Condannato per l’incidente

A bordo del suo autocarro, non aveva visto attraversare sulle strisce pedonali un’anziana e la sua amica. Le ha così travolte provocando la morte di una e il ferimento di un’altra. Ieri l’autista Giorgio Archetti, 40 anni, difeso da Alessandro Rigoli, si è trovato a dover rispondere di omicidio colposo per quell’incidente verificatosi a Sona il 16 gennaio scorso. Il giudice dell’udienza preliminare Enrico Sandrini gli ha inflitto un anno di reclusione con l’accusa di omicidio colposo.

 

L’investimento si verificò in via Mancalacqua all’altezza dell’incrocio con via Tevere sulla strada che da Lugagnano porta a Sona. L’autocarro Nissan, guidato da Archetti, residente a Rovato vicino a Brescia, travolse Bruna Rossi, 79 anni e una sua amica di 50 anni. Ad avere la peggio, la pensionata che morì poco dopo in ospedale mentre l’altra donna investita riportò ferite, guaribili in 20 giorni. Le due vittime stavano attraversando la strada sulle strisce pedonali e l’autista bresciano non avrebbe rispettato, quindi, la precedenza ai pedoni. Da qui l’accusa di omicidio colposo. I vigili urbani di Lugagnano non riscontrarono alcuna violazione ai limiti di velocità, commesse dall’autista bresciano.