Conti, azienda che produce macchinari per pasticceria, panificazione, pizzeria e cosmetica. Una delle storie imprenditoriali che fanno grande il Veneto

Il nostro territorio è una fucina di realtà imprenditoriali che, nonostante il difficile periodo che stiamo vivendo, proseguono incessanti la loro azione di promotrici di valore economico, sociale ed umano.

Nel nostro percorso tra le eccellenze locali, incontriamo oggi la Conti Srl, un’azienda che si occupa di realizzare e commercializzare macchinari destinati ai settori della pasticceria, panificazione, pizzeria, ristorazione e chimica cosmetica. Ha sede nella zona industriale di Bussolengo e l’immobile in cui è collocata è ben visibile dalla statale 11 nel tratto compreso tra il sottopasso vicino all’Auchan che da Lugagnano porta a Bussolengo e la rotonda della Grande Mela. A guidarla il Lugagnanese di lunga data Gabriele Conti.

L’azienda Conti nasce nel 1963 per iniziativa di Tarcisio, classe 1936, papà di Gabriele. All’inizio, nella sede originaria di San Massimo, Tarcisio si occupava di edilizia. Gru e silos erano i macchinari che commercializzava. L’incontro con le macchine per la ristorazione avverrà successivamente, nel 1975. A favorirlo una occasione di contatto con un cliente per il quale Tarcisio faceva lavorazioni conto terzi. Questo cliente versava in un momento di difficoltà e un responsabile della produzione al suo interno propose a Tarcisio di provare ad investire in questo nuovo ambito. La proposta piacque anche perché l’idea di Tarcisio Conti era quella di potersi sganciare dalla lavorazione conto terzi creando un proprio prodotto e un proprio mercato diretto, senza intermediari.

Sopra Conti con una sua macchina. Nelle altre foto l’azienda (Foto Mario Pachera)

“E’ stata un vera e propria scommessa – ci racconta Gabriele -. I primi tempi furono difficili e ricchi di sfide. Il Veneto ed in particolare la zona di Vicenza sono da sempre un terreno fertile per aziende del nostro settore. Quasi il 70% delle aziende italiane di produzione si trova in questa area. Quindi già allora la concorrenza era piuttosto forte e agguerrita”.  

Un altro connotato importante del settore è che storicamente a Vicenza si producevano macchine per la ristorazione e a Verona macchine per la cottura, in particolare forni con alcuni marchi storici quali Polin Forni, Zucchelli e altri. Poi, ad un certo punto, questi connotati territoriali si sono fusi perdendo il loro tratto distintivo ma mantenendo la forte propensione del Veneto verso il settore.

“Dall’inizio della nuova attività imprenditoriale nel 1975 – prosegue Gabriele – nel 1980 è poi avvenuta la completa conversione dell’azienda da edilizia a macchine per la pasticceria, panificazione, pizzeria e ristorazione. La crescita negli anni successivi è stata costante tanto da far scegliere a Tarcisio, nel 1990, di acquistare il terreno su cui è ora l’azienda Conti e di trasferire la produzione dalla zona Dogana in cui ci eravamo nel frattempo trasferiti da San Massimo”.  

Sin dall’inizio la Conti Srl ha assunto un forte connotato di apertura verso il mercato estero, grazie anche al grande credito internazionale che l’Italia ha nel mondo nel comparto della ristorazione, dominato da Francia e Germania ma nel quale gli italiani hanno saputo infilarsi con le caratteristiche tipiche della propria manifattura: competenza, qualità di prodotto, affidabilità, inventiva.

“La crisi del 1992-1993 ci ha fatto fare un primo salto qualitativo e quantitativo verso il mercato estero – ci dice ancora Gabriele -. Il 2008 poi, con tutte le conseguenze socio-economiche che si è trascinato dietro, ci ha ulteriormente fatto capire di potenziare tale nostra propensione. Abbiamo aperto delle collaborazioni con figure commerciali e, praticamente dal 2012 in avanti, la nostra quota di mercato estero si è stabilizzata sul 60% del fatturato. Durante il lockdown posso poter affermare che la differenziazione sull’estero ci ha permesso di non chiudere praticamente mai, compensando il drastico calo avuto invece in Italia. In particolare, con la Russia, un importante mercato di riferimento per noi”.

Un vantaggio intrinseco del mercato di produzione di attrezzature per la ristorazione è che la macchina, da un anno all’altro, non diventa obsoleta. Fatto salvo qualche restyling è sempre pronta da immettere sul mercato. “Il target di riferimento della nostra offerta – spiega Gabriele – è il piccolo-medio laboratorio, quindi non affrontiamo il mercato delle attrezzature industriali”.

Ma non di solo ambito afferente alla ristorazione in senso ampio vive la Conti Srl: anche se in maniera marginale anche quello della cosmetica utilizza mescolatori planetari prodotti dall’azienda di Bussolengo per la produzione di fondotinta e rimmel. Il settore della cosmetica è un comparto italiano molto forte anche all’estero.

“Un passaggio fondamentale per il presente e il futuro del comparto macchine alimentari – prosegue Gabriele, manifestando una certa soddisfazione nel raccontarlo – è stata la costituzione di un consorzio tra produttori di macchine e forni. La Conti Srl è stata uno dei primi 25 fondatori”.

Il consorzio, noto con il nome di WG1, è un ente di caratura europea e si occupa di legiferare e definire le linee guida di produzione e sicurezza delle macchine. L’attuale presidente è un italiano e ciò la dice lunga sul peso specifico che il comparto italiano ha in Europa. Per dare ancor valenza al sodalizio qualche anno fa è stato ingaggiato un ingegnere la cui attività è proprio specifica nella definizione di linee guida e protocolli.

“Il far parte del consorzio – precisa Gabriele – non ha portato solo benefici strutturali ma ci ha permesso di fare quello che è fattore comune nei consorzi, cioè lobby in senso positivo. Un esempio: la fiera più importante del nostro settore è quella di Rimini. Le spese sostenute per allestimento e altro ci vengono rimborsate al 40%. La scelta di creare il consorzio ci riempie di soddisfazione e i risultati sono concreti e tangibili. All’inizio c’era una certa diffidenza dei tedeschi, propensi a considerare che quello che veniva e viene fatto in Italia fosse da osservare con occhi molto attenti. Ma poi hanno visto che sappiamo lavorare molto bene ed essere concreti. La presidenza italiana è un giusto riconoscimento”.

L’azienda Conti è ha uno staff di 15 collaboratori è il fatturato consolidato del 2019 è di 3,3 milioni di euro.

La visione di Gabriele sul futuro a cui andiamo incontro è molto pragmatica e positiva. “Parlando in senso ampio e non solo per la mia azienda, credo fortemente in una ripresa generale tra febbraio e marzo del prossimo anno. Una ripresa che sia da viatico per tutti i comparti produttivi. In una logica globalizzata siamo tutti sulla stessa barca. La barca naviga se tutti remano e sono in grado di poterlo fare. Ci sarà ancora da soffrire fino a che non riapriranno mercati ora in difficoltà quali Centro e Sud America e Medio Oriente. Ma anche in Europa del resto: Paesi come Italia, Francia, Spagna, Inghilterra hanno una economia fortemente trainata dal turismo e dall’indotto che esso genera sulla ristorazione”.

A Gabriele piace paragonare la sua azienda ad una batteria per l’auto. “La macchina impastatrice è fondamentale all’interno di una pasticceria o di una pizzeria o di un ristorante che apre. Peccato che, spesso e volentieri, se lo ricordino alla fine quando è il momento di iniziare l’attività imponendoci le corse e le tappe forzate per consegnare le macchine che servono. Si fa ovviamente per i clienti, ma la disorganizzazione non è mai buona consigliera”.  

Un aneddoto che riguarda il dolce per eccellenza della nostra Verona, il Pandoro. Nella nostra cultura si consuma solo sotto le feste natalizie, nel mondo si consuma per tutto il tempo dell’anno. In paesi come ad esempio l’Arabia, verso cui la Conti esporta in maniera importante, il consumo di un dolce come il pandoro non ha stagionalità.

Ciò che preoccupa di più Gabriele è l’impatto che il contagio da Covid può avere sull’organizzazione. Fatta salva la priorità di preservare la salute di addetti e amministratori, la mancanza di personale rallenta fortemente la produzione. Vale per la Conti come per tutte le aziende che sono sue fornitrici. I ritardi delle consegne dell’ultimo periodo sono dettati quindi da questo fattore pandemico che non guarda in faccia nessuno.

“Tutti navigano un po’ a vista, cercando di tenere al minimo la scorta di magazzino. Per poi ripartire al momento della ripresa. Per certi versi mi ricorda il 1995, la situazione di incertezza aveva creato queste dinamiche – spiega Gabriele -. Tenere le orecchie dritte per captare segnali di difficoltà è una esperienza che si matura nel tempo. C’è una frase che ho fatto mia: la fortuna negli affari altro non è che la capacità di prevedere gli eventi. Vero. Ma una situazione di difficoltà immediata e bruciante come quella generata dalla pandemia attuale non è mai prevedibile. Per queste situazioni bisogna partire da lontano, cercando di tenere sempre una buona capitalizzazione dell’azienda per fare fronte alle difficoltà”.

L’accesso al credito offerto dalle banche è stata, secondo il punto di vista di Gabriele, una buona cosa. Fatti salvi i tempi tecnici di promulgazione di leggi e decreti che hanno un po’ allungato i tempi di disponibilità alle imprese. Ma con dei corretti e opportuni distinguo: “Il credito alle aziende è, come sappiamo, garantito al 90% dallo stato italiano. Ma, come ci fanno notare i nostri gestori, non per questo deve venire meno l’affidabilità di chi riceve il credito. Le banche sono attente a concedere crediti che possano diventare inesigibili. Nei confronti della Banca d’Italia risponde l’istituto. Diciamo che il credito è garantito se alle spalle c’è una storia di rapporti stabili e di fiducia e parametri economici aziendali in linea di sicurezza nel corso degli anni”.

E il momento di lasciàr fluire un po’ di ricordi. “Io e mia sorella Nadia siamo entrati in Azienda nel 1988. Poi il papà è venuto a mancare nel 1995, per cui il nostro avvento nel mondo dell’imprenditoria ha subito una rapida e non prevista accelerazione. Poi, un paio di anni fa, Nadia ha deciso di cambiare strada e uscire dall’azienda. Continua però ad esserne parte dal punto di vista emotivo ed affettivo. Almeno un paio di volte la settimana passa a farci visita. Al momento sono quindi amministratore unico della Conti Srl. Tarcisio nel 1963 era partito con la sua attività sotto una tettoia di lamiera a San Massimo. A quei tempi, ricordava spesso papà, c’era tutto da fare e tutto da costruire. Per cui le possibilità, per chi aveva voglia di emergere, non mancavano”.

“Papà era un uomo di ampie vedute – ricorda Gabriele con la voce un po’ rotta dall’emozione -. Sono arrivato in azienda a diciotto anni ma mi sono sempre sentito libero di esprimermi e di prendermi le mie responsabilità. Mi padre era una persona che non aveva difficoltà alcuna a delegarti compiti e ruoli se dimostravi di volerli e di saperli gestire. Il cambio generazione è stato un passaggio fluido e cercato, senza problemi e conflitti. Quando è mancato nel 1995 avevamo lavorato bene per la continuità dopo di lui”.

Quando Tarcisio si rese conto che Gabriele e Nadia erano in grado di portare avanti la sua creatura, da buon imprenditore decise di trovarsi una attività alternativa rilevando una piccola fonderia di alluminio. Anche questa, per Gabriele, fu una scuola di cultura del lavoro e di processi di produzione.

“Quando è morto Tarcisio non è morto mio padre, se n’è andato un mio amico. Tale era il rapporto che avevo con lui. Si facevano delle cose assieme che si fanno tra amici. Il lunedì sera non ce n’era per nessuno, nemmeno per la morosa. Era d’obbligo la serata di briscola all’osteria dal Milio in Borgo a Lugagnano o alla bocciofila al Jolly a Mancalacqua con mio papà e i miei zii Gino e Franco. Spesso si aggregava anche il Sindaco Angelo Boscaini”.

Franco Conti, fratello di Tarcisio, è stato Sindaco di Sona dal 1995 fino al 1998, anno della sua prematura scomparsa.

“A quel tavolo  della briscola racconta Gabriele – Angelo era il Sindaco e rappresentava la maggioranza, Franco era Consigliere di minoranza del PSI. Erano i Consigli comunali volanti! La politica vissuta a stretto contatto con la comunità, la politica di paese. Ricordi indelebili!”.

Tarcisio non amava viaggiare per lavoro, ricorda Gabriele. “All’inizio bisognava costruire la rete commerciale per cui io ero spesso via dal lunedì al venerdì in giro per l’Italia. Le visite clienti non erano molto amate da papà. I clienti li vedeva in fiera, punto. Un giorno gli proposi di accompagnarmi in uno di questi viaggi di una settimana. Dovevamo andare in Puglia e poi ritornando ci saremmo fermati da clienti più vicini. Già al martedì Tarcisio ne aveva avuto abbastanza. E dovetti ritornare indietro a Verona per riportarlo a casa annullando tutte le visite programmate!”. Sorride nel raccontare questo aneddoto Gabriele. Erano tempi in cui era normale che l’imprenditore potesse avere degli spazi, in orario lavorativo, da dedicare alla propria vita e ai propri interessi al di fuori dell’azienda, il tutto vissuto con grande naturalezza. Cosa impensabile ai nostri giorni.

Raccontare di queste realtà imprenditoriali, che costituiscono l’ossatura del tessuto economico e produttivo del Veneto, è fonte di ispirazione e di grande curiosità. Si capisce perfettamente di quanto siano mixate, in maniera molto naturale e pragmatica, le competenze del saper fare e del saper essere.

Intraprendenza, inventiva, professionalità, relazioni umane positive, serietà e consapevolezza del proprio valore, lungimiranza. Caratteristiche spesso originali e poliedriche nella loro interpretazione e applicazione ma che hanno fatto e fanno grande il Veneto e con esso l’Italia.