Coronavirus a Sona. L’intervista del sabato al Sindaco Mazzi: “Per me bar, parrucchieri e centri estetici potrebbero riaprire già il 18 maggio”

Al termine della prima settimana della Fase 2, il Sindaco di Sona Gianluigi Mazzi esprime le sue valutazioni su come sta andando questa progressiva ripresa e sul futuro prossimo che ci aspetta, anche in vista del tanto atteso 18 maggio.

Lo sentiamo per la tradizionale intervista del sabato, la nona dall’inizio dell’emergenza nel territorio sonese. E anche se “la guerra non è ancora stata vinta”, per riprendere una metafora usata proprio dal primo cittadino, i segnali di miglioramento finalmente si stanno vedendo e lasciano ben sperare per le prossime settimane. Questo cauto ottimismo attraversa le risposte di Mazzi, che si dice anche convinto che le attività economiche ancora chiuse dovrebbero riaprire entro fine mese, per riprendere quel respiro che è loto mancato durante queste lunghe settimane senza fatturato.

Sindaco, la prima domanda riguarda situazione sanitaria locale.

Il numero dei contagi sta scendendo, i positivi si stanno negativizzando. Anche se ogni tanto compare qualche nuovo caso, negli ultimi giorni sono stati di più i guariti che i nuovi contagi. Le restrizioni poste dalle diverse norme emanate in queste settimane e i comportamenti rispettosi da parte dei cittadini stanno favorendo questo calo dei numeri.

Sappiamo che la ripartenza delle realtà economiche non dipende da lei. Ci può dire comunque qual è la sua posizione sulla riapertura delle attività di cura alla persona (quindi, parrucchieri e centri estetici), dei bar e dei ristoranti?

Io penso che parrucchieri e centri estetici potrebbero riaprire già il 18 maggio, con la massima attenzione al rispetto delle distanze di sicurezza e contando per questo anche sulla collaborazione dei clienti. Potrebbero iniziare con numeri ridotti, prevedendo durante il giorno un numero limitato di appuntamenti, in modo da poter preparare il negozio e organizzare le pulizie. Credo che farli ripartire sia un atto di fiducia che può essere concesso. Anche per i bar la mia posizione è simile: potrebbero riaprire, se non già il 18, almeno il 24, tornando alle limitazioni che erano state poste all’inizio dell’emergenza: quindi, distanziamento al banco e servizio al tavolo. Ritengo che sia fondamentale dare un po’ di respiro alle attività, che hanno il fiato corto dopo questi mesi senza fatturato. A maggio riaprirei anche i ristoranti, che dovrebbero ridurre il numero di posti a sedere e garantire il distanziamento: dovrà esserci un tavolo di almeno un metro di profondità e poi dovrà essere prevista la distanza tra un tavolo e l’altro. Queste attività devono avere la possibilità di ripartire.  Dato che la risposta alle riaperture del 4 maggio è buona, la mia posizione è riaprire questo mese anche quanto è ancora chiuso. Ma ovviamente questo non dipende da me.

Dal 18 maggio, le chiese possono riaprire per la celebrazione delle messe. Cosa ne pensa?

Per le messe la vedo più complicata che per le attività che ho citato prima. I posti a sedere saranno segnati con un nastro di carta e occorrerà porre le persone a controllare gli ingressi, affinché siano contingentati: infatti non potranno esservi più di un certo numero di fedeli, per evitare assembramenti. Dunque, mi chiedo: quando si raggiunge il numero massimo di fedeli, cosa si fa con il primo che arriva e che va oltre il consentito? Come ci comportiamo per far rispettare il limite numerico? Lasciamo fuori un fedele? Si ragionava sulla possibilità di celebrare più messe e di celebrarne anche all’aperto, ma in piena estate, con il caldo della tarda mattinata, penso che quest’ultima soluzione sia difficile da porre in atto. Per le chiese di Palazzolo e San Giorgio in Salici sarà più difficile, perché sono più piccole e quindi il numero di fedeli che potrà essere accolto è più limitato.

I parchi continuano a restare chiusi nel territorio comunale. Ci sono prospettive in merito?

Sicuramente non riapriranno fino al 17 maggio, giorno della scadenza dell’ordinanza attualmente in vigore, ma credo che poi resteranno chiusi ancora per una o due settimane, perché devo capire come gestire gli accessi. Mi preoccupa in particolar modo il fatto che nel territorio ci sono anche parchi molto piccoli, e non è semplice garantire il rispetto delle distanze di sicurezza.

I cittadini sonesi stanno rispettando le regole in vigore? Com’è la situazione di controlli e infrazioni?

I cittadini portano la mascherina, ma qualcuno la tiene sotto il naso. Su questo ci sono molti controlli della Polizia Locale e, finora, è stato fatto un richiamo bonario, ma chi continua a non capire verrà sanzionato. Chiedo ancora uno sforzo ai cittadini. Ci hanno detto che le sale strutturate per accogliere i positivi al Covid-19 negli ospedali non verranno dismesse, ma verranno chiuse a chiave in attesa dell’autunno e riaperte se la situazione di emergenza dovesse ritornare: questo deve far pensare. La guerra non è ancora vinta. La mascherina non si tiene sul collo, ma si indossa come deve essere indossata. C’è chi si lamenta di non poter portare i figli al parco; a queste lamentele io rispondo che nei divieti che impongo sono convinto di agire per il bene della comunità. E sarà la comunità a pagare se non saremo rispettosi delle regole. Ho già avuto modo di dirlo: per la prima volta, il nostro comportamento civico condiziona la nostra vita e quella degli altri. A volte ci si comporta in maniera superficiale convinti che tanto se deve succedere qualcosa capita sempre agli altri e non a se stessi: invece, non bisogna aspettare che sia un fatto grave che ci coinvolge personalmente a condizionare i nostri comportamenti, ma dobbiamo agire sulla base di una riflessione preventiva.

Nel territorio sono in aumento guanti e mascherine abbandonati. Cosa dice in merito?

Io mi domando sempre se per fare bene una cosa nuova dobbiamo farne male una vecchia. Possibile che non riusciamo a fare bene tutto? Adesso che la mascherina la portiamo quasi tutti, c’è qualcuno che la butta per terra. E c’è ancora chi non raccoglie le deiezioni canine. A questo proposito, mi è stato detto che la deiezione non viene raccolta perché altrimenti il guanto si sporca: io davvero non capisco un discorso del genere, visto tra l’altro che bisognerebbe avere con sé un sacchettino. Affermazioni come questa sono scuse, in realtà il vero motivo per cui la gente non raccoglie è la pigrizia.

La settimana scorsa aveva parlato di una sovrabbondanza di rifiuti prodotti nell’ultimo periodo. Cosa possono fare i cittadini per evitare questa situazione?

Adesso compriamo molto nei negozi locali, con la consegna a domicilio. Oltre a scoprire che abbiamo bei negozi e buoni prodotti locali, ci rendiamo conto che quello che ci viene consegnato ha meno imballaggio rispetto a quello che eravamo abituati ad acquistare. E questo rappresenta già un vantaggio in relazione al rifiuto che quotidianamente produciamo. Inoltre, io mi sento di dare un consiglio: alla consegna successiva, restituiamo ai fornitori la cassetta di plastica o la scatola in cartone in cui ci vengono portati i prodotti che acquistiamo. A loro sicuramente fa comodo, anche perché risparmiano, e noi produciamo meno rifiuto.

Ci dà un aggiornamento sull’erogazione dei buoni spesa?

Questa settimana sono state evase le ultime 38 domande, per un totale di 8.864 euro. I buoni spesa erogati fino ad oggi ammontano a 76.180 euro. La differenza per arrivare al budget di 95.000 che abbiamo a disposizione verrà data in parte al Centro aiuto vita e all’Emporio della solidarietà, e stiamo riflettendo su come gestire la parte rimanente.

Ha parlato spesso della generosità dei cittadini che hanno aderito all’iniziativa della spesa solidale. A quanto ammonta ad oggi la cifra donata per contribuire alla spesa delle famiglie in difficoltà?

Fino ad oggi sono stati raccolti 6.586 euro, una cifra che mi commuove.

È ormai da molto tempo che non si riunisce il Consiglio comunale, sicuramente anche a causa dell’emergenza coronavirus. Non avete pensato di convocarlo videoconferenza?

Faremo sicuramente un Consiglio comunale entro fine mese o, al massimo, la prima settimana di giugno. Non ci sono scadenze particolari. Sotto Pasqua abbiamo fatto incontro in videoconferenza fra maggioranza e minoranza, che ha costituito una prova per verificare che il sistema potrebbe funzionare anche per il consiglio comunale. In ogni caso, le dimensioni della sala consiliare ci consentirebbero di convocarlo anche in presenza, perché c’è la possibilità per garantire il distanziamento. Adesso però la sala consiliare è base logistica per l’emergenza. Valuteremo quindi il da farsi.

Trovate tutte le notizie aggiornate e verificate sulla situazione del coronavirus nel Comune di Sona nella sezione speciale del sito del Baco.

Federica Valbusa

About Federica Valbusa

Nata nel 1988, coltiva la passione per la scrittura fin da quando era bambina. Ha iniziato a scrivere per Il Baco da Seta nel 2005, all’età di 17 anni. Dopo la maturità classica, ha conseguito la laurea triennale in Filosofia e la laurea magistrale in Scienze filosofiche presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Dal febbraio del 2011 è iscritta all’Ordine dei giornalisti, elenco dei pubblicisti, del Veneto e da qualche anno è collaboratrice del quotidiano L’Arena.

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