Coronavirus a Sona: quali (imprevedibili) conseguenze porterà questa pandemia a livello personale e mondiale?

La pandemia di polmonite virale Covid-19, oltre ad essere la peggiore crisi sanitaria degli ultimi 100 anni, è anche un poderoso esperimento di scala planetaria da parecchi punti di vista.

In primo luogo, dal punto di vista ambientale. Già nel 2001 con il blocco totale dei voli sopra gli USA dopo l’attacco alle Torri gemelle e al Pentagono si potè calcolare che l’assenza delle scie di vapore in atmosfera comportava, a parità di tutte le altre condizioni, una diminuzione di almeno 1 grado nelle temperature minime notturne, a causa del minor effetto serra.

Oggi gli effetti includono il moto ondoso a Venezia, la diminuzione di inquinanti in pianura Padana, in Cina e nella Ruhr, sia per polveri sottili che per ossidi di azoto e chissà che altro.

Sarà anche un esperimento politico: la cosiddetta “Unione” Europea riceverà un colpo mortale e le sue spoglie saranno suddivise fra USA, Russia e Cina (la diplomazia degli aiuti sanitari punta a questo) oppure la crisi sarà l’occasione per un salto di qualità verso un bilancio europeo e un ministro tesoro europeo che collochi sul mercato e amministri i proventi di buoni del tesoro europeo per la ricostruzione economica?

A livello statale quali saranno le conseguenze? Si approfondiranno le “democrature” ungherese e polacca detta anche dai suoi fautori “democrazia illiberale”? In Italia si metterà mano al “regionalismo imperfetto” italiano scaturito dalla riforma costituzionale del centro sinistra del 2001?

Circa gli aspetti economici e finanziari vedremo un arresto della globalizzazione e un ritorno alle nazionalizzazioni? A livello europeo già nel 2019 si parlava di “campioni europei”, cioè di aziende europee che non potevano essere sul mercato mondiale. La mancanza di mascherine e respiratori e medicinali mette in evidenza che in un mondo globalizzato ma diviso in duecento Stati nazionali è pericoloso non avere il controllo di alcune industrie strategiche.

Sarà anche un esperimento sociale con miliardi di persone (al momento 3,2 su 7,8) che rimangono in casa o nelle sue vicinanze. In tutto il mondo ci sono stati casi di gente che ha suonato o ballato sui poggioli: Wuhan, Italia, Spagna. Avremo forse conseguenze circa la diffusione del fumo, del gioco d’azzardo, della prostituzione, delle violenze in casa?

Le nuove regole sociali di distanziamento cambieranno durevolmente il modo di fare la fila, di salutarsi e di rapportarsi? Cosa significherà che per molti mesi persone per il resto soltanto mature vivranno la situazione comune in altra classe di età o situazione di salute: avvertire che la probabilità di festeggiare il 2021 è molto minore di quanto è stata quella di salutare l’inizio degli anni Venti? Capita già ora di ristabilire contatti con persone con le quali li avevano persi da tempo…

Cambierà forse inoltre il nostro modo di usare la tecnologia sia nella scuola che nel lavoro dopo essere stati gioco forza costretti ad usare piattaforme come Zoom, Meet e Teams? Probabilmente in futuro molti viaggi saranno sostituiti da riunioni su Zoom, i corsi teorici saranno fatti su Meet e molte riunioni aziendali diventeranno una chat di Teams.

Saranno ancora numerosi gli aspetti e gli effetti di cui tratteranno futuri articoli di cui non so immaginare i contenuti ma tutto questo sarà infine anche un esperimento di cui non so trovare l’aggettivo: ogni Paese sta reagendo in modo simile (lentezza nel capire la gravità della minaccia, chiusure, qualcuno che forza la chiusura, torte fatte in casa, videochiamate, passaggio sulla Rete di molte attività) eppure anche diverso.

Ad esempio, nella ricerca delle cause di questa pandemia l’italiano medio si riconferma colui che considera la legge di causa-effetto nel modo seguente: ad ogni effetto corrisponde una e una sola causa. Si potrebbe fare una classifica mondiale, Paese per Paese, della percentuale di cittadini che sanno che per ogni evento le cause sono molteplici e ognuna con un suo certo peso e correlarla con gli indicatori di sviluppo.

L’arretratezza in alcuni campi dell’Italia, che rimane un meraviglioso Paese zeppo di splendide persone che stanno dando il massimo per uscire dall’emergenza, è forse anche data dall’alta percentuale di persone che, dopo aver individuato una causa, magari una di quelle meno importanti, si accontenta e si ferma nella ricerca. Forse anche in questo ci sarà un cambiamento, a causa di questo evento che sembra essere globale e veloce come pochi nella Storia umana.

Statemi bene o, come si scrive di questi tempi negli USA, stay healthy!

Marco Spazzini
Nato nel 1968 a Verona, si considera un europeo di lingua italiana e cultura veronese. Marito di una cittadina ungherese, padre di due figlie, è un ingegnere civile specializzato in idraulica che svolge il suo lavoro nel campo della bonifica e dell'irrigazione. Guarda con crescente sorpresa a una colossale contraddizione dei nostri tempi: le maggiori sfide per l'umanità hanno una dimensione continentale quando non addirittura globale, eppure si tende a continuare a cercarne le soluzioni soltanto a livello nazionale quando non addirittura regionale.