Perché? Perché proprio Spa, San Brembo? Tra tutti i circuiti disegnati in pausa caffè che ci sono in calendario (compreso il futuro Madring) mettere in alternanza il circuito belga più famoso, l’Università dei piloti, è da ergastolo, tanto quanto non recuperare Imola 2023. Ma tanto è inutile scaldarsi, noi appassionati siamo dei piccoli Don Chisciotte che lottano contro i mulini a vento dell’incompetenza firmata Liberty Media. Godiamoci quindi il presente, visto che è il tricolore più bello di tutti a trionfare nel fine settimana di questa metà di luglio.
News delle settimane:
Macarena più, macarena meno: c’è chi sa ballarla (anzi, rotearla) meglio e chi no. Mi riferisco ovviamente alle ali posteriori roteanti di Ferrari e Red Bull, messe sotto il mirino della FIA dopo i due incidenti consecutivi di Max Verstappen a causa della sua ala farlocca. Non ci sono decisioni al momento, ma il rischio ora è che anche il Cavallino si veda costretto a modificare la sua Macarena, che ha sempre funzionato benissimo sin dalla sua introduzione, ma tanto abbiamo capito che a Red Bull ed alla Federazione questa cosa dia fastidio. È come col penso a scuola.
Bahrain che va, Bahrain che viene: è un continuo avanti e indietro quello che riguarda la reintroduzione in calendario del Bahrain che, come purtroppo sappiamo, si trova nella zona più calda della cronaca mondiale. A questo punto si ipotizzano addirittura delle doppie date in circuiti come Baku o Singapore (scordiamoci Portimao, Imola o altri capolavori europei). Escludendo questa ipotesi della doppia gara che preferisco non commentare nemmeno, io dico, ma perché voler fare a tutti costi una gara in luoghi che potrebbero essere bombardati da un giorno all’altro? Il Medio Oriente, in questo momento, è off-limits. Lo vogliono capire Stefano Domenicali e Liberty Media o no?
Multanova: a Lando Norris sono state cambiate componenti della Power Unit, quindi partirà dieci posizioni indietro. Stessa sorte per Isack Hadjar che partirà dal fondo della griglia (tenete a mente questo particolare) e per Lance Stroll per aver cambiato la MGU-K (quindi partirà direttamente dal Canada), mentre Esteban Ocon viene multato di cinquemila euro per aver tardato di ben un minuto alla conferenza stampa del giovedì.
Terzo incomodo: a Nico Hülkenberg viene chiesto un parere su un possibile arrivo di Carlos Sainz in Audi. Il tedesco risponde: “Se ci tiene così tanto, il posto del terzo pilota è ancora vacante”. Breve storia triste.
Venerdì 17, prove libere. In FP1 si include inaspettatamente Max Verstappen davanti alle Ferrari di Lewis Hamilton e Charles Leclerc. FP2 e FP3 sono copia e incolla, via le Ferrari ed entrano Andrea Kimi Antonelli e Lando Norris davanti all’onnipresente Verstappen. Brutto l’incidente di Pierre Gasly in FP2 e fastidioso quello di Hamilton in FP3 che, grazie ai mega meccanici della Rossa, non gli preclude le qualifiche.
Sabato 18, qualifiche. Q1: fortissimi i motorizzati Ford (Red Bull e Racing Bulls) nelle prime posizioni, bello il giro di Hamilton mentre molto sottotono Antonelli. Diamogli il tempo di iniziare il Q2 che rifila mezzo secondo a George Russell e Leclerc lo accompagna, Arvid Lindblad è su di giri e Gabi Bortoleto riprende il Q3, mentre il collega Nico Hülkenberg si trova a dover spingere fuori la sua Audi spenta. Q3: i forti li vedi da subito e sono Antonelli, Verstappen e Leclerc (forse anche Norris se non avesse i dieci posti di penalità). Dopo una bandiera rossa causata dalla ghiaia sollevata da un’uscita di Oscar Piastri, Hadjar esce per primo per poter dare una iper-mega-scia a Verstappen, che fa un super tempo ma Antonelli ne fa uno super super e prende la Pole Position.
Tutto troppo regolare fino a questo momento, manca qualcosa. E se infilassimo… una bandiera gialla? Siccome la FIA deve per forza ricordarci della sua deprimente esistenza, Isack Hadjar viene fermato sulla soglia della pit lane per essere portato in parco chiuso, facendo causare una (auto) bandiera gialla per segnalare a chi è in prossimità della corsia che c’è una macchina ferma (ma fatelo entrare anziché fermarlo all’ingresso, dai, anche voi…). Secondo la FIA, i piloti sono stati informati che un’eventuale bandiera gialla sul lato sinistro della pit lane sarebbe stata riferita solo alla stessa, una bandiera molto convenientemente posizionata più vicino alla pista che ai box. Peccato che – visto anche il tossicissimo passato per nulla remoto – se un pilota intravede una bandiera gialla, anche solo di sfuggita, alzerà il piede onde evitare fustigazione (a meno che non sia Russell) e a Leclerc, più di tutti, è venuto spontaneo farlo, perdendo cinque centesimi che gli avrebbero garantito la terza posizione.
Insomma, anche stavolta la FIA ha dato l’impressione di inventarsi le regole di gara in gara. Però là davanti non ci sono dubbi, Andrea Kimi Antonelli si guadagna la pole position, facendo così un bellissimo regalo di compleanno a papà Marco (assieme ad una torta in faccia). Dietro a lui Verstappen e Russell.
L’EDITORIALE DEL BACOL’amore esiste perché qualcuno domanda “Stai bene?”Griglia di partenza: Antonelli, Verstappen, Russell, Leclerc, Hamilton, Piastri, Lindblad, Bortoleto, Lawson, Gasly, Colapinto, Hülkenberg, Norris, Bearman, Albon, Ocon, Bottas, Pérez, Sainz, Stroll, Hadjar e Alonso.
Momentino Formula 2: in gara 1 vince Joshua Dürksen, seguito da Martinius Stenshorne e Dino Beganovic. Sfortuna per Gabriele Minì, coinvolto in un incidente con rischio di incendio. Anche gara 2 non si dimostra particolarmente clemente nei confronti di Minì, dopo un contatto in partenza che ha terminato le gare di Beganovic e Goethe. Anche Laurens Van Hoepen se la vede brutta col fuoco dopo aver devastato la macchina in testacoda e volano penalità per track limits a destra e a manca. Alla fine vince meritatamente Rafael Camara seguito da un inaspettatissimo Tasanapol Inthraphuvasak – più familiare normalmente con le retrovie – e dal leader Nikola Tsolov.
Domenica 19, giornata di gara: le Mercedes partono bene ma Verstappen supera Antonelli all’Eau Rouge e, al contempo, Leclerc sorpassa Russell, andando poi ad unirsi ad Antonelli per sorpassare Verstappen. Dietro succede il finimondo e, in un incidente puramente di gara (lo sottolineo per la solita Federazione), Hamilton e Russell finiscono a contatto e George finisce fuori pista, costringendosi al ritiro. Per questo fatto Hamilton riceverà quasi istantaneamente 5 discutibilissimi secondi di penalità poiché la FIA ha deciso di guardare solo l’esito finale di un incidente anziché la dinamica che lo ha scatenato (molto italica in questo senso).
Al quarto giro rientra la Safety Car, Hamilton sorpassa Piastri alla Source, che lo ripassa all’imbocco della Eau Rouge. Leclerc, dopo il sorpasso subito da Verstappen, si ritrova attaccato da Piastri sul rettilineo Kemmel ma, poco prima della Les Combes, vanno a contatto anche loro e i Tifosi rischiano un altro infarto (per fortuna, non parte un’altra penalità ma non oso pensare se Piastri fosse uscito di pista). Piastri ne esce sconfitto e la batteria gli si scarica, per cui arriva Hamilton e lo passa.
Al diciottesimo giro una Virtual Safety Car entra per rimuovere i detriti del contatto Leclerc-Piastri, Verstappen entra ai box e Hamilton è contrariato per non essere stato fatto entrare anche lui. VSC finita, Antonelli cambia le gomme ed esce davanti a Verstappen, Hamilton viene informato dei 5 secondi di penalità e risponde con un comprensibilmente sconsolatissimo “Un’altra…”. Un’altra VSC compare al giro 20, diventa vitale a questo punto per Ferrari riuscire a fare un pit stop doppio, sia per montare le gomme bianche a Leclerc che per far scontare i cinque secondi a Hamilton. Per una volta fortuna vuole che la VSC rientri solo dopo che le Ferrari siano uscite entrambe dalla Pit Lane, miracolo. Certo, non va particolarmente liscia a Lewis che, ingannato dal semaforo verde, investe involontariamente un meccanico (Ferrari riceverà una multa per unsafe release ma almeno il nostro uomo sta bene).
Leclerc esce davanti Antonelli e si avvia a sorpassare Norris, che deve ancora cambiare le gomme. Anche Kimi tenta al Kemmel ma ecco che Norris risponde ondeggiando (e la FIA muta). Poco male, lo supera al giro successivo. Giro 31, Norris effettua il suo pit stop – con annesso dado ruota incastrato – esce dietro Bortoleto, lo passa, il brasiliano risponde ma si vede controbattere con le stesse onde di prima (e la FIA ancora più muta). Torniamo là davanti perché Antonelli si avvia come un missile verso Leclerc, che lotta come un leone per rimanere davanti, anche se Valtteri Bottas (doppiato) decide di intralciarli un po’ facendo perdere tempo soprattutto a Charles. Giro 34, Antonelli sorpassa e fa giro veloce ma Leclerc non molla di un centimetro, staccando alla morte come solo lui sa fare e recuperando valanghe di decimi solo lì.
Sono giri di goduria, di Italia contro Italia, giri in cui l’ordine d’arrivo finale non conta perché saremmo contenti in ogni caso. Cosa chiedere di meglio? E dopo la consueta sbandatina finale, Andrea Kimi Antonelli stravince, riportando in alto il tricolore italiano a Spa dai tempi di Alberto Ascari nel 1953. Seguono un eccezionale Charles Leclerc ed un rinato Max Verstappen. Non male come podio, no?
Ordine d’arrivo: Antonelli, Leclerc, Verstappen, Hamilton, Piastri, Hadjar, Norris, Bortoleto, Lindblad, Colapinto, Gasly, Lawson, Hülkenberg, Bearman, Albon, Sainz, Ocon, Bottas e Alonso. Ritirati Stroll, Pérez e Russell.
Menzioni d’onore:
1 – Antonelli: sei vittorie stagionali, digiuno finito, il burdél è tornato dove – diciamocelo – deve stare. È il più forte di tutti e questo weekend belga ha sotterrato il fantasma di quello di un anno fa, da lui vissuta come la sua peggiore gara. Sbavature? Non pervenute, solo una quantità incredibile di decimi rifilati alla qualunque e la sua incontenibile e giustificatissima fame di vittorie che lo sta – e ci sta – facendo sognare in grande, grandissimo, gigante. E dopo la bellissima battaglia tricolore con Leclerc, come non amarlo (con particolare riferimento a quelli che lo accusano di avere una macchina migliore di Russell)?
2 – Leclerc: e come non amare anche lui? Charles ha dimostrato ancora di quanto trasudi di talento e di forza da tutti i pori, specialmente ora che sembra aver trovato la giusta sintonia con la SF-26 (alla quale riconosco di non aver fatto ancora i complimenti per essere nata bene al contrario di quella… roba che l’ha preceduta). C’è chi lo ha accusato di “pollaggine” per aver alzato il piede dopo aver visto la gialla – vorrei vedere voi, “dottori” – e chi lo avrebbe voluto sotterrare di penalità per il contatto con Piastri. A loro invece rispondo di imparare prima a staccare all’ultimo millesimo di secondo come solo lui fa. Poi, forse, potrete parlare e provare a superarlo. Buona fortuna, vi servirà…
3 – Verstappen: c’è sempre stato, sin da venerdì si sente la sua presenza assolutamente non irrilevante. L’unico in grado di poter battagliare a pari forza (più all’inizio) con Leclerc e Antonelli. Infatti è lì sul podio, come è giusto che sia. Quando è stufo della F1 è così, quando non lo è vince quattro mondiali di seguito, quindi tutto torna.
Premio “nontiscordardimé”:
1 – Lindblad: ragazzi, che bravo! Già lo aveva dimostrato a Silverstone ma qua a Spa ha fatto ben capire perché si fosse meritato gli aggiornamenti alla sua VCARB 03 prima del collega Liam Lawson.
2 – Hadjar: è passato troppo in sordina il fatto che abbia fatto P21-P6. Non male, eh?
3 – Bortoleto: molto bello e consistente anche il weekend di Gabi, che parte nuovamente dall’ottava casella. E giù di punti.
Pillole del disonore:
1 – FIA: visto l’iter cancerogeno recente, una gara senza la pillola per loro – o la supposta – potrebbe significare che la fine del mondo si avvicina. Basta, sul serio basta: prima la soap opera imbarazzante della bandiera gialla, poi la fustigazione a Hamilton per un incidente di gara (riconosciuto come tale persino dalla “vittima” Russell, il che è tutto dire) ed entrambi gli occhi non chiusi, saldati, nei confronti delle onde di Norris per due volte di seguito. Vogliamo disintossicarci.
2 – Aston Martin: lo so, pillola totalmente inutile ma la uso come gancio per annunciarvi l’arrivo all’Hungaroring della AMR26 “B”, che si prospetta essere una monoposto che con l’attuale cancello non ha assolutamente nulla a che fare (si dice 35 kg e due secondi al giro in meno della AMR26). Sarà vero, come cantavano i Pitura Freska? Sarebbe meglio, visto che la loro velocità di punta è inferiore alle F2, F3 e persino GT3…
Si vola subito a Budapest, all’Hungaroring tra meno di una settimana. Non so voi, ma sono arrivato a un punto in cui se sto per più di una settimana senza F1 sto male. Ci si becca in pista!
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