trovava il tempo, come cucinare (37%), ma anche inventarsi nuovi hobby e fare esercizio fisico con regolarità. Sembra strano, ma pare che per molti non ci fosse tempo prima per fare sport e curare il proprio fisico, mentre ora la quarantena ha introdotto per tanti nella quotidianità l’abitudine al movimento, anche se limitata alla casa, al giardino o nei pressi della propria abitazione. Ci si augura che anche dopo, usciti da questo periodo difficile, i ragazzi possano trovare il modo e il tempo di praticare sport come occasione di crescita, condivisione, cura della propria salute.

Molti di loro, quando sarà possibile tornare ad una vita “normale”, vogliono riabbracciare i nonni che non vedono da tanto tempo, uscire con amici e fidanzati ma anche stare all’aria aperta in bici, giocando a calcio, nuotando nel lago, andando al mare, facendo una festa.

E’ stato infine chiesto loro quali comportamenti ritengono essere i più corretti da adottare durante questa fase della pandemia. Molti hanno dimostrato di essere ben informati riguardo alle regole da seguire e le precauzioni da prendere. Sottolineano che è importante avere pazienza e rimanere tranquilli, senza sfogare la frustrazione sugli altri, non inondare il web di commenti inutili e notizie false, non sottovalutare il pericolo ed evitare di cedere ai momenti di sconforto tenendosi occupati, imparando a fare cose nuove in casa, rispettare e fidarsi delle autorità anche quando impongono qualcosa che non sembra giusto, fare movimento e non ingozzarsi di cibo, mantenersi solidali e conservando il contatto con gli amici per non perdere la loro amicizia.

Siamo abituati a sentir parlare di adolescenti irresponsabili e menefreghisti. Tuttavia in questa circostanza sembrano più pazienti, razionali e corretti di tanti adulti. Magari saranno loro ad uscirne più forti da questa pandemia e più consapevoli del loro impatto sull’ambiente e di ciò che vogliono dal futuro.

Chiara Giacomi

About Chiara Giacomi

Nata a Verona nel 1977, si è diplomata al liceo classico e ha conseguito la laurea in Lettere presso l'Università di Verona. Sposata, con due figli, insegna Lettere presso il Liceo Medi di Villafranca. Lettrice appassionata, coordina il Gruppo Lettura della Biblioteca di Sona.

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