Coronavirus a Sona: analisi (semiseria) delle nostre personalità nell’isolamento delle nostre case

A una settima dal “decreto quarantena” e in un momento come questo in cui anche a Sona siamo obbligati a starcene tra le nostre quattro mura domestiche, ognuno di noi non può far altro che peggiorare: la convivenza forzata, il riscoprire parenti che fino a qualche giorno fa ci parevano solo inquilini abusivi di passaggio, il dedicarsi ad attività illecite come la pulizia ossessiva, il riordino compulsivo, la cucina e l’arte, cronicizza ciò che di peggio si nasconde tra i meandri inconsci della nostra psiche.

Ecco quindi che il disturbo, indisturbato, se ne esce allo scoperto e si fa padrone di entrambi i nostri emisferi. Come stiamo reagendo al decreto “stai a casa”?

Il Depresso: fondamentalmente non gli cambia nulla, tanto non usciva nemmeno prima. È costretto alla convivenza forzata continuativa, al dover dire più spesso del solito “Buongiorno”, “buonasera” e “buonanotte”, perché a circondarlo c’è sempre qualcuno. Osserva dal divano tutte le attività tornate di moda che i suoi consanguinei si apprestano a svolgere per non cadere nella morsa della sua stessa tendenza autodistruttiva.

L’Ansioso: qui ci ricadiamo tutti, mi spiace. “Quando finirà la quarantena?”, “posso portare a spasso il cane a due metri dal mio cancello o rischio la galera?”, “a quanti contagi siamo?”, “quanti sono i morti?”, “e semmai finirà, come faremo poi?”, “ma Conte poverino in tutto ciò riposa, o passa le notti in bianco?”, “torneremo mai un giorno a spaccarci in discoteca e fare festa con i nostri amici?”, “e se fosse tutto un complotto di Trump, Putin, Berlusconi, Belzebù o San Girolamo?”, “a quanto è salito il prezzo delle mascherine?”. Ecco mentre l’ansioso passa le sue giornate a cercare di dare risposte a domande inopportune, finisce lo Xanax e non sa nemmeno se può uscire per andare a recuperarlo in farmacia.

Il Bipolare: compagno di quarantena elettrizzante, il bipolare va a giornate. Simile al Borderline di cui parlerò dopo, il bipolare alterna giornate di fase maniacale iperproduttiva, in cui cataloga i biscotti per forma e per colore, compra una barca a vela per quando potrà tornare a prendere il sole sul Lago di Garda, riordina il cassetto delle diapositive dei bisnonni e fa decupage con i sacchetti vuoti delle patatine, a lievi forme depressive. L’unico problema è che si è dato talmente tanto da fare, che ora non ha le energie per farsi una doccia: costringe i suoi inquilini a stordirlo e infilarlo nell’asciugatrice, per la pietà di questo popolo.

Il Borderline: a mio avviso il migliore. Esce sfidando la legge sentendosi in colpa per il reato commesso, tornando a casa di corsa sovraccarico di autoaccuse e maledicendo il giorno in cui è nato. Ha sviluppato un rapporto conflittuale con Conte, che un giorno ama perché gli sta salvando la vita, e il giorno dopo odia perché lo costringe a stare in casa. Il borderline, inoltre, non sa organizzare le proprie attività ricreative: comincia a grattare la cassettiera di fine ‘800 per dipingerla di lilla, ma poi gli viene in mente che potrebbe anche prendersi cura del giardino facendosi la manicure, e lascia tutto a metà con i fiori moribondi e la terra nera sotto le unghie. É molto vantaggioso però: dà un sacco da fare ai suoi inquilini.

Il Narcisista: è, fondamentalmente, quello che esce senza poterlo fare perché in casa si stufa, e lui è stufo di stufarsi in questo Paese che non lo merita e dal quale, se potesse, fuggirebbe. Il narcisista non merita questa pandemia, no, lui proprio no! Questa situazione rallenta tutti i suoi progetti, i suoi sogni e soprattutto ostacola le sue uscite pubbliche. FaceTime, Skype, Houseparty non sono sufficienti: lui si è fatto la barba, la doccia, ha comprato un paio di scarpe nuove per uscire ed ora uscirà. Insomma, è l’unico che quando portate fuori il cane alle 2 del mattino, girovaga con i mocassini e il trench Burberry videochiamando i suoi amici brasiliani senza le cuffiette.

L’Ossessivo compulsivo: non si perde una diretta, un decreto, un servizio. Anzi, va sul sito del Ministero e li stampa tutti, sottolineandoli con colori differenti per paragrafo, si fa gli schemi e compra un raccoglitore nuovo per questa quarantena. Quando non si dedica a queste attività, il passatempo preferito dell’ossessivo compulsivo è, quasi sempre, la pulizia. Casca a fagiolo la pandemia: ora nessun familiare dovrà frenare la sua voglia matta di disinfettare, scrostare, lucidare ogni qualsivoglia superficie casalinga! Per non parlare del fatto che si è costretti a girare con guanti e mascherina. Insomma, per questa categoria di ossessivi, questo momento storico è il paradiso, un sogno che si avvera, l’apocalisse che hanno sempre desiderato! Il problema sarà poi quando dovranno tornare in terapia.

A fronte di questa situazione economico sociale generale, non possiamo fare molto. Ma una cosa la possiamo fare, e la stiamo già facendo: stare uniti. Ricordiamoci che lo sforzo che ci viene chiesto è di lungimiranza per il bene di tutti. Se avete (ed è probabile) uno dei disturbi sopracitati, non temete. Questo è il momento più difficile in cui siamo tutti messi alla prova. Anche questa fase acuta passerà.

E potremmo tornare tutti assieme a lamentarci del fatto che non c’è parcheggio, che c’è troppa fila, che le spiagge sono affollare e che, santo cielo, è pieno di cinesi in questa città!

P.S.: i disturbi non finiscono qui!