Com’era Sona quando l’uomo pose il piede sulla luna? Nel 1969 votava il 95,7% e stavamo uscendo dalla condizione di area depressa

Il 20 luglio 1969, cinquant’anni fa come oggi, l’uomo camminò per la prima volta sul satellite del nostro pianeta, superando un limite che i nostri nonni avevano sempre ritenuto insuperabile per volontà divina. Ma che anni erano quelli a Sona?

Per l’Italia gli anni fine ‘60 ed i ’70 furono anni tragici: il 12 dicembre del 1969 un attentato terroristico neofascista a Brescia fece 13 morti ed 80 feriti all’interno di un periodo di atti terroristici di matrice “rossa” e “nera”, ma furono anche importanti e di transizione: il 7 giugno del 1970 lo Stato italiano cambiò la propria struttura amministrativa, adeguandola al dettato costituzionale, con l’istituzione delle Regioni.

Anche per il Comune di Sona furono anni complessi e di passaggio. Fino al 1966 il nostro Comune fu inserito nell’elenco nazionale delle “aree depresse”, unica con Sommacampagna, nella cintura di Verona, collocazione che consentiva, a chi intendeva avviare attività economiche sul territorio, di contare su sgravi fiscali e contributi pubblici.

Il reddito pro-capite medio a Sona nel 1970 fu di 610.977 lire (5.500 euro ai valori attuali) che rappresentava il 70 % del reddito medio provinciale e nazionale. La “povertà” di Sona del periodo consentì una modesta attività all’Amministrazione comunale. Erano anni nei quali i Comuni dovevano contare soprattutto su entrate reperite sul territorio: Imposta di Famiglia, Dazio e Sovrimposte, poiché le quote trasferite in “compartecipazione” dallo Stato erano modeste.

Il Bilancio del Comune del 1969 chiuse a circa 150 milioni di lire (1,5 milioni di euro attuali), esponendo entrate proprie pari all’84% del monte totale, mentre il rimanente 16% era composto da quote ricevute dallo Stato.

Ma il quadro economico e sociale, anche locale, cambiò in pochi anni. Importante fu innanzitutto per il Comune, pochi anni dopo l’avvento delle Regioni, l’unificazione amministrativa di Lugagnano, frazione da sempre divisa fra quattro Comuni.

Il Censimento del 1970 registrò 7739 cittadini residenti e, mentre stava crescendo velocemente il numero di chi sceglieva di venire ad abitare nel Comune e la necessità di nuove abitazioni, l’Amministrazione comunale si dotò di strumenti urbanistici importanti come il Piano di Fabbricazione Generale, che è datato 1970 e che fissò prescrizioni e vincoli per uno sviluppo urbanistico ordinato.

Un anno prima, con decreto del 26 maggio, il Ministero della Pubblica Istruzione dichiarò una parte del Comune “di notevole interesse pubblico”. A partire da quella data il Comune dovette tener conto delle prescrizioni di tutela dettate dalla Sovraintendenza ai Beni ambientali.

Con lo stesso Decreto furono classificate “Monumenti” le ville Landini/Angheden, Cavazzocca, Previstali/Giarola, Trevisani-Belvedere e Giusti del Giardino-Fiorini e vennero pure circoscritte nelle quattro frazioni altrettante aree qualificate “Centri storici” e sottoposte anch’esse a vincoli ambientali.

Tali iniziative nel campo urbanistico, locali e nazionali, resero palese che il territorio comunale aveva importanti potenzialità per crescere e all’aumento del numero dei cittadini residenti corrispose anche un incremento di infrastrutture e servizi.

L’Amministrazione comunale avviò nel 1966 il primo corso della scuola media nel Capoluogo con l’iscrizione di 72 ragazzi provenienti da tutte le frazioni, che in precedenza dovevano frequentarla a Verona, ed alla fine del 1969 deliberò la costituzione della sezione staccata a Lugagnano.

Nello stesso anno iniziò la costruzione del metanodotto, partendo da Lugagnano che stava diventando la frazione più popolosa, a Palazzolo fu aperto l’ufficio postale e, con contributo economico del Comune, nella stessa frazione fu avviato un servizio di corriera da e per Verona.

Mentre stavamo andando sulla luna, l’Amministrazione comunale di Sona avviò anche, in modo rocambolesco, male accolto da molti cittadini che ritenevano non fosse necessario, il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, con cavallo e carretto, mentre a Lugagnano fu ceduto alla Banca Popolare di Verona che allora si chiamava anche Mutua, il vecchio edificio delle scuole elementari. In cambio il Comune ottenne metà della nuova costruzione, da adibire a servizi di interesse generale.

Nel quinquennio amministrativo che terminò nel 1970 si era votato a Sona per la prima volta con il sistema proporzionale per cui tutte le liste che raggiungevano un certo quorum erano rappresentate in Consiglio Comunale.  Si presentò al voto il 95,7% degli elettori. E’ una percentuale che, letta ai nostri giorni, non sembra reale.

Il sistema proporzionale adottato avrebbe dovuto avvantaggiare i partiti di minoranza; nel Comune non fu così. La rappresentanza della Democrazia Cristiana passò da 16 Consiglieri del sistema maggioritario a 17 con il sistema proporzionale ed in Consiglio Comunale entrò un solo partito di minoranza, il Partito Socialista, mentre venne escluso il Partito Comunista. Quindi non cambiò sostanzialmente nulla.

Fu eletto Sindaco Carlo Scattolini, imprenditore edile di Palazzolo, ed Assessori Giovanni Tomelleri (anche vice Sindaco) di San Giorgio, Angelo Boscaini di Lugagnano, Giovanni Foroni di Palazzolo, Gilio Girelli, Raffaele Marchesini (sostituito dopo un anno da Natale Benato) e chi firma questo articolo, di Lugagnano.

Tanta è la strada ha percorso la nostra Comunità da qual lontano 1969, quando molti di noi poterono assistere tramite televisione all’evento del primo uomo sulla Luna.

Sono passati 50 anni che possono essere descritti come un percorso che ha portato ad un benessere economico diffuso, ma anche alla riduzione della vicinanza del cittadino alle Istituzioni (quanta distanza dal 95% dei votanti del 1965 al 50% delle elezioni amministrative dello scorso anno). Negli anni sono aumentati anche i disagi sociali ed allentati i legami di solidarietà e la coesione sociale.

Una nota positiva del Comune di Sona, in un quadro non confortante del tessuto sociale dei nostri giorni, è dato dal lungo elenco delle associazioni di volontariato che si diversificano nei campi dell’assistenza agli anziani, ai disabili, del disagio sociale, in quelli della cultura, dello sport, del tempo libero. Crediamo che la nostra Comunità debba contare su questa importante risorsa per rinvigorire la partecipazione civica (a partire dal voto) ed ottenere quindi anche una maggiore coesione sociale.

Senza dover aspettare un nuovo Armostrong e un nuovo primo passo nello spazio.

Renato Salvetti

About Renato Salvetti

Nato a Rovereto (Trento) il 24 maggio 1940, ha conseguito il diploma di ragioneria a Verona. Sposato, con tre figli, ha svolto l’attività di dirigente d’azienda. È stato per quindici anni un amministratore comunale come Assessore e Sindaco di Sona. È storico delle vicende del Comune dal dopoguerra ed ha collaborato a pubblicazioni sulla storia recente e dei secoli passati del territorio di Sona e dell’area veronese.

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