Coronavirus a Sona: Nasce dall’idea di tre ragazzi di Lugagnano “Parole al tempo”, un sito dove postare i propri pensieri

Le parole al tempo del Coronavirus: tre ragazzi e un’idea innovativa. Giangaetano Pachera, Valentina Nigro e Francesco De Signori di Lugagnano ci raccontano della loro iniziativa “Parole al tempo”, frutto di una riflessione su questi tempi duri.

Per introdurvi ciò che riassume la loro iniziativa, riporto di seguito una parte della descrizione che si può leggere quando si accede al sito web della loro iniziativa: “Tre concetti sono comuni a tutti noi: la velocità, lo spazio e il tempo. Mentre le velocità aumentano o si riducono e gli spazi si dilatano e si restringono, il tempo scorre inesorabile, per tutti. Pensieri e parole attraversano la nostra mente con riflessioni che ci portano a cercare risposte, comprendere fenomeni, spesso più grandi di noi. Scaviamo dentro noi, riflettiamo, pensiamo… lasciamo che l’ispirazione ci faccia scrivere parole per donarle alla storia, e a chiunque ne abbia bisogno”.

Da questa descrizione possiamo quindi trarre che “Parole al tempo” non è solo un’iniziativa, bensì un insieme di idee, di prospettive, di pensieri, di riflessioni.

Giangaetano inizia a raccontare di come nasce quest’idea, quando una ventina di giorni fa, mentre guarda il telegiornale in tv, pensa a Bergamo, ai suoi abitanti, a quelle persone che hanno appena perso i loro cari e non hanno la possibilità di salutarli, di vederli un’ultima volta, di dirgli un’ultima parola. Persone che avrebbero bisogno di conforto, di rassicurazione. “Mi sarebbe piaciuto creare una sorta di memoriale virtuale per loro, dove potessero celebrare e ricordare i loro cari tramite un messaggiospiega Giangaetano. – Quindi ho presentato l’idea ai miei amici Francesco e Valentina e, dopo un confronto su Skype, abbiamo pensato di sviluppare quest’idea aprendola a chiunque volesse dar voce ai propri pensieri.”

Cosa avete pensato, quindi, per ovviare a questi problemi e per dare vita al vostro progetto? E come siete arrivati alla scelta del nome “Parole al tempo”?

“Dalla discussione del giorno prima, ci era rimasta in testa l’idea delle parole, dei pensieri. Non volevamo concentrarci sull’entità delle persone, ma piuttosto sul valore delle loro parole. Abbiamo riflettuto sul fatto che ‘Parole al tempo’ può essere inteso in due modi: parole al tempo del coronavirus, nel senso di pensieri e opinioni su e durante questo periodo, ma anche nel senso di parole che durano nel tempo, di parole scolpite nel tempo. Quindi abbiamo scelto di creare un portale che desse la possibilità a chiunque di scrivere un’opinione, una riflessione, un pensiero che potesse essere personale o generale, ma che di certo avrebbe contribuito a creare una connessione positiva tra le persone, a suscitare un senso di vicinanza nonostante l’isolamento”.

Come è strutturata la piattaforma? Come si può partecipare attivamente?

“L’utilizzo della piattaforma è semplice, basta accedere a www.parolealtempo.it e si ha subito modo di leggere la descrizione introduttiva, che spiega l’essenza del progetto. Scorrendo si possono iniziare a leggere le riflessioni degli utenti. È possibile accedere al sito in due modi: come visitatore e come partecipante. Per partecipare, basta andare sull’homepage e cliccare sulla scritta rossa ‘Partecipa all’iniziativa’; l’utente, oltre a scrivere il proprio pensiero, ha la possibilità di associarvi una canzone da Spotify. Siamo convinti che un pensiero si possa esprimere attraverso la musica, che si possano leggere le parole non solo con gli occhi, ma anche con le orecchie. Inoltre, nel momento in cui l’utente si collega per scrivere un pensiero e non è ispirato può rimandare a più tardi la riflessione; il portale, infatti, dà la possibilità di attivare un reminder, che permette di far arrivare una notifica a distanza di ore, che ricorda alla persona di entrare nel sito. Infine, ogni settimana mandiamo una newsletter ai partecipanti, in cui vengono trasmessi alcuni estratti delle riflessioni più votate”.

Cosa viene richiesto al partecipante, oltre a scrivere una riflessione? È possibile rimanere anonimi o è necessario firmarsi?

“Quando un utente entra nella sezione ‘Partecipa all’iniziativa’, può decidere se rimanere anonimo, firmarsi con un nickname o con il proprio vero nome. Questa scelta perché, come precedentemente spiegato da Francesco, quello che vogliamo è che l’attenzione reale sia sulle parole in sé, e non sulla persona che le ha scritte. Dopodiché all’utente viene richiesto di segnalare da dove scrive, così noi abbiamo modo di aggiornare la nostra mappa, che si vede in homepage e che evidenzia da dove provengono i pensieri. Abbiamo pensato di creare la mappa del contagio delle parole prendendo spunto dalle mappe che utilizzano i media per mostrare lo spread del contagio da Coronavirus, proprio per far passare il messaggio del contagio, ma stavolta con un’accezione positiva. Abbiamo, in questo modo, affiancato una linea geografica alla nostra linea temporale”.

Gli utenti hanno la possibilità di interagire tra loro? È possibile aggiungere commenti?

“Abbiamo discusso parecchio su questo aspetto e abbiamo concluso che sarebbe stato meglio non offrire questa possibilità perché temevamo che il nostro scopo potesse svanire attraverso commenti o dibattiti inappropriati, come spesso accade su un comune social, quale può essere Facebook. Esatto, la nostra idea è che una riflessione personale non è opinabile, per questo i pensieri altrui non devono essere altro che uno spunto per un’ulteriore riflessione personale e non un oggetto di discussione. L’unica azione che è possibile fare, è quella di votare il post, che è l’equivalente del Like di Facebook o Instagram. Anche in questo caso, l’utente che vota rimane del tutto anonimo. L’altro elemento che abbiamo introdotto è stato quello della condivisione su WhatsApp: ogni pensiero può essere spedito con un semplice messaggio tramite la piattaforma più comune che tutti noi utilizziamo quotidianamente”.

Avete qualche progetto futuro?

“Ad essere sinceri, un vero e proprio progetto futuro non lo abbiamo. In questo momento tutti abbiamo molto tempo a disposizione perché siamo costretti a rimanere a casa, e questo porta le persone a riflettere di più. Inoltre, la situazione è parecchio strana e quindi tendiamo a pensarci, a fare delle riflessioni in merito. Ovviamente, ci auguriamo che anche dopo l’isolamento avremo modo di continuare l’attività del nostro portale: la piattaforma rimarrà sempre accessibile; è chiaro, però, che tutto dipenderà dagli utenti, se avranno voglia di continuare coi loro pensieri nel tempo, e che non si limitino alle solite storie Instagram che durano 24 ore. Ci piacerebbe che l’iniziativa venga percepita come una sorta di diario, un portale che permetta di non dimenticare. Oggi vogliamo ricordare l’empatia, il peso della vita, la collaborazione e ci auguriamo che non venga a mancare quando le cose si saranno sistemate. Vorremmo che il nostro portale rimanesse un luogo senza ego e senza tempo, dove la riflessione è l’unico e centrale punto. Infatti, quando abbiamo dato vita al progetto, abbiamo scelto di mantenerlo impersonale: non ci sono riferimenti su chi l’ha creato e ideato, perché ci tenevamo che il vero soggetto fosse l’iniziativa in sé, le riflessioni e i pensieri, non le persone.”

Per concludere, riporto una riflessione che ho letto su “Parole al tempo”, che mi è particolarmente piaciuta: “Credo che questa quarantena ci obblighi a ri-orientare i nostri sguardi. È vero che ci isola dal mondo esterno, ci distanzia dalle persone che sceglieremmo in normali circostanze, ci ferma dall’adempiere ai nostri doveri; ma allo stesso tempo ci apre al nostro mondo interiore, ci riavvicina a persone che altrimenti trascureremmo, ci porta a riscoprire le nostre passioni. Imparare a vedere il bicchiere mezzo pieno, a trasformare un metallo in oro, a sfruttare l’occasione che ci viene offerta rimane la cosa migliore che ci resta da fare”.