“Conserviamo la memoria dei nostri Caduti”. Commovente cerimonia di consegna delle medaglie d’oro della Prima Guerra Mondiale a Sona

Una sala consigliare colma di parenti ed un clima di grande commozione e partecipazione: con questi presupposti si è aperta la cerimonia di consegna della Medaglia dell’Albo d’Oro e del Diploma d’Onore ai Caduti della Grande Guerra del nostro Comune, venerdì 12 aprile. Onore, Memoria, Patria, Comunità, Sacrificio, queste le parole che per tutta la serata hanno risuonato tra le mura del nostro consiglio.

Tra i parenti dei ventisei Caduti commemorati molti gli anziani, ma anche qualche famiglia con bambini e ragazzi. Presente in sala anche l’Arma dei Carabinieri, con il Comandante di Villafranca Capitano Ottavia Mossenta. Tanti pure gli Alpini, con le loro fiere penne nere.

La serata si è aperta, e non poteva essere diversamente, con l’intensa e vibrante esecuzione dell’Inno Nazionale eseguito per basso tuba, bombardino e tromba da tre componenti del Corpo Bandistico di Sona.

La cerimonia è quindi entrata nel suo vivo, con la presentazione del Vicesindaco Gianmichele Bianco e il saluto del Sindaco Gianluigi Mazzi con fascia e spilla tricolore.

Il Sindaco Gianluigi Mazzi.

“Quello che ci accingiamo a celebrare questa sera – ha indicato il Sindaco – vuole essere un’importante memoria del sacrificio di quanti combatterono e morirono nella Prima Guerra Mondiale. Rivolgo il mio pensiero commosso ai nostri Caduti che si sono sacrificati per la nostra Patria e per la nostra libertà, per la realizzazione di uno Stato democratico ed unito. Coltivare la loro memoria significa capire e comprendere l’inestimabile ricchezza di valori che ci hanno trasmesso e rappresenta, per tutti noi, lo stimolo più profondo ed autentico per adempiere ai nostri doveri di cittadini d’Italia e d’Europa, che credono nella solidarietà e nella convivenza pacifica fra i popoli”.

“Tanti di questi piccoli grandi eroi sono rimasti ignoti – ha proseguito Mazzi -, ma a tutti loro, e a quanti ci portarono al completamento del disegno risorgimentale, va la nostra gratitudine, dell’intero Paese. Porto una fascia tricolore, la porto dopo aver giurato sulla Costituzione: questo lo posso fare, lo possiamo fare, grazie ai nostri piccoli grandi Eroi, i nostri Caduti, partiti dal paese per un’impresa sconosciuta, più grande del loro pensiero e del loro mondo di semplici contadini, semplici cittadini di Sona San Giorgio Palazzolo e Lugagnano. A voi familiari l’obbligo, insieme a noi amministratori, insieme ai presenti qui convenuti e ai cittadini italiani tutti, l’obbligo e il dovere di non dimenticare, il dovere di lasciare agli eredi il rispetto alle loro figure, il rispetto per i monumenti dei Caduti, il rispetto di chi allora morì per l’Italia, per la nostra bandiera, per tutti noi”.

La parola è passata al Gruppo di Ricerca per lo Studio della Storia del Comune, vero motore di questa iniziativa, con il suo Presidente Mario Nicoli che ha tratteggiato i motivi di questo Gruppo, formato da appassionati di storia di tutte le frazioni del Comune (alcuni di loro, come lo stesso Nicoli, collaboratori del Baco) che da qualche anno lavorano per pubblicare dei volumi che raccontano le vicende storiche del nostro territorio, una collana che prende il nome de “I Quaderni della Nostra Storia”.

Il microfono è quindi andato ad un altro componente del Gruppo, Luigi Tacconi, del Baco, che ha raccontato come sia nata, per volere della Regione Friuli Venezia Giulia, l’iniziativa di conferire la Medaglia dell’Albo d’Oro ai Caduti della Prima Guerra Mondiale.

I Caduti di Sona nel corso del Primo Conflitto Mondiale, ha indicato Tacconi, sono stati 104, un numero impressionante se si pensa che, per ogni tre giovani che partirono dalle nostre case per quel terribile conflitto, uno non fece ritorno a casa. Tacconi ha anche illustrato in cosa consiste la complessa e paziente ricerca d’archivio che permette di legare un Caduto di cento anni fa ai suoi discendenti viventi.

Dopo di lui parola ad un altro componente del Gruppo degli Storici (e del Baco) Renato Salvetti, che ha illustrato le vicende di Sona negli anni della Prima Guerra Mondiale, anche sotto il profilo sociale, demografico ed economico. Un quadro che ha restituito l’idea di una società rurale, con famiglie molto numerose e con pochissimi mezzi di sostentamento: furono addirittura 30% i poveri certificati. Sona vide in quegli anni anche il flagello della peste e della tubercolosi.

“Da quando anche l’Italia nel 1915 entrò in Guerra – ha raccontato Salvetti – ogni settimana si registrò la terribile liturgia dei fonogrammi che arrivavano al Sindaco Temistocle Ranieri per annunciare la tragedia della morte di qualche nostro giovane concittadino. Sindaco che poi trasferiva ai Parroci la triste incombenza di avvisare i parenti”.

Un’altra componente del Gruppo degli Storici, Mariuccia Armani, ha quindi letto una commovente e tragica lettera inviata dal Campo di prigionia di Mauthausen del sergente di Sona Giovanni Zamboni, premiato con due medaglie al valor militare.

L’elenco dei Caduti.

Ad introdurre la consegna delle medaglie le note gloriose e dolenti de “La leggenda del Piave” e del “Silenzio” mentre a consegnare ai settantasette famigliari, commossi, medaglie ed attestati il Sindaco Mazzi, il Presidente del Consiglio comunale di Sona Leoni, gli Assessori Merzi e Catalano, la Comandate dei Carabinieri Mossetta, il Generale dell’Esercito Magro, la Consigliera Provinciale Salzani, il Vicesindaco di Bussolengo Amantia, la Consigliera comunale di Bussolengo Motta, il Comandante della Polizia Locale Mori, il Capogruppo degli Alpini di Lugagnano Mazzi, il Capogruppo degli Alpini di Palazzolo Tacconi, il Capogruppo degli Alpini di Sona Todeschini, il Presidente dei Fanti di San Giorgio Faccioli, il rappresentante dei Fanti di Lugagnano Benedetti, Olioso per la Banda di Sona, Forante per La Torre e Armani e Tacconi per il Gruppo Storico.

Questi i nomi dei ventisei Caduti commemorati: Bendinelli Stefano Bianco (classe 1883), Gamba Michele Giobatta (classe 1887), Zerpelloni Vittorio (classe 1888), Scala Giovanni (classe 1888), Scala Angelo (classe 1891), Fasoli Luigi (classe 1899), Massagrande Giuseppe (classe 1885), Pietropoli Augusto (classe 1890), Ragno Giuseppe (classe 1893), Ragno Pietro (classe 1887), Tacconi Massimino (classe 1893), Sartori Benvenuto (classe 1883), Facci Massimino (classe 1882), Appoloni Pietro (classe 1877), Zanini Tranquillo (classe 1886), Fiorini Achille (classe 1884), Massagrande Salvatore (classe 1893), Fenzi Leandro (classe 1891), Gaspari Antonio (classe 1898), Fraccaroli Pietro (classe 1884), Fraccaroli Adelino (classe 1889), Vallicella Carlo (classe 1882), Quagini Giulio Luigi (classe 1895), Bottura Attilio Angelo (classe 1881), Venturini Gaetano (classe 1895) e Vantini Giovanni Battista (classe 1892).

Una copia delle medaglie verrà affissa anche nell’ufficio del Sindaco di Sona, come dono e memoria perenne per tutta la nostra comunità.

Le foto del servizio sono dello Studio Mario Pachera di Lugagnano.

Mario Salvetti

About Mario Salvetti

Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 fonda il Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto.

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