Coronavirus a Sona. L’intervista del sabato al Sindaco Mazzi: “Avrei già riaperto tutto. E anticipato a metà maggio le attività previste per giugno”

Anche a Sona si sta aprendo la fase 2, quella che, per usare le parole del Sindaco Gianluigi Mazzi, (nella foto di Gaetano Fattori scattata in occasione delle celebrazioni del 25 aprile) porterà non a una “ripartenza” ma a una “nuova partenza”. Secondo lui, infatti, indietro, a com’era la vita prima del coronavirus, non si torna; la vera sfida consiste nella capacità di disegnare un modello diverso, che consenta di tornare gradualmente alla normalità in sicurezza.

Una sfida che le attività economiche, anche del nostro territorio, stanno già raccogliendo: si stanno infatti riorganizzando per conciliare funzionamento e protezione. Ed è per questo che, secondo il primo cittadino, la loro riapertura dovrebbe essere accelerata rispetto a quanto previsto dal governo. L’ottava intervista al Sindaco di Sona esce all’indomani del primo maggio, una celebrazione che quest’anno è stata caratterizzata dalle preoccupazioni lavorative provocate dall’emergenza che stiamo vivendo.

E nelle parole di Mazzi si sente tutto il peso di queste preoccupazioni, che attraversano anche il tessuto economico locale. Ma si sente anche la determinazione nel traghettare il Comune verso quella nuova pagina di storia che tutti stiamo attendendo ti poter scrivere, ciascuno con il contributo, più o meno grande, che potrà dare. Una pagina di storia che richiede da parte di chi amministra la capacità di un ragionare concreto, attento alle nuove necessità dei cittadini e rispondente alle reali esigenze del territorio.

Partiamo dalle regole: cosa si può fare e cosa no nel nostro territorio. Mai come nell’ultima settimana, il sovrapporsi fra decreto ministeriale, ordinanza regionale e disposizioni comunali ha creato qualche confusione. Anche partendo dalle domande che le vengono poste più spesso dai cittadini, può dare alcuni chiarimenti sulle misure che interessano Sona?

La mia ultima ordinanza sindacale è minima. Non permetto l’accesso ai parchi, perché non ho gli strumenti per controllare gli ingressi e quindi per vigilare sugli assembramenti, e continuo a limitare a cinque minuti la presenza nelle aree cani. Noi Sindaci veniamo attaccati perché le regole non sono chiare ma, anche se siamo noi i più vicini alla comunità e, quindi, è normale che la comunità ponga a noi certe domande, occorre che i cittadini capiscano che ci sono risposte che non sappiamo dare. La mancanza di chiarezza parte infatti dallo Stato, ed è con essa che ci troviamo noi per primi a dover fare i conti, oltre che con le indicazioni diverse che arrivano dalla Regione. Mi viene chiesto ad esempio se, dopo il 4 maggio, si potrà andare a fare la spesa in un altro Comune: io rispondo che per il momento a me risulta di no, ma attendo anche io che venga fatta chiarezza. Un’altra domanda che mi viene posta riguarda l’autocertificazione: occorre averla sempre? La mia risposta è sì: quella vale sempre, anche perché agevola i controlli da parte delle forze dell’ordine. E occorre portarla con sé anche per fare attività motoria, che ora non è più limitata ai 400 metri ma al territorio comunale, ma che da lunedì comprenderà l’intera Regione. Dalle informazioni che abbiamo noi Sindaci, la Regione prorogherà l’obbligo di mascherine e guanti (o gel disinfettante). Certamente per il Comune sarà così perché, dai confronti avuti anche con i medici, questi dispositivi di protezione sono fondamentali, fino a quando non ci saranno il vaccino o l’immunità di gregge. Dal 4 maggio in poi sarà molto difficile fare verifiche sugli spostamenti: mi aspetto infatti che chiunque, se fermato, dica che sta andando da parenti. Ma su mascherine e guanti (o gel) i controlli della polizia saranno serrati. La sicurezza oggi nasce soprattutto dai propri comportamenti.

Nella quotidianità di tutti noi stanno cambiando molte cose e la normalità che ci attende sarà molto diversa da quella a cui eravamo abituati. Come stanno reagendo i cittadini?

La maggior parte è rispettosa delle regole e sta reagendo molto bene. Ci sono però anche quelli che commentano e criticano tenendo come riferimento la vita di prima. Ad esempio, c’è chi si lamenta per le code alle isole ecologiche. Ebbene, dovremo abituarci a convivere con le code: se l’indicazione è quella di limitare gli accessi ni luoghi che frequentiamo, dovremo probabilmente imparare stare in coda anche per prendere un caffè al bar. Quelli che lamentano il fatto che le cose sono cambiate rispetto a prima non hanno capito che quella che ci aspetta non è una ripartenza ma una nuova partenza. Non si può guardare al modello di vita che c’era prima: quel modello non si potrà più ripetere. Almeno, ribadisco, finché non arriveranno un vaccino o l’immunità di gregge. Anche chi rientrerà in azienda nei prossimi giorni la troverà trasformata: i titolari avranno inserito accorgimenti e protezioni che non permetteranno di lavorare come prima. Dobbiamo imparare a convivere con questa situazione.

Ha fatto accenno alle isole ecologiche. Prevede delle novità nella riapertura?

Da lunedì permetterò che vengano aperte tutti i giorni, con orario normale. Sempre solo per i rifiuti che non vengono conferiti tramite il porta a porta, ma non più nel solo limite dei quattro giorni settimanali. Parlando di rifiuti, va detto che nel territorio c’è una situazione problematica: nonostante le isole ecologiche siano state chiuse per un periodo, sono aumentati secco e ingombranti. Forse proprio per effetto delle pulizie delle cantine effettuate in questo periodo di quarantena, c’è stato un conferimento record: stiamo infatti portando via container pieni con una frequenza molto più alta di quanto avveniva in passato. Inoltre, vorrei parlare anche della modalità di gestione dei rifiuti di coloro che sono risultati positivi al virus: ricordo che devono chiamare il numero previsto e attivare una procedura ad hoc. Purtroppo ad oggi solo dieci lo hanno fatto.

In che modo il Comune pensa di supportare le attività economiche locali per favorire la nuova partenza di cui parla?

Le attività economiche dovranno ricevere un supporto che permetta loro di riaprire quanto prima e, una volta ripartite, di recuperare il fatturato perso.  Per agevolarle, stiamo pensando di intervenire sulle tasse, valutando la possibilità di concedere la rateizzazione del pagamento dei tributi statali e concedendo di non pagare la tassa sui rifiuti per i mesi in cui non hanno lavorato. Anche a Sona, come accaduto in altri Comuni del veronese, ieri avrebbe dovuto esserci una manifestazione dei commercianti, che poi non si è tenuta per le difficoltà di spostamento di quelli provenienti dalle tre frazioni: non avrebbero infatti potuto raggiungere il capoluogo in macchina, perché per le restrizioni in vigore sarebbero stati passibili di sanzione. In questo mese, cercheremo di raccogliere le loro indicazioni per supportarli in questa nuova partenza. Una delle cose che stiamo valutando è quella di raddoppiare gli spazi per i plateatici su suolo pubblico, dimezzando i costi per un anno. In questo modo, andremmo a togliere un po’ di spazio a marciapiedi e viabilità, ma supporteremmo la riapertura in sicurezza delle attività.

Anche le famiglie sono davanti a una nuova partenza, che implica per quest’estate una totale riorganizzazione nella gestione della quotidianità domestica. I genitori stanno ricominciando a lavorare, e molti di loro non potranno contare sulle ferie estive che hanno consumato nelle scorse settimane. E quest’estate per bambini e ragazzi non potranno più nemmeno esserci le iniziative di accoglienza nelle modalità seguite finora. È un tema anticipato una decina di giorni fa da un editoriale del Direttore del Baco e del quale abbiamo già parlato nella precedente intervista, ma trattandosi di una questione ancora aperta risulta necessario continuare ad approfondirla. Ci sono novità sul modo in cui il Comune intende intervenire per supportare le famiglie in questa situazione?

Ci troviamo davanti un’estate complicata. Dai dati che abbiamo, il 30 per cento dei lavoratori ha già consumato le ferie. Se i grest si faranno, dovranno ragionare su una redistribuzione degli spazi, e quindi potranno garantire un’accoglienza molto più ridotta rispetto al passato. Il Comune di Sona, grazie all’impegno del dottor Giacomini, responsabile del settore Servizi al cittadino, ha compartecipato all’elaborazione di un modello per supportare le famiglie in questa situazione; si tratta della bozza di un documento che è già stata condivisa con l’Ulss 9 e che verrà presentata lunedì ai sindaci del Distretto 4, perché potrebbe essere utile da applicare anche in altri Comuni. L’obiettivo è quello di supportare le famiglie nella gestione dei minori, fino a 14 anni, nel periodo estivo. L’Assessore ai servizi sociali Monia Cimichella si è già mossa con i parroci e altri attori del territorio, per capire come potrebbe essere possibile attivarsi al meglio. Al tempo stesso, però, stiamo aspettando aggiornamenti dalla Regione, perché ci è giunta informazione che dovrebbe mettere a disposizione dei contributi; attendiamo quindi che a livello regionale venga pubblicato un bando, con tutte le indicazioni da seguire, e venga presentato un protocollo di sicurezza, con tutte le disposizioni a cui attenersi per gli aspetti sanitari e assicurativi. Questa questione è fondamentale, e credo che il governo dovrebbe dare delle indicazioni chiare in merito.

A proposito del Governo, come ritiene che Conte stia gestendo questa crisi? E come lo sta facendo secondo lei Zaia a livello regionale?

Io condivido la fermezza di Conte, ma lui ragiona a livello statale mentre ritengo che dovrebbe concedere qualche autonomia alle Regioni, dato che si stanno trovando a gestire diversi livelli di gravità, e anche ai sindaci.  In questo momento, penso che lo scontro sia anche politico, dato che a brevissimo ci sono le elezioni regionali: non penso che tutto venga deciso per motivi politici, ma penso che certe scelte di chi ci governa vengono fatte anche per acquisire consenso. Io sono sempre per la misura più restrittiva, ma adesso come adesso concederei molto di più alle aziende di quanto sta facendo Conte: le attività economiche stanno spendendo soldi per riaprire in sicurezza, si stanno indebitando per acquistare i dispositivi di protezione necessari a far ripartire l’economia in questo momento storico complicato. Io sono molto più preoccupato di come si muovono i cittadini rispetto a come si riattivano le realtà lavorative, alle quali avrei concesso molto di più. Per chi si occupa di servizi alla persona, quindi per tutte le attività che implicano un contatto come ad esempio parrucchieri ed estetisti, aspetterei altri quindici giorni, non fino al primo giugno; per le altre attività avrei già permesso tutto. Per quanto riguarda Zaia, ho avuto modo di ascoltarlo nella sua lettura della situazione regionale e anche di apprezzarlo per alcune posizioni che ha preso e che condivido in pieno. Nella conferenza dei 98 Sindaci del veronese sta emergendo come vi sia una relazione molto forte e valida fra Regione ed enti locali, e questo anche grazie ad alcuni amministratori in quota Lega che, potendo contare su una comunicazione diretta con chi ci governa a livello regionale, stanno aiutando il gruppo nel migliore dei modi.

E il Comune di Sona come si sta riorganizzando per gestire la nuova partenza?

Ho emesso un’ordinanza interna che vale per tutto il mese di maggio, dove ho disposto che gli uffici ricevano solo su appuntamento, ad eccezione ovviamente di quelli che, per il tipo di prestazione che gestiscono, non possono farlo. Il municipio di Sona infatti non ha le sale d’attesa, e quindi dobbiamo organizzarci di conseguenza. La biblioteca di Sona riaprirà invece il 18 maggio, ma con dei limiti.

La riorganizzazione in corso a diversi livelli è una importante iniezione di speranza. Però, l’emergenza non è ancora finita. Qual è ad oggi la situazione dei contagi nel territorio sonese?

Il numero dei contagi sta scendendo, ma ci sono delle persone che continuano a risultare positive al tampone, anche se è già passato il periodo previsto per la negativizzazione. Purtroppo, è deceduta un’altra persona, l’ottava dall’inizio dell’emergenza sul territorio. Anche alla sua famiglia vanno il mio pensiero e la mia vicinanza.

Un’altra ragione di preoccupazione riguarda le nuove povertà che emergeranno da questa crisi. Anche a Sona, ci sono famiglie che per la prima volta si trovano ad aver bisogno di aiuti economici per andare avanti. Uno strumento per aiutare chi già viveva una situazione difficile e chi si trova a viverla adesso per la prima volta è appunto quello dei buoni spesa. Ci aggiorna sulle erogazioni?

Finora sono stati erogati 235 buoni per un totale di 68 mila e 160 euro, di cui 50 mila e 400 per gift card da spendere da Rossetto e la differenza per spese nei negozi locali. Sono state respinte 24 domande di fascia c (NdR l’ultima fascia nella scala di gravità prevista per la categorizzazione delle richieste pervenute), mentre 23 sono sospese in attesa di documentazione e 8 sono state approvate ma con richiesta di documenti integrativi che stiamo aspettando di ricevere. In tutto, i fondi impegnati, in cui rientrano quindi anche le 23 domande in sospeso e le 8 approvate in attesa di integrazione, sono 73 mila e 980 euro. Con quel che avanza, per arrivare ai 95 mila euro che abbiamo a disposizione, pensiamo di prevedere un secondo giro di aiuti per le famiglie maggiormente in difficoltà. Le assistenti sociali impegnate nell’erogazione dei buoni spesa si sono rese conto di come vi siano nel territorio nuove famiglie che vivono in uno stato di disperazione e incertezza; famiglie che per la prima volta fanno i conti con difficoltà economiche. Per far fronte alla situazione, predisporremo un tavolo tecnico per elaborare un piano comunale di aiuti: si tratta di trovare nel nostro bilancio la possibilità di offrire qualche ulteriore forma di supporto.

Da ultimo, lei come sta Sindaco? Come sta vivendo questi giorni?

Dormo poco, è un periodo molto impegnativo. Resto in municipio fino alla sera tardi, per far fronte a tutto ciò che è necessario in questa situazione. Una cosa che mi rilassa molto quando esco dal Comune è sentire l’acqua che scorre nella fontana della piazza e, quando non è troppo tardi, anche qualche cinguettio. Sono rumori che prima non avevo mai sentito e devo ammettere che, nel silenzio di queste serate, mi è capitato di fermarmi ad ascoltarli.

Trovate tutte le notizie aggiornate e verificate sulla situazione del coronavirus nel Comune di Sona nella sezione speciale del sito del Baco.