Coronavirus: cronaca da una messa a Lugagnano, alla ricerca di una nuova normalità

Da una settimana sono tornate anche nelle quattro parrocchie del Comune di Sona le messe in presenza dei fedeli, sempre nel rispetto dei protocolli per la sicurezza perchè il diffondersi del virus rimane ancora la preoccupazione più grossa in tutta Italia. Sabato e domenica le prime messe festive di questa fase due, la fase della ripresa.

Abbiamo partecipato ad una delle celebrazioni che si sono tenute a Lugagnano, nell’immensa chiesa che è centro di ritrovo per i suoi parrocchiani.

Si entra rigorosamente dagli ingressi laterali dove dei volontari raccolgono i biglietti di prenotazione, monitorano che non si creino assembramenti all’ingresso e che tutti indossino la mascherina. Appena entrati in chiesa ci si igienizza le mani anzichè toccare l’acqua santa e poi, in un ordine reverenziale, si prende posto così come indicato dai segni sui banchi, rigorosamente distanziati l’uno dall’altro.

La stessa chiesa che spesso era così gremita da costringere qualcuno ad assistere alla messa in piedi, adesso può contenere massimo duecento fedeli. Avvolti nel silenzio si attende l’ingresso del Parroco, accompagnato da soli due chierichetti e dalla musica di un coro ristretto.

E’ una messa particolare questa. Senza offertorio, senza segno della pace. Anche la comunione ha un gusto diverso. E’ una comunione attenta, prima l’ala destra della chiesa, tutti secondo lo stesso ordine di uscita dai banchi e poco prima di arrivare davanti al Parroco ci si igienizza nuovamente le mani e poi finalmente la comunione.

La particola può essere impartita solo sulle mani e dell’intera messa questo è l’unico momento in cui ci si può scostare leggermente la mascherina dalla bocca. Il rientro al posto nell’altra direzione e poi tocca all’ala di sinistra con le stesse indicazioni. Una comunione attenta a mantenere costante la distanza dal prossimo, ma finalmente vicina al Signore.

La messa termina e sempre con ordine si esce tutti dall’ingresso principale. I volontari sono ancora lì alle porte a prestare la loro attenzione e il loro aiuto. La piazza si svuota velocemente, giusto il tempo di qualche saluto.

Nel mentre altri volontari sono rimasti all’interno a sanificare l’ambiente e a preparare la chiesa per accogliere altri fedeli alla prossima celebrazione. I volontari a Lugagnano sono cinque per messa, circa cinquanta in totale.

Raccontata così non sembra più neppure una messa, ma per i fedeli invece è stato un momento di grande intensità. Un ricongiungimento accettato a queste condizioni proprio perchè tanto atteso. E’ una messa che porta speranza in un ritorno alla normalità.

Le foto del servizio sono di Mario Pachera.

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