“Come una rana d’inverno”, intenso spettacolo per la Giornata della Memoria

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L’Associazione La Manifattura di Macherio (BS) ha presentato ieri martedì 25 gennaio nel teatro parrocchiale di Sona lo spettacolo “Come una rana d’inverno” per la ricorrenza della “Giornata della Memoria” in ricordo dell’Olocausto del popolo ebreo durante l’ultimo conflitto mondiale.

 

Tre voci, Fabio Cassanmagnago, Mauro Re Dionigi, Luca Visconti e la chitarra di Roberto Salis hanno ripercorso con drammatica intensità la tragica vicenda umana dello scrittore Primo Levi, vittima sopravvissuto al lager nazista, e degli ebrei italiani a partire dalle leggi razziali del 1938 fino ai campi di concentramento, all’eliminazione fisica di molti di loro ed alla liberazione di pochi, ritornati alle loro case in condizioni fisiche e psichiche disperate.

 

Levi, nato nel 1919, universitario quando furono pubblicate le leggi razziali, fu catturato nel 1943, dopo essersi aggregato ad un reparto partigiano, dalla Milizia fascista e portato ad Auschwitz nel febbraio del 1944. Vi restò fino al gennaio dell’anno successivo quando il campo fu liberato dall’Armata Rossa. Dei poco meno di 700 ebrei partiti con lui su un treno di vagoni merci, più di 500 furono eliminati nel due giorni successivi all’arrivo nelle camere a gas. Si “salvarono” 30 donne ed 80 uomini perché risultarono, ad un sommario esame fisico, idonei al lavoro forzato.

 

Lo spettacolo ha alternato alcuni brani musicali di Fossati e Guccini, con chitarra, a diapositive che riproducevano le vicende accadute: rastrellamenti, trasporti ferroviari, vedute del lager, gruppi di lavoratori/schiavi, fosse comuni e molto altro, commentate da voci che le illustravano, riportando brani degli scritti di Levi e alcune parti dell’Inferno di Dante.

 

Lo spettacolo è terminato con “l’urlo di Levi” che invita tutti i cittadini del mondo a ricordare ai propri figli e nipoti quella vicenda perché non si ripeta. La sovrapposizione alle immagini dei lager nazisti di altre, riprese recentemente in Turchia (aree del popolo curdo), in Iraq, in Afghanistan ed in Bosnia ha dimostrato che purtroppo l’Olocausto, tanto esecrato a parole, ha insegnato assai poco.

 

Anche chi, presente, era preparato per questi messaggi di violenze inaudite di uomini contro altri uomini ha ricevuto sicuramente “un pugno nello stomaco” di inaudita intensità. Modesta come sempre la presenza di cittadini per una ricorrenza che l’Amministrazione Comunale, attraverso l’Assessorato alla Cultura, con puntuale tempestività e lodevole impegno organizza e che dovrebbe ottenere maggiori adesioni.