Coronavirus a Sona. Vi spiego perché la musica è aggregazione, anche se siamo chiusi in casa

Abbiamo chiesto ad Alberto “Pippi” Cavazza (nella foto), uno dei tanti musicisti di cui è ricco il territorio sonese, un intervento sul tema della musica in queste settimane difficili, nelle quali siamo costretti in casa. Perché anche nella musica possiamo trovare risorse per andare oltre questa emergenza.

“La musica è aggregazione”. Affermazione che di questi tempi ha lo stesso effetto di una grattata con le unghie sulla lavagna, ma è così, anche adesso, anche in questa situazione dove tutti stanno a casa loro. I locali che propongono solitamente musica dal vivo sono costretti a tenere le saracinesche abbassate e i musicisti che di questo vivono sono in uno stato di evidente difficoltà essendo chiuse anche le scuole di musica dove molti di loro insegnano.

Le sensazioni che quell’insieme di suoni, quella mescolanza di frequenze che in un modo a molti sconosciuto va a toccare le parti più profonde del nostro animo sono da sempre un assoluto sostegno anche nei momenti più bui delle nostre vite.

Basta dare un’occhiata ai social in questi giorni di reclusione domiciliare per vedere quanto sia presente in tutti la necessità di ricorrere alla riproduzione, all’esecuzione e all’ascolto di brani musicali anche se questo avviene dal giardino o dal balcone di casa. Ascoltare musica ci serve a liberare la mente, a viaggiare con i ricordi ai quali ogni canzone che ci è nota è indissolubilmente legata. A me capita addirittura di percepire quasi i profumi, di vivere le stesse sensazioni, di vedere davanti a me le immagini del momento che una canzone mi ricorda. E questo serve! Serve sempre.

In questi momenti serve molto, soprattutto l’ascolto di musica che ci riporti a momenti felici della nostra vita perché è di questo che abbiamo bisogno. Rimanere chiusi in casa non ci deve costringere a guardare i soliti programmi televisivi che altro scopo non hanno se non quello di intristirci! Un breve notiziario basta ed avanza! Lo sanno anche le mie gatte come siamo messi fuori da casa! Anche se c’è da dire che alcuni non hanno ancora compreso la gravità della situazione… ad ogni modo mettete su della musica! Mettete quella che più vi piace, quella che vi faccia star bene, quella che vi faccia ballare, che vi faccia sorridere. Ognuno ha la sua.

Alle 18 di ogni giorno dove abito io a Lugagnano è diventata abitudine condividerla con i propri vicini e, cosa assolutamente magnifica, nessuno sembra lamentarsi. Ho la speranza che questa abitudine rimanga anche dopo questa emergenza perché è fantastico sentir provenire da ogni casa la propria musica come una sorta di elemento che possa sostituire il numero civico!

A chi possiede un qualsiasi strumento musicale a casa do un consiglio: avvicinatevi ad esso anche se non lo sapete usare. Ci sono un sacco di tutorial su internet per poter muovere i primi passi. Vi assicuro che sarà una bella scoperta! Potrete così utilizzare il tempo che vi sembra perso e vi farà desistere dal voler uscire.

E poi, passato questo brutto momento, torneremo ad affollare i locali dove la musica vive, dove la ascolteremo e, come spesso accade, ci porteremo a casa una canzone alla quale sarà abbinato il ricordo di un momento passato in mezzo ad altra gente. “La musica è aggregazione”.

La Redazione

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