Coronavirus, anche a Sona guerra alle fake news. Il Comune: “Chi le diffonde compie un reato”

London, UK - July 19, 2018: The buttons of Whatsapp, Messenger, Telegram, Pinterest Twitter, Facetime and other chat apps on the screen of an iPhone.

“La creazione e la diffusione di notizie che generano un procurato allarme sono reato. I sindaci e le Ulss sono in contatto costante. Le notizie ufficiali vi verranno date da loro. Non divulgate notizie false”. Con questo comunicato, firmato dal Sindaco Gianluigi Mazzi, anche il Comune di Sona tenta di arginare il delirio crescente di fake news e informazioni del tutto prive di fondamento che stanno circolando da questa mattina in merito a presunti casi di coronavirus nella provincia scaligera.

A scatenare il panico è stato soprattutto un messaggio vocale, che ha fatto il giro di tutte le chat locali, dove una donna millantando un’amicizia con un medico indica con certezza la presenza di due casi presso l’Ospedale Pederzoli di Peschiera, arrivando addirittura a consigliare di non recarsi presso quella struttura ospedaliera ma, in caso, di chiamare l’ambulanza.

Un fatto gravissimo, che si affianca a tanti altri di segno simile, che viene a configurare il reato di procurato allarme e che ha portato il Comune di Sona, come altri Comuni limitrofi, ad emanare il comunicato che citavano in apertura per tentare di porre un freno a simili derive e dare una risposta al terrore incontrollato e basato su presupposti falsi.

La realtà sta nel pezzo che abbiamo pubblicato questa mattina, con il Sindaco di Sona che invita alla calma assicurando come la situazione, certo non semplice e preoccupante, sia però assolutamente monitorata a livello regionale grazie anche ad un coordinamento creato dal Governatore Zaia e tutti i Sindaci e i responsabili medici del Veneto.

La Redazione
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