Coronavirus a Sona: registriamo la prima vittima della seconda ondata e saliamo a 114 positivi

Gli ultimi numeri del Coronavirus a Sona purtroppo non sono buoni: nell’ultima settimana abbiamo registrato la prima vittima di questa seconda ondata e ieri venerdì 6 novembre abbiamo toccato i 114 casi positivi, un incremento di oltre il 16% rispetto al giorno precedente.

Di questi 114, 5 sono ricoverati in ospedale, gli altri 109 sono in isolamento presso il proprio domicilio. I decessi per Covid-19 a Sona sono stati in tutto 10.

Ricordiamo che a Sona i residenti sono 17.706. Il saldo dei casi positivi attuale è calcolato tenendo conto del numero dei contagiati, al netto dei guariti e dei deceduti.

Analizzando i numeri dei Comuni limitrofi, vediamo che a Bussolengo attualmente i positivi sono 114 (l’altro ieri erano 103) dei quali 6 in ospedale, a Sommacampagna sono 126 (l’altro ieri erano 113) dei quali 10 in ospedale, a Pescantina sono 53 (l’altro ieri erano 51) dei quali 3 ricoverati e a Verona città sono 1.261 (l’altro ieri erano 1.165) dei quali 71 ricoverati.

Nonostante in moltissimi Comuni in tutta Italia, compreso il nostro, si stiano toccando livelli record di contagi, la situazione rispetto alla scorsa primavera è totalmente diversa: il numero dei tamponi è elevatissimo (ieri i test effettuati sono stati 234.245, il numero più alto di sempre) e i ricoveri delle terapie intensive sono ancora distanti dal picco del 3 aprile scorsi (4.068 contro i 2.515). Inoltre, mentre la prima ondata a marzo e aprile aveva colpito soprattutto le Regioni Lombardia e in parte Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna, i ricoveri oggi sono, invece, distribuiti in modo capillare su tutto il territorio nazionale.

Elaborazione del Baco di dati della Protezione Civile e del Sole 24 Ore

Una percentuale di saturazione delle terapie intorno al 30% è un indicatore di sicurezza oltre il quale scatta la soglia di emergenza. Un’emergenza che è già scattata per oltre metà delle Regioni Italiane e che rappresenta uno degli indicatori di soglia determinati dal Governo e dal Comitato Tecnico Scientifico.

Nella tabella precedente le Regioni indicate con un solo asterisco, secondo l’ultimo DPCM, compreso il Veneto, rientrano nell’area gialla, mentre quelle segnate da due e tre asteristichi appartengono rispettivamente alle aree arancione e rossa, in base alla gravità del contagio. La scelta di attribuire una Regione a un’area piuttosto che a un’altra deriva da una sorta di algoritmo basato su 21 parametri, a loro volta classificati in tre cateogrie principali: la prima è sulla capacità di monitoraggio, la seconda sulla capacità di accertamento diagnostico, indagine e gestione dei contatti; mentre all’ultima appartengono indicatori di risultato relativi a stabilità di trasmissione e alla tenuta dei servizi sanitari.

Ma torniamo ai numeri e all’andamento dell’epidemia in Italia. Come abbiamo già evidenziato in un precedente articolo, i casi ospedalizzati rappresentano il cumulato dei nuovi casi positivi registrati nelle quattro settimane precedenti. Se, infatti, sommiamo i giorni che intercorrono da quando viene contratta (o individuata) la malattia a quando il tampone risulterà negativo, otteniamo un periodo di circa tre-quattro settimane, arco temporale generalmente condiviso dalla comunità scientifica.

Osservando i numeri nudi e crudi, da qui seguono due buone notizie e una cattiva. La prima: alla luce dei dati aggiornati al 6 novembre, l’attuale incidenza dei ricoveri in ospedale è pari al 5,36% del cumulato dei nuovi positivi giornalieri del mese precedente (nello specifico: dal 7 ottobre al 5 novembre), inferiore nettamente ai drammatici valori della scorsa primavera (che a cavallo tra marzo e aprile oscillava tra il 25% e il 35%), e leggermente più bassa dell’incidenza del 7 ottobre, pari al 7,76% (riferito ai contagi avvenuti tra il 7 settembre e il 6 ottobre). Idem per la terapia intensiva: lo 0,51% di oggi (riferito sempre ai contagi avvenuti il mese precedente) è decisamente più basso dell’intervallo del 3-4% di fine marzo e inizio aprile, e appena distante dallo 0,7% di metà ottobre.

Dati alla mano, giungiamo a una prima conclusione positiva: rispetto ai mesi precedenti il rischio che la malattia si aggravi e obblighi il paziente a essere ricoverato è alquanto ridotto. L’abbassamento della mediana dell’età, una più tempestiva effettuazione della diagnosi e l’avvio precoce del percorso terapeutico incidono in modo evidente e in senso favorevole sulla prognosi.

La seconda buona notizia è, invece, riscontrabile nel tasso di crescita dei nuovi contagi. Nonostante i nuovi contagi siano cresciuti più velocemente del maggior numero dei tamponi effettuati durante le ultime due settimane (rispetto a 15 giorni fa i nuovi positivi sono quasi raddoppiati, ma il numero dei tamponi è appena il 28% in più), il tasso di crescita dei nuovi casi si è raffreddato rispetto alla metà di ottobre: i nuovi casi aggregati di questa settimana sono il 49% in più di quelli della settimana scorsa, che a loro volta erano l’83,5% in più di quella precedente, che a loro volta erano il 97% in più di quella prima ancora. Ciò significa che i numeri non stanno diminuendo, ma crescono a una velocità ridotta.

Ma qui veniamo alla notizia negativa: dato che la curva dei dati clinici si muove con un ritardo medio di una-due settimane rispetto a quella dei contagi, mantenendo il 6% come incidenza prudenziale dei ricoveri ospedalieri sull’aggregato dei nuovi positivi (valore assolutamente realistico per Sona, dato che i cinque ricoveri attuali corrispondono al 5,95% dei nuovi casi registrati nell’ultimo mese), vi è il rischio palpabile (reale) che l’aumento dei positivi registrati negli ultimi giorni si traduca nel futuro prossimo in un aumento dei ricoveri. Con ancora maggior ritardo si muove la curva dei decessi, che purtroppo si sta avvicinando ai 500 morti al giorno a livello nazionale, ovvero la metà del picco di circa 1000 morti registrato ad aprile.

Elaborazione del Baco di dati di Azienda Zero

Alla luce dei dati a nostra disposizione, rimane prioritario, pertanto, monitorare il tasso di crescita dei contagi e tenere sotto i riflettori l’aggregato dei dati clinici: essendo il numero dei ricoveri certo e non dipendente dai tamponi effettuati, i numeri dei casi ricoverati in ospedale e in terapia intensiva aiutano a capire la gravità della situazione, dato che all’aumento dei casi gravi rischia di seguire un incremento dei decessi.

Trovate tutte le notizie aggiornate e verificate sulla situazione della pandemia Covid nel Comune di Sona nella sezione speciale del sito del Baco.