Come si vive a San Giorgio? Una riflessione

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San Giorgio è un paesino di pochi abitanti, in collina, circondato da verde e azzurro. Fin qui sembra il paese delle meraviglie, ma i suoi abitanti sentono il bisogno di rimpicciolirsi come Alice per viverci?

Come convivono bambini, adulti e anziani in una comunità così piccola? Bé, cominciamo dalla sincerità: la realtà delle nostre frazioni è effettivamente ristretta e può essere limitante, da qui sorgono tutte le differenze che portano le querce più mature e le più giovani betulle ad avere opinioni radicalmente diverse… in un primo momento. Infatti, immaginando quale potrebbe essere l’idea a primo impatto delle diverse fasce d’età riguardo le possibilità che offre San Giorgio, verrebbe da dire che gli adulti non si lamentano finché sono a disposizione scuole e baby-sitter, i bambini se ne preoccuperanno fra un po’, i nonni non chiedono che nipoti e farmacie ma i ragazzi preferirebbero non dover scroccare passaggi in città ogni venerdì sera. Risposte non catastrofiche ma certo non particolarmente entusiaste.

Per quanto queste ipotetiche prime impressioni si avvicinino drammaticamente alla realtà, i nostri pascoli hanno una speranza di salvezza! E lo scopriremo indagando più a fondo tra ciò che regola le nostre periferiche giornate.

Partiamo dai conoscenti di vecchia data: gli anziani, superata l’ostilità iniziale per l’ininterrotta colonna sonora con cui le campane assordano orecchie già in crisi, si scoprono i difensori più entusiasti della nostra isola di pace e le spiegazioni effettivamente sono molte. La maggioranza di loro vive nel nostro paese da anni e anni, e ciò ha permesso il mantenimento delle amicizie di una vita intera; in una vita però racchiusa nei nostri soli centri e completamente estranea alla città ci sono anche degli svantaggi: lo stile di vita immutato ha portato i nostri veterani a prendere abitudini irremovibili a cui ci si aggrappa per urlare a tutti che il tempo non passa in fretta come sembra e che in fondo i piccoli crescono ma loro no.

Così il mercato del martedì mattina che occupa la strada principale di Lugagnano, come quello del giovedì mattina a Bussolengo sono divenuti riti a cui i nonni di San Giorgio non rinunciano! Allo stesso modo le panchine di marmo davanti alla Chiesa assistono alle chiacchiere quotidiane dei medesimi ospiti da ormai lungo tempo. Infine, un appuntamento fisso che non ammette assenze: ad ogni occasione, gli anziani si riuniscono alla Baita degli alpini per passare una serata memorabile. E questo può decisamente essere preso come esempio di quanto le vecchie abitudini possano essere dure a morire ma buone davvero!

Per quanto riguarda la vita del resto dei sangiorgesi, mancano all’appello giovani e meno giovani: per quanto i primi non lo ammetteranno mai, scopriremo che genitori e figli hanno più di qualcosa in comune! Incominciando da chi si destreggia fra ufficio e il maestro di musica alle tre e nuoto alle cinque, San Giorgio può definirsi un eden di tranquillità… gli appartenenti a questa categoria che hanno volontariamente accettato di vivere nel nostro paese (per coloro che sono stati costretti da mogli in fuga dal traffico è un’altra storia), non possono che godere del momento in cui i semafori cessano di determinare l’umore e il verde sui lati della strada prende il posto delle strisce segnaletiche di parcheggi rigorosamente a pagamento.

Poco importa se la serenità dura il tempo di entrare in casa prima di essere assaliti da vagiti o lamentele di datori di lavoro molto più esigenti. Una volta varcato l’ingresso sta all’istinto di sopravvivenza di ognuno concentrarsi, pensare positivo, e convincersi che l’amore della famiglia può essere anche molto rumoroso. Dopo il veloce trangugiamento di quello che avrebbe dovuto essere un pasto familiare cominciano i viaggi verso i mille impegni extrascolastici, occasioni da sfruttare fino all’ultimo minuto per un update riguardo tutte le note sul libretto che il pischerlino è riuscito ad accumulare in sei ore. Finite le corse per inseguire il ritardo, forse forse, per le sette e mezza si riesce ad apparecchiare una tavola per quattro… e infine il meritato riposo familiare!

Per i genitori che invece si rifiutano di sentirsi in colpa nel destinare i figli sedicenni ad autobus e motorini, le attrattive di San Giorgio non sono molte, ma la parrocchia permette comunque di rimanere indaffarati senza contare i gruppi di lettura e altre attività che negli altri comuni tengono impegnate le mamme in cerca di un po’ di ossigeno. Infine i sopracitati liceali o in età sono forse i più critici e scettici nel riconoscere il prezioso rifugio che San Giorgio offre a chi torna da Corso Porta Nuova e vicinanze… bisogna concedergli un po’ di reticenza, in fondo, prima di evitarlo come una malattia contagiosa, anche i quarantenni hanno sperimentato telefono, caos e centro città assorbendo come spugne tutto ciò che distingue quelle ex attrazioni dalla rilassante aria di collina.

L’inizio di questo processo si può identificare per noi giovani campagnoli (come non prendere in odio i pascoli con questa definizione?), con il termine delle scuole medie. Dai 14 anni infatti questa naturale piega di pensiero prende la stragrande maggioranza dei ragazzi del nostro paese e va bene così, è sufficiente monitorarla e soprattutto non permettere che alla ribellione del corpo e dello spirito si aggiunga quella del cervello. Qui l’avvertimento viene da una diciannovenne spassionata: genitori, genitori, fateli andare in bus e moto senza problemi, ma non smettete di chiedere com’è andata a scuola! Basta un misurato interesse che mandi un chiaro messaggio di presenza.

L’ambiente che cambia così radicalmente è un trauma per tutti i ragazzi, che lo facciano sapere o no, e nella maggioranza dei casi i neoliceali che tornano alle tre da scuola spesso escono alle tre e mezza per tornare nella via vicina. Per questo nuovo stile di vita però, la scappatella pomeridiana non basta: una volta sperimentata la città diurna, non è finita, a metà tra città e lago infatti, San Giorgio è in una posizione strategica per i vostri pivelli per scomparire in qualsiasi direzione da venerdì pomeriggio a domenica sera! La differenza poi tra capire che la protezione di una realtà un pochino più chiusa non è limitazione pratica e insoddisfazione per le mancate esperienze, sta all’intelligenza e alla maturità di ognuno, ma se si supera l’ostacolo del mancamento mentale temporaneo legittimo di questi anni, per gli universitari di San Giorgio la strada è tutta in discesa!

I diplomati infatti, in possesso di documenti e patente non hanno nessuna possibile lamentela da avanzare tanti sono i vantaggi di vivere in paese… distribuendo le energie fra gli studi mattutini e pomeridiani, l’aperitivo serale e lo sfogo di fine settimana, mantenute le amicizie dell’infanzia quasi impossibili da perdere visti gli otto anni di carriera scolastica condivisa, e conosciute nuove persone mano a mano che passa il tempo, dopo un numero astronomico di liti, e una notte cittadina, concorderanno con gli adulti nell’apprezzare prato e quiete invece dello smog fuori dalla finestra la domenica mattina… persino se la motivazione, al contrario dei genitori, non è tanto l’amore per il verde quanto l’assoluta necessità di riposo e silenzio per orecchie e testa!

Insomma chi prima chi poi, nella carta d’identità di San Giorgio, sotto segni particolari tutti scriverebbero “proprio niente male”!