Come sarà il nuovo anno scolastico a Sona? Tutto quello che c’è da sapere per una ripresa non facile

Cosa è necessario progettare per un rientro a scuola in sicurezza dopo l’estate? A questa domanda hanno cercato di rispondere le recenti Linee Guida del Governo, suscitando in molti delle perplessità riguardanti quelli che sono i principi e le azioni annunciate in relazione agli interventi concreti attuabili. A pochi giorni dalla pubblicazione dalle indicazioni di carattere nazionale, il 7 luglio la Regione Veneto ha poi presentato un manuale operativo per la riapertura degli edifici scolastici, una sorta di guida per gli addetti ai lavori, concernente le misure da adottare per l’avvio delle lezioni, fissato per venerdì 11 settembre.

Nel mondo della scuola c’è molto disorientamento e pessimismo, anche perché alcune affermazioni della Ministra Lucia Azzolina sono risultate poco chiare, senza contare che i tempi per l’organizzazione effettiva del post quarantena sono davvero stretti.

Il problema più spinoso che ogni dirigente scolastico, ogni Comune e ogni Provincia si trovano a dover gestire è ovviamente quello legato alla necessità di garantire il distanziamento sociale. Anche le scuole di Sona si stanno confrontando con il Comune per trovare una soluzione al problema.

“Stiamo lavorando celermenteafferma il Sindaco Mazziper garantire un rientro in sicurezza. Abbiamo misurato ogni aula, ogni stanza degli edifici scolastici prendendo come riferimento gli indicatori presenti nelle linee guida così da garantire il distanziamento fisico necessario, tenendo conto del numero degli studenti di ogni classe e delle varie problematiche. E’ stato individuato il numero massimo di allievi che ogni aula può contenere e posso dire che la superficie delle nostre scuole risulta sufficiente, senza dover utilizzare altri ambienti esterni. Sono stati definiti i percorsi di entrata e uscita e i segni da apporre sul pavimento per posizionare correttamente i banchi, così da poter essere facilmente ripristinati dopo lo spostamento, per esempio, quello necessario per le pulizie.”

Una delle criticità rilevate è legata al fatto che, quando si tratta di classi numerose, gli spazi organizzati in modo tale da prevenire il contagio non possono contenere tutti i banchi necessari a non dividere il gruppo, quindi presidi e docenti dovranno pensare a soluzioni didattiche ad hoc laddove si presenta questo problema.

“Tra le scuole di Sona – prosegue il Sindaco – quella che presenta meno complessità da questo punto di vista è la ‘Silvio Pellico 2’ di Lugagnano, la quale, essendo di recentissima costruzione, permette di sfruttare spazi molto ampi e ha un sistema di ricircolo dell’aria all’avanguardia. Anche alla Silvio Pellico 1, sempre di Lugagnano, le superfici risultano sufficienti, tenendo conto anche del calo delle nascite, che ha come conseguenza la partenza soltanto di tre classi prime. Non saranno necessari in alcun caso pertanto gli ambienti che sono stati destinati alla realizzazione della Sala Lettura. Per quanto riguarda la mensa, verrà valutato dai dirigenti scolastici se organizzare più turni per accedervi o far pranzare gli alunni in aula.”

Se gli studenti del Comune che frequenteranno la Scuola dell’Infanzia, la Primaria o la Materna possono stare relativamente tranquilli in merito alla questione spazi, lo stesso non si può dire per chi frequenta le superiori in centro a Verona o in provincia, dove risolvere il problema è molto più arduo, in quanto non è così raro trovarsi di fronte a classi di trenta o trentadue allievi, soprattutto al biennio, stipati in aule anguste. A parole è facile dire stop alle classi pollaio, ma trovare concretamente una soluzione non lo è. Le classi pollaio sono la conseguenza della carenza di spazi in edifici scolastici antiquati e della volontà di risparmiare rispetto al personale da assumere.

Se una classe di trentadue viene dimezzata o quasi, fino a formare due gruppi di studenti, servono almeno un’aula e vari docenti in più, che si traducono in stipendi e spese aggiuntive per lo Stato. Questo è il motivo principale per cui esiste tale fenomeno e non basta parlare per farlo scomparire. Servono investimenti e la questione deve essere risolta in tempi stretti altrimenti le aule diventeranno facilmente un luogo di diffusione del virus. Del resto, nessuno si augura più la didattica a distanza: non la vogliono i genitori, gli insegnanti e nemmeno gli studenti. E’ stata l’unica soluzione attuabile durante il lockdown, ma sul lungo termine non può funzionare.

Per colpa del Covid-19 le nuove generazioni stanno pagando un prezzo altissimo in termini di conoscenze e competenze. Sono passati all’anno successivo anche quelli che non lo meritavano, altri hanno insufficienze che verranno in teoria colmate ma in pratica non è così chiaro come avverrà, quindi a settembre un numero non esiguo di ragazzi sarà in classe senza aver raggiunto gli standard minimi di preparazione in una, due o anche più discipline. Oltre a questo va tenuto conto del fatto che tanti studenti italiani da marzo a giugno non sono mai stati raggiunti dalla DAD perché in situazione di svantaggio socioeconomico, ovvero perché non avevano la possibilità di connettersi o non sapevano come farlo.

“A Sona sono stati forniti alle famiglie in difficoltà circa centocinquanta pc portatili in comodato d’uso – spiega il Sindaco Gianluigi Mazzi. – Naturalmente, se dovesse ripresentarsi la necessità di ricorrere alla didattica a distanza, verranno messi nuovamente a disposizione. E’ stata prevista anche l’erogazione dal mese di agosto di un bonus, che potrà essere richiesto dalle famiglie con un basso reddito per l’acquisto di dispositivi digitali e materiale di cancelleria, libri di testo esclusi, finalizzati all’utilizzo scolastico. Inoltre, a proposito di stanziamento di fondi, è stata predisposta una cifra di 120mila euro per nuovi arredi, tavoli, scaffali, armadi, banchi, così da rendere più efficienti le aule e gli spazi scolastici in questo particolare momento di riorganizzazione. Una parte dei fondi verrà eventualmente utilizzata per la creazione di una tensostruttura, se dovesse rendersi necessaria.”

Per favorire un rientro in sicurezza si è parlato di turni nelle lezioni, di entrate ad orari versi e di frequenza il sabato. Sicuramente in parte ciò potrebbe ovviare al problema, ma organizzare la cosa è tutt’altro che facile, sia per il personale della scuola che per i genitori, i cui orari, se lavoratori, possono essere solo fino ad un certo punto flessibili. Anche le lezioni in presenza alternate con la DAD non risultano una via così facilmente praticabile, soprattutto nella primaria, dove gli studenti più piccoli hanno bisogno di una guida da casa costante per poter accedere alle piattaforme digitali, cosa che non può avvenire se i loro genitori sono al lavoro.

Se si pensa poi agli studenti più grandi, che frequenteranno la Secondaria di II grado, il problema per certi versi diventa ancor più complesso. Se si dovesse ricorrere ai turni e all’entrata a scuola scaglionata, come si organizzerà il sistema dei trasporti, che già appare in affanno in anni scolastici “normali”? “A Sona si spera di non dover ricorrere ai turni – prosegue Mazzi -, ma vivendo in uno stato di costante incertezza e non potendo trascurare nessuna eventualità, stiamo già lavorando anche alla questione trasporti, valutando nuovi percorsi ed eventuale sostegno alle famiglie. Ovviamente non spetta al Sindaco occuparsi delle questioni didattiche, quindi l’organizzazione delle lezioni, la loro durata e la gestione dell’organico spetta naturalmente al dirigente scolastico. Sicuramente continueremo a lavorare in sinergia per cercare di trovare le soluzioni migliori per un avvio delle lezioni in sicurezza. Sarà necessario l’aiuto e la collaborazione di tutti.”

L’anno scolastico che ci aspetta sarà completamente diverso. Bisogna veramente pensare a qualcosa di nuovo che vada a restituire quello che la DAD ha tolto a studenti ed insegnanti, ma anche fare tesoro di quanto essa ha offerto, obbligando a nuove modalità di didattica, che forse dovranno convivere con quelle tradizionali in presenza. Otto milioni di studenti sono stati costretti a vivere una quotidianità ed una scuola diversa, da casa, come mai era accaduto in passato. “Ora è tempo di tornare nelle nostre aule. In presenza e in sicurezza”, scrive la Ministra Azzolina in una lettera aperta alla comunità scolastica. “A settembre ci attende non solo l’avvio di un nuovo anno scolastico, ma di un anno scolastico nuovo. Siamo anche di fronte ad una stagione nuova. La scuola, ancor più forte e consapevole della propria importanza e potenzialità dopo questo lockdown, può e deve ora fare un ulteriore scatto in avanti, con l’alleanza di tutti. Dalla scuola passano il nostro presente e il nostro futuro. Abbiamo il diritto di sognare una scuola migliore, nonché il dovere morale e storico di realizzarla con l’aiuto di tutti voi.”

Qui sotto pubblichiamo gli schemi di simulazione del distanziamento redatti dall’ufficio tecnico del Comune di Sona secondo il Manuale Operativo 2020/2021 delle Linee guida del Ministero dell’Istruzione per le scuole Aleardi di Sona, don Bosco di Palazzolo e Collodi di San Giorgio in Salici.

 

Chiara Giacomi

About Chiara Giacomi

Nata a Verona nel 1977, si è diplomata al liceo classico e ha conseguito la laurea in Lettere presso l'Università di Verona. Sposata, con due figli, insegna Lettere presso il Liceo Medi di Villafranca. Lettrice appassionata, coordina il Gruppo Lettura della Biblioteca di Sona.

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