Coronavirus a Sona. Il Sindaco Mazzi: “ecco cosa stiamo facendo per vincere questa guerra”

Il Sindaco Gianluigi Mazzi risponde alle domande del Baco sull’emergenza coronavirus poche ore dopo aver appreso di cinque persone contagiate nel territorio sonese, mentre un tramonto primaverile fa calare il sipario su una giornata difficile, che si è svegliata con le nuove restrizioni imposte dal Governo per il contenimento dell’epidemia.

Riusciamo a intervistarlo mentre sta definendo l’ordinanza per la chiusura di parchi, parchetti e piazzole ecologiche e, fra una domanda e l’altra, si interfaccia con gli uffici per le ultime questioni sul provvedimento.

Confessa di essere completamente assorbito dall’emergenza, non solo di giorno ma anche di notte, quando prepara le sintesi dei decreti serali per garantire, al mattino, un’informazione chiara e completa ai cittadini. Quella che delinea non è una situazione facile, ma le sue parole e il suo tono esprimono ottimismo: ne usciremo, se ciascuno saprà prendersi a cuore il bene di tutti. E ne usciremo diversi, cambiati. Mazzi ne è convinto.

Sindaco, come si sta organizzando il Comune di Sona per gestire l’emergenza?

Per evitare assembramenti negli uffici comunali, abbiamo prima ridotto gli ingressi e ora abbiamo introdotto gli appuntamenti, ma il servizio pubblico non è mai venuto meno. E ai dipendenti comunali va il mio ringraziamento. Stiamo offrendo ai cittadini un forte supporto telefonico. Quando vengono emanati i decreti, riceviamo tantissime telefonate di persone che chiedono informazioni: spesso sanno già la risposta, hanno solo bisogno di essere tranquillizzate. Ci siamo organizzati anche con gruppi WhatsApp: quello degli amministratori, quello dei dipendenti, quello del Coc (Centro operativo comunale, istituito per affrontare l’emergenza), e quello della polizia locale. E poi, coordinati dagli Assessori competenti, ci sono un gruppo dedicato allo sport, uno alla scuola e uno al commercio. Per le riunioni di maggioranza seguiamo la modalità della videoconferenza, come stiamo facendo fra sindaci del veronese per poterci confrontare sulla situazione. E approveremo una delibera per dare il via allo smart working all’interno dell’ente.

In pochi giorni, la vita di tutti i cittadini è completamente cambiata. Qual è il clima emotivo che si percepisce nel territorio?

Fino a domenica scorsa c’era la stessa tranquillità rilevata anche in altri luoghi, che si esprimeva attraverso le uscite di molti cittadini e che dimostrava che la situazione non era ancora stata presa sul serio. Gli ultimi due decreti hanno invece toccato in modo molto forte anche Sona. Oggi la percezione è che la gente abbia capito cosa stiamo vivendo. C’è ancora qualcuno che fa il furbetto, che solleva motivazioni ridicole per muoversi da un Comune all’altro, ma la maggior parte dei cittadini sta rispettando l’indicazione di stare a casa. Le strade sono deserte, e alla sera non c’è nessuno in giro. Certo, c’è chi va a lavorare, ma tutto quello che era lo svago del tempo libero si è fermato. È una situazione strana, che dal dopoguerra ad oggi il nostro Comune non aveva mai visto. Il silenzio e la mancanza di auto per le strade si notano in modo evidente. È il risultato del fatto che i cittadini stanno prendendo in seria considerazione il loro ruolo all’interno della comunità.

Va però rilevata anche l’assoluta irresponsabilità di chi, in un periodo così delicato, fa circolare fake news sui social.

Sulle fake news che circolano io rimango sconvolto. Mi sono arrabbiato talmente tanto quando ho letto certe falsità che ho detto a qualcuno che il vero pericolo oltre al virus è veramente la stupidità di troppi. È una battuta, ma io mi chiedo davvero come si possa dare credito a certe cose. L’ultima bufala che è stata diffusa è che sarebbero state allestite delle tendopoli per le persone ammalate davanti alla Gande Mela. Abbiamo una struttura organizzata, che diffonde informazioni utili con una fonte certa, ma c’è ancora qualcuno che mi chiama ad esempio per sapere se è vero che passano gli elicotteri per la disinfestazione.

Le aziende patiscono molto questa situazione, soprattutto perché penalizzate dalle restrizioni per il contenimento del virus. Come stanno reagendo gli imprenditori a Sona?

Le aziende sono in difficoltà. Il fatto che l’economia abbia avuto dei rallentamenti sta incidendo in modo importante sulle ditte. In questo momento stanno ricorrendo alla cassa integrazione e alle ferie, ma anche allo smart working, su cui stanno investendo in modo importante. La paura che venga chiuso tutto sta spingendo in modo accelerato l’uso della tecnologia. E forse proprio questo rappresenta un’opportunità positiva, che porterà qualcosa di buono quando tutto sarà finito.

Come si caratterizza in questi giorni l’operatività della polizia municipale?

Finora non è stata fatta alcuna sanzione, però stiamo facendo dei controlli per verificare il rispetto del decreto e il possesso delle autocertificazioni. I vigili fermano i cittadini soprattutto nei punti di passaggio fra un Comune e l’altro. Inoltre, la polizia locale sta offrendo un grande supporto telefonico, per rispondere a tutti coloro che chiedono informazioni su come interpretare le restrizioni.

E l’Amministrazione come sta vivendo questo periodo?

Io sto vivendo un momento complicatissimo, non mi sarei mai aspettato di affrontare questo. Se io sono impegnato, giorno e notte, nella gestione di questa emergenza, anche per dare informazioni chiare ai cittadini, è perché non voglio che su Sona cali il panico. La paura è importante perché aiuta a gestire i pericoli e a rispondere con azioni concrete, ma il panico non deve calare sulla nostra comunità, perché il panico blocca e, tra l’altro, è immotivato. Come Sindaco ho un sovraccarico esagerato e nuovo, così come gli amministratori e gli uffici. La gente ci sta ringraziando, ha capito che stiamo lavorando per il bene di tutti. Il messaggio che ci arriva è di andare avanti così. Credo che questo porterà anche ad un ritorno sul modo in cui i cittadini vedono le istituzioni.

Come sono i rapporti con gli altri Comuni e con le istituzioni superiori?

I 98 Comuni del veronese stanno lavorando insieme in modo importante, anche condividendo le documentazioni che vengono prodotte. Il ruolo del Sindaco in questo momento è quello di essere sul campo, lavorando su tutto. Però necessitiamo che gli enti superiori ci diano strumenti e informazioni, e proprio a questo proposito registriamo una criticità. Non può essere che un Sindaco, che rappresenta la massima autorità sanitaria del territorio, non sappia chi sono le persone contagiate nel suo Comune e chi sono le persone in quarantena, sulle quali dovremo poter vigilare. Certo, da parte nostra andrebbe mantenuta assoluta riservatezza, non divulgando queste informazioni, ma noi Sindaci dovremmo averle. Quando tutto sarà finito, al tavolo della discussione evidenzieremo che così non possiamo essere trattati.

Sindaco, ne usciremo? E se sì, come saremo dopo?

Io credo che ne usciremo, ma ho la convinzione che occorrerà essere ancora più restrittivi. Io condivido la linea della severità e, ad essere sincero, mercoledì sera mi aspettavo proprio una chiusura totale. Se passa il concetto che, per fermare l’espansione del virus, occorre rimanere a casa e se, in conseguenza di questo cambio di abitudini, la curva dei numeri inizia a modificarsi, a quel punto ciascuno si accorgerà di quanto è servito lo sforzo fatto. Io mi auguro che questa situazione ci insegnerà a vivere meglio dopo. Non esiste quasi più nessuna notizia che non riguardi il coronavirus, aspetti che prima rappresentavano dei problemi ora sono passati in secondo ordine. Non so come saremo dopo, quando questa emergenza sarà finita, ma penso che i nostri modelli organizzativi, personali, comunitari e politici verranno rivisti.

Ancora un appello ai cittadini?

I nostri nonni erano chiamati ad andare al fronte, noi siamo chiamati a rimanere a casa. Se lo faremo vinceremo la guerra. Facciamolo per il bene di tutti, è un’occasione per essere protagonisti responsabili della nostra comunità.

Trovate tutte le notizie aggiornate e verificate sulla situazione del coronavirus nel Comune di Sona sulla sezione speciale del sito del Baco.

Federica Valbusa

About Federica Valbusa

Nata nel 1988, coltiva la passione per la scrittura fin da quando era bambina. Ha iniziato a scrivere per Il Baco da Seta nel 2005, all’età di 17 anni. Dopo la maturità classica, ha conseguito la laurea triennale in Filosofia e la laurea magistrale in Scienze filosofiche presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Dal febbraio del 2011 è iscritta all’Ordine dei giornalisti, elenco dei pubblicisti, del Veneto e da qualche anno è collaboratrice del quotidiano L’Arena.

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