Come rilanciare il turismo a Sona dopo il Covid-19? La Consigliera Dal Forno sulla situazione del territorio e sui progetti in cantiere

Il turismo è stato uno degli ambiti che probabilmente ha più risentito del lockdown. Nel Comune di Sona si è passati da una crescita esponenziale degli arrivi turistici, che ha caratterizzato gli ultimi dieci anni, allo zero del dopo Covid-19.

Siamo andati ad incontrare la Consigliera comunale con delega al turismo Antonella Dal Forno (nella foto di Mario Pachera) per farci illustrare la situazione e la linea che l’Amministrazione intende tenere per la ripresa di questo settore sul nostro territorio.

Per poter analizzare l’attuale situazione, i danni subiti e le strategie di ripresa, del turismo nel Comune di Sona, bisogna anzitutto domandarsi: Chi è il turista che arriva nel territorio?

Il nostro è un territorio che si presta a un turismo slow, quindi fatto di persone che sanno apprezzare le bellezze e la natura più tranquilla, che non sono alla ricerca della massa e della vita notturna. Forse nessuno lo sa, ma nel Comune di Sona abbiamo avuto la visita anche di personaggi impensati, come ministri di Governi esteri. Il turista che viene è primariamente straniero: 36.104 presenze di italiani contro le 41.674 di stranieri. Per quanto riguarda gli italiani, le provenienze sono Lombardia, Veneto, Lazio, Puglia. Le ultime tre in particolar modo con un soggiorno prolungato. Tra gli stranieri, tedeschi, svizzeri, austriaci, olandesi, belgi, che amano soggiornare a lungo assieme agli israeliani, e cinesi. Di quest’ultimi si registrano 3.478 arrivi per una presenza di 4.415, quindi con un soggiorno medio di una notte e mezza. Interessante notare che gli israeliani hanno iniziato a venire dal 2009, prima non erano registrate presenze. Ora possiamo contare 455 arrivi e 2086 presenze di israeliani.

Sappiamo che negli ultimi anni è in corso una crescita del flusso turistico sul territorio, in merito a questo quanto è stato il danno causato dal lockdown?

Dal 2009 al 2019 c’è stato un aumento del flusso turistico del 140%. Quindi un aumento esponenziale. Gli arrivi turistici (NdR cioè le persone che arrivano nel nostro territorio, mentre per ‘presenze turistiche’ si intendono le notti trascorse) sono aumentati del 78,5%. Anche il pernottamento medio è aumentato nel corso degli anni: Inizialmente era di una notte, una notte e mezza. Ora è quasi di tre notti. Certo, bisogna ancora fare tanta strada, ma siamo sulla via giusta. Guardando i dati di inizio anno, la crescita ha segnato a gennaio un +38% di presenze rispetto all’anno precedente, mentre febbraio +21% rispetto a febbraio 2019. C’erano le premesse per fare una bella annata. Infatti, oltre ai mesi estivi, anche il periodo di aprile, grazie a Pasqua e alle fiere, svolge un ruolo significativo.

Il danno subito dal settore turistico sonese, da un punto di vista economico, è stato quindi notevole. Si sono verificati casi di fallimento a seguito del periodo di chiusura?

Nessuna struttura ha chiuso. Anche perché essendo per lo più strutture piccole e a conduzione familiare questo permette una certa elasticità. Sul territorio sono presenti due strutture alberghiere, un hotel a quattro stelle e un hotel a tre stelle, 45 strutture complementari di cui 2 affittacamere, 17 agriturismi, 10 b&b e case vacanze e 16 locazioni turistiche.

L’Amministrazione comunale a quali strategie ha pensato per favorire il ritorno del turismo?

Bisogna dire che in generale il nostro territorio è per certi aspetti avvantaggiato, ovvero potrebbe rivelarsi la soluzione ideale per la persona in cerca del turismo slow all’insegna del rispetto delle prescrizioni anti Covid-19, perché gli operatori turistici, essendo le nostre strutture piccole e non di massa, riescono ad attenersi meglio, rispetto alle grandi strutture, a quelle che sono le prescrizioni anti contagio. In più va detto che i nostri operatori turistici sono dei veri professionisti. Come Amministrazione, e per primi l’Assessore Elena Catalano ed il Sindaco Gianluigi Mazzi, stiamo studiando le modalità per sostenere gli operatori del turismo del nostro territorio. Certamente anche a loro, come a tutti gli operatori economici del territorio, sarà risparmiata l’imposta TARI per il periodo di lockdown. Stiamo inoltre valutando delle forme di sostegno economico anche per le perdite che hanno avuto queste strutture. Dopodiché pensiamo di riallacciarci a un progetto, nato ancora anni fa, che prevede la realizzazione di tabelloni turistici, collocati nei centri dei paesi, con le descrizioni dei siti storico-artistici. L’idea è quella di collocare su ciascun tabellone un QR code in modo tale che il turista possa avere accesso ad ulteriori informazioni sulla storia del territorio, sul suo vissuto. Approfondendo la tematica, abbiamo scoperto che tramite questo QR code è possibile fare delle cose straordinarie. Tant’è che c’è stata una riunione con i rappresentanti delle varie aziende e degli operatori economici del territorio per proporre loro di apporre un QR code su ciascun prodotto, che rimandi a una pagina con la storia e i luoghi della produzione, come un certificato di qualità. Si pensa, inoltre, di investire dei fondi per la promozione tramite riviste del settore, perché è fondamentale far conoscere il territorio. Noi infatti continuiamo, come abbiamo fatto anche gli anni scorsi, a pubblicizzare il nostro territorio tramite la rivista Gardasee zeitung, distribuita presso tutti i siti turistici lungo il Lago di Garda ma anche in Germania lungo la rete stradale presso i punti di distribuzione AGIP, e tramite il Gardavoyager, un opuscoletto distribuito in una zona abbastanza vasta sul Lago di Garda per un totale oltre 200mila copie. Io credo che per valorizzare il nostro territorio si debba fare rete. In questo senso, abbiamo aderito ancora anni fa alla DMO (Destination Management Organisation), che definisce a livello regionale le linee strategiche per la gestione di una destinazione turistica attraverso l’individuazione di una visione ed obiettivi condivisi tra tutti gli attori territoriali, l’identificazione di precise azioni e delle necessarie risorse organizzative e finanziarie. La regione Veneto è stata divisa in aree omogenee e noi abbiamo aderito alla destinazione Lago di Garda. È stato interessante per i contributi che abbiamo avuto ma anche per il fatto che entriamo a far parte dell’importante area di promozione del lago di Garda. Per una questione burocratica non è ancora diventata del operativa, spero che lo diventi quanto prima perché c’è in progetto di realizzare un bando di gara per l’assegnazione della promozione del territorio della DMO del Lago di Garda che comprende 22 Comuni, tra cui anche quello di Sona. Ritengo sia importantissimo partire il prima possibile per giungere all’identificazione di un ente che si occupi della promozione del nostro territorio in vista del 2021, soprattutto a seguito del Covid-19. A mio parere, come a parere dell’Assessore Catalano e dell’intera Amministrazione, fondamentale è pertanto, lo ripeto, lavorare in rete ed essere noi cittadini i primi promotori del nostro territorio.

Il Comune di Sona vanta tre gemellaggi, con Soyaux, Wadowice e Weiler. Erano in programma degli appuntamenti che sfortunatamente sono saltati. Pensa sia possibile recuperarli? Ritiene che i gemellaggi possano essere un’opportunità per incentivare il turismo nel Comune?

Quel che è stato perso purtroppo è perso. Senz’altro i gemellaggi dal punto di vista turistico hanno una ripercussione significativa e positiva. Quest’anno dovevano venire a febbraio una ventina di cittadini di Weiler e parte dell’Amministrazione. A luglio era prevista la partecipazione dell’associazione bandistica di Weiler alla sagra di Lugagnano, dovevano venire giù cinquanta persone. Sono persone che alloggiano e mangiano nel territorio, fruiscono di quanto il territorio ha da offrire. In progetto ora c’è una visita a Soyaux, speriamo di poterla realizzare, aprendo l’invito ai cittadini che vorranno andare. Sappiamo che la loro Amministrazione comunale avrebbe piacere di venire a trovarci in autunno. Per quanto riguarda Wadowice, abbiamo un invito preventivo il prossimo anno in occasione della nascita di Giovanni Paolo II, staremo a vedere come sarà. Nel frattempo, ci piacerebbe lavorare con le scuole per dare vita a delle videoconferenze tra i nostri ragazzi e quelli dei paesi gemellati, in modo che comincino a mettere in pratica le loro conoscenze di tedesco e inglese.

Per concludere, quali sono i suoi auspici per il futuro?

Dopo la tempesta coronavirus non abbiamo ancora i dati regionali ma solo le testimonianze degli operatori del settore i quali parlano di qualche prenotazione che sta arrivando; si sta iniziando lentamente a ripartire. C’è il ritorno soprattutto del cliente fidelizzato, ma ci vorrà tempo per ritornare a livelli pre pandemia. Il lavoro di rete è fondamentale e lo riteniamo opportuno anche tra operatori economici: Sarebbe bello strutturare delle visite presso le aziende del nostro territorio per i turisti. Da un lato il QR code che ti dà accesso al territorio e che diventa garanzia del prodotto, dall’altro consentire ai turisti di conoscere le realtà economiche del territorio. L’invito poi ai cittadini sonesi è quello di conoscere il proprio territorio e la storia locale. Questo può portarci ad avere una diversa attenzione verso l’ambiente che ci circonda: attraverso la passione e la conoscenza arriva anche il rispetto.