Coronavirus a Sona: i numeri e quell’attenzione verso gli anziani che non si può trascurare

La scelta di pubblicare quotidianamente i numeri dei nuovi contagi su nostro sito si basa su due principali argomentazioni: la prima è quella di fornire un’informazione corretta, in grado di favorire una fruizione di notizie verificata e impedire la diffusione di perniciose fake news; la seconda consente di applicare i dati alla realtà in cui viviamo al fine di capirne la significatività. 

L’ultimo bollettino che abbiamo pubblicato ieri snocciola questi numeri: 57 casi di Coronavirus a Sona. E la curva del tasso di crescita, pur presentando valori sostanzialmente ridotti rispetto al mese scorso, non registra ancora persistenti valori negativi (di decrescita).

La situazione, pertanto, rimane ancora a rischio, dato che l’andamento del saldo dei contagi (calcolato al netto dei guariti e dei deceduti) nel nostro Comune, ad oggi, non si è inserito in un effettivo trend di decrescita, e il plateau della curva resiste, nonostante il valore di ricoverati in terapia intensiva sia generalmente in calo, come traspare dal seguente grafico elaborato dal Sole 24 Ore su dati del Ministero della Salute.

In questi giorni diviene cruciale il fattore tempo: se, da una parte, la politica e le banche centrali (senza scendere nei particolari del pessimo coordinamento a livello europeo) sembrano avere risorse illimitate per fronteggiare la crisi del Coronavirus, sia sostenendo la spesa sanitaria in modo massiccio sia iniettando liquidità in un sistema economico che deve superare il prima possibile il suo stato di ibernazione; dall’altra, il picco dei decessi – una variabile da tenere d’occhio – non avviene nello stesso istante del raggiungimento del picco dei contagi. 

Per capire l’importanza del fattore tempo su quest’ultimo punto, soffermiamoci sul tasso di letalità del Covid-19 in Italia spacchettato per fasce d’età: 

Sulla base di dati aggiornati al 13 aprile, i report del Sismig (Sistema di sorveglianza rapida della mortalità giornaliera) hanno stimato rispetto agli anni scorsi un eccesso di mortalità del 33% a Verona (decisamente distante dal 195% di Brescia), calcolata tenendo conto delle denunce di decesso pervenute nel mese di marzo e rapportate con una serie storica di riferimento.

Il valore atteso della serie storica è definito come la media per giorno della settimana e numero della settimana calcolata nei cinque anni precedenti e pesata per la popolazione residente (dati Istat) per tenere conto del progressivo invecchiamento della popolazione. Tutto ciò indipendentemente dalle cause di morte.

Elaborazione del Sole 24 Ore su dati ministeriali

Sono soprattutto gli anziani le vittime di questa sindrome, che interagisce in maniera incisiva con altre patologie (e, spesso, gli anziani ne hanno più di una): l’88,6% di chi è morto rispetto al totale di coloro che sono risultati positivi al tampone ha dai 60 anni in su. Questo dato deve costituire un segnale di allerta anche per il Comune di Sona, dato che su una popolazione totale di 17.762 residenti gli ultrasessantenni di Sona sono oltre il 25%.

Un’allerta che non si deve abbassare con il decremento dei contagi, ma che si traduce in una responsabilità e un’attenzione costanti verso le fasce più deboli ed esposte maggiormente ai danni causati dal Covid-19, anche quando si vedranno numeri più incoraggianti e prenderà avvio – si spera – la fase due. Di nuovo il fattore tempo.

La speranza, infine, è che, nonostante lo scoppio di drammatici focolai di contagi e decessi nelle case di riposto nella provincia veronese, la Papa Giovanni Paolo II di Lugagnano continui a rappresentare una felice eccezione, dato che non è presente alcun caso di contagio.

Il Coronavirus sta attaccando quelle fondamenta economiche, culturali, politiche e sociali su cui oggi il nostro Paese si regge: l’Italia dei nonni, quella generazione che rappresenta sovente una leadership nelle famiglie e nelle imprese, una fonte valoriale di cultura e memoria trasmessa ai figli e soprattutto ai nipoti. Secondo una stima del Censis, in maniera regolare e sistematica 3 milioni di anziani si prendono cura dei nipoti, un milione e mezzo di loro aiuta economicamente i figli e i nipoti producendo un trasferimento di reddito calcolato in 5,4 miliardi di euro all’anno, un milione di loro assiste altri anziani bisognosi o non autosufficienti.

Il Covid-19 ha avviato un processo che sta destrutturando la situazione, interrompendo quella vitalità che a modo loro gli anziani, i nonni, con la presenza di figli e nipoti fino a qualche mese fa erano in grado di alimentare all’interno della propria cellula familiare o del proprio nucleo abitativo, oggi ridotto a uno spazio di confinamento e, talvolta, di solitudine.

Le statistiche e le drammatiche curve dei decessi confermano un contesto senza precedenti, in cui ai politici locali e nazionali è richiesta la regola del giocatore di biliardo, calma e gesso: il realismo di affrontare i rischi e le incertezze, ma anche la sicurezza di un’amministrazione presente e attenta alle esigenze dei cittadini, soprattutto i più anziani.

Trovate tutte le notizie aggiornate e verificate sulla situazione del coronavirus nel Comune di Sona nella sezione speciale del sito del Baco.