Com’era pericolosa la stazione ferroviaria di Lugagnano!

Un tempo a Lugagnano c’era una fermata dei treni locali (nelle foto di Mario Pachera), un piccolo edificio a cui affluivano sia i passeggeri del paese che quelli della vicina Caselle, in un’epoca in cui pochi avevano l’automobile.

Si può immaginare che una stazioncina così periferica non abbia mai suscitato alcun interesse mediatico; invece, consultando l’archivio storico del “Corriere della Sera”, abbiamo trovato ben tre articoli sull’argomento.

Il primo risale al 1903, quando la stazione ancora non c’era (sarà inaugurata il 25 maggio 1947), ma la linea Venezia-Milano sì, ed era presa di mira dai ragazzacci del paese.

Treno di lusso preso a sassate

Ci telegrafano da Verona, 23 febbraio, notte: stasera alle ore 6 il treno di lusso diretto a Milano, giunto presso Lugagnano, fu colpito dalle due parti da grosse pietre che fracassarono i vetri delle vetture. I viaggiatori rimasero illesi.

Gli altri due articoli, rispettivamente del 11 aprile 1953 e del 7 settembre 1962, sono fra loro curiosamente simili.

Un bimbo cade da un treno in corsa

Ieri mattina, mentre un treno proveniente da Milano transitava nella stazione di Lugagnano, a pochi chilometri da Verona, uno sportello di una vettura di terza classe improvvisamente si spalancava e il piccolo Luigino Parisotto, di 4 anni, da Cermenate di Como, che viaggiava col nonno, precipitava fuori andando a ruzzolare sulla massicciata. Prontamente soccorso da coloro che dalla stazione avevano assistito al pauroso salto, il piccino veniva ricoverato all’ospedale di Verona con prognosi riservatissima per la frattura del cranio e altre lesioni (…).

Maciullato dal treno un giornalista messicano

Il giornalista messicano Raimondo Garcia, di 28 anni, residente a Città del Messico, e attualmente in vacanza in Italia, era salito iersera a Venezia sul direttissimo per Milano, assieme al cugino, Aquilai Coronado, e la zia Conception Coronado Picon, di 62 anni. Alla fermata della stazione di Porta Nuova a Verona, verso le ventuno il giovane era sceso a bere un bicchiere di vino; poi, risalito sul convoglio, era rimasto nel corridoio,mentre la zia e il cugino si assopivano in uno scompartimento di prima classe. Nei pressi di Lugagnano, circa sei chilometri da Verona, il Garcia si è avviato alla toeletta; ma per fatale errore, ha aperto invece uno sportello ed è precipitato sulla massicciata sotto le ruote, trovando morte istantanea.

Da questi due ultimi articoli si deduce che quando un passeggero si alzava per andare in bagno o altro, arrivato all’altezza della stazione di Lugagnano rischiava – chissà perché e non si sa per quale misteriosa malefica forza – che gli sportelli del treno facessero brutti scherzi, facendolo così precipitare nel vuoto e finire sfracellato.

Era più prudente rimanere seduti e, se si aveva cara la vita, aspettare la fermata successiva per mettersi a cercare la toilette.