Conoscere gli Alpini tra sport e volontariato. Un evento che ha fatto crescere la comunità di Sona

La ricchezza del nostro territorio non sta solo nella bellezza storica o paesaggistica, o nelle interessanti sfaccettature economico-sociali generali. Sta anche e soprattutto nel saper creare occasioni preziose per la comunità e la cittadinanza, in cui si concretizzano sinergie fra diverse e molteplici realtà.

Un esempio è stato sicuramente l’evento “Giochiamo assieme conoscendo gli Alpini”, tenutosi nella giornata di sabato 28 agosto sul campo di rugby del capoluogo, in cui sono stati combinati lo sport, la salute, il volontariato, la convivialità, la storia e il senso di condivisione.

Il Gruppo Alpini di Sona, coordinato anche con i gruppi delle penne nere delle altre tre frazioni del nostro Comune, ha coinvolto la Pro Loco, il West Verona Rugby, il SOS, l’AVIS di Sona, l’associazione Culturalmente Sona, la cinofila di Verona e il gruppo dei Giovani Alpini di Verona al fine di organizzare una giornata per la comunità, ma rivolta in particolare ai cittadini più giovani. Nel corso della giornata i ragazzi hanno praticato vari sport, tra cui la pallavolo, il karate, il rugby, il basket, il calcio femminile, il tamburello e il calcio-tennis grazie alla partecipazione delle associazioni sportive locali.

Si tratta della prima esperienza dopo molti anni per il gruppo Alpini di Sona – racconta al Baco il capogruppo degli alpini di Sona Sergio Todeschini – ed è stato per noi commovente vedere e toccare con mano la soddisfazione e l’emozione di chi ha partecipato. Si tratta di un’occasione che abbiamo concretizzato per il Comune e il territorio in cui viviamo. Ringrazio moltissimo Matteo Pizzini per l’iniziativa e l’organizzazione”.

L’iniziativa è nata in un pomeriggio di lockdown nei dialoghi tra padre, alpino, e figlio e maturato in seno al rinnovato gruppo “Giovani Alpini” di Verona di cui è parte il sonese Matteo Pizzini. “Il progetto ha l’obiettivo di ricucire, attraverso lo sport, quei legami con i ragazzi che questo maledetto 2020 ha spezzato. Il motto degli alpini ‘Ricordare i morti, aiutando i vivi’ è quanto mai attuale – spiega Pizzini –. Con questo progetto tendiamo una mano ai nostri giovani, cercando di condividere e offrire loro motivazioni e stimoli per aprire la mente verso la storia e quei valori che sono alla base di ogni buon cittadino. Abbiamo, infine, – conclude Pizzini con una nota di sicurezza e soddisfazione – numerose idee anche per l’anno prossimo per iniziative altrettanto arricchenti per il nostro territorio”.

I giovani non sono solo il proseguo delle nostre generazioni – aggiunge l’alpino Maurizio Quaiato –, ma anche i destinatari dei valori che trasmettiamo e che conformano la nostra comunità. La rete e la relazione tra i vari gruppi di Alpini funziona e può estendersi attraverso varie iniziative anche oltre i confini comunali; la sezione di Sona, ad esempio, ha costituito gemellaggi con i gruppi di Carnia, Ludaria e Villa Santina”.

Nelle foto alcune immagini dell’evento e un video realizzato con il drone del Baco durante l’iniziativa.

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Nato nel 1994 e residente a Lugagnano, scrive per il Baco dal 2013. Con l'impronta del liceo classico e due lauree in economia, ora lavora con numeri e bilanci presso una società di revisione. Nel (poco) tempo libero segue con passione la politica e la finanza e non manca al suo inderogabile appuntamento con i nuovi film al cinema (almeno) due volte a settimana. E' giornalista pubblicista iscritto all'ordine dei giornalisti del Veneto.