Come funziona il pronto intervento del SOS di Sona? Un’inchiesta del Baco

“E’ stata chiamata l’ambulanza?”, “Qualcuno ha sentito il 118?”, “Quando arrivano? Dove sono finiti?”. Queste sono le domande più frequenti che assillano chi, per primo, si trova a dover intervenire sul luogo di un incidente (stradale, domestico o lavorativo che sia) e a dover allertare i soccorsi.

Sono situazioni in cui non è così raro imbattersi nella vita di tutti i giorni: mentre ci rechiamo al lavoro, nel tempo libero durante una passeggiata all’aria aperta o facendo jogging, mentre si è a casa, mentre si è in un luogo pubblico. Lo stato di necessità è imprevedibile e spesso coglie di sorpresa.

Nell’allertamento dei soccorsi viene identificato il Primo Anello della Catena del Soccorso: Riconoscimento ed allarme precoci. Il testimone di un evento accaduto diventa, inevitabilmente, un attore fondamentale in questa catena!

Con l’avvento del numero unico per l’Emergenza Sanitaria Nazionale (il 118) si è fatto un grosso passo in avanti dal punto di vista dell’efficacia della Catena del Soccorso. Prima dell’avvento del 118 esistevano solo i riferimenti telefonici dei vari enti preposti al Soccorso Sanitario (Ospedali o Associazioni di Volontariato) sul territorio, con il dramma di non poterli avere questi numeri a disposizione quando servivano e di non  sapere chi chiamare in base a dove ci si trovava. Con l’avvento del 118 si è creata una cabina di regia unica a livello provinciale (ogni provincia ha la propria Centrale 118), che ha posto fine a queste problematiche che , spesso e volentieri, generavano gravi inefficienze sia sulla qualità sia sulla tempestività dei soccorsi.

Il cittadino non si deve preoccupare di dove si trova: il dirottamento alla centrale del 118 provinciale di riferimento è automatico sulla base del luogo da cui si effettua la chiamata. La chiamata al 118, assieme ad altri numeri di Emergenza Pubblica (112, 113, 115) , può essere effettuata anche senza credito telefonico sulla propria SIM.

Le ambulanze del SOS

Colui che per primo interviene sul luogo del sinistro diventa, a tutti gli effetti, il testimone attraverso il quale un operatore della Centrale S.U.E.M. 118 (Servizio Urgenza Emergenza Medica) può effettuare da remoto una valutazione della situazione, allo scopo di conoscere la situazione in tempo reale.

Tale valutazione avviene attraverso una mirata intervista telefonica al testimone che si trova sul luogo. Per prima cosa viene chiesto allo stesso di qualificarsi, fornendo le proprie generalità e il numero di telefono da cui si sta chiamando. Il numero di telefono viene visualizzato sul display della centrale, ma potrebbe essere volutamente anonimo, per cui è necessario acquisirlo. Tale riferimento telefonico diventerà poi l’anello di comunicazione tra la centrale del 118 e i mezzi di soccorso allertati, fino all’arrivo degli stessi sul luogo.

Il testimone, in quanto persona informata dei fatti (se non sulla dinamica quantomeno sulla fase immediatamente dopo l’accaduto), potrebbe essere successivamente contattato dalle autorità competenti per una testimonianza.

Questa fase necessaria a volte può indurre nel testimone qualche remora: se do il mio numero poi cosa succede? Posso essere accusato di qualcosa? Potrei avere degli strascichi? Non c’è nulla da temere, a maggior ragione se si è in buona fede e si sta agendo per il bene di chi è in difficoltà.

L’operatore del 118 procede, poi, con una serie di domande ad hoc, ad una intervista del testimone, allo scopo di conoscere la situazione in tempo reale. Si chiede di identificare il luogo dell’accaduto (casa, strada, impianto sportivo, centro commerciale, ecc, ecc) ivi compreso, se conosciuto, l’indirizzo preciso o quantomeno una indicazione il più precisa possibile sul luogo (in prossimità di… vicino a…). I sistemi di navigazione attualmente presenti su tutti gli smartphone permettono anche di conoscere le coordinate geografiche ed essere quindi precisi nelle indicazioni fornite, nel caso in cui non si conosca il nome della località o della via in cui ci si trova.

Viene poi chiesto di descrivere la dinamica dell’incidente (se conosciuta perché vista in diretta), la situazione ambientale (il luogo è sicuro? Ci sono ostacoli? Ci sono pericoli di incolumità a persone o cose? ecc, ecc), quante sono le persone coinvolte e per ognuna di esse, lo stato di coscienza (Parla? Risponde alle domande? E’ orientata nello spazio tempo? Presenta ferite evidenti?), si chiede poi lo stato fisico (Ha dolori? Se sì, dove? Ha difficoltà motorie? Ha difficoltà di respiro? Si lamenta per qualcosa in particolare?), in quale posizione si trova (in piedi, seduto, sdraiato, riverso su un fianco, in posizione supina o prona, incastrato in un auto, ha ancora il casco indossato, ecc, ecc).

Sono domande molto precise e circostanziate, perché l’obiettivo dell’operatore è quello di avere un quadro il più preciso possibile della situazione. Agli occhi del testimone la precisione e la cura dei particolari dell’operatore può sembrare fuori luogo e una perdita di tempo…- “E qui non c’è tempo da perdere!” – ma è una fase estremamente importante e delicata, dalle cui sorti dipende la corretta attivazione dei soccorsi (Una o più ambulanze? Ambulanza con soli soccorritori o medicalizzata o infermierizzata o entrambe? Carabinieri o Polizia? I Vigili del Fuoco? Pre-allertamento degli ospedali?).

Una volta acquisito il quadro della situazione, l’operatore del 118 provvede all’allertamento dei mezzi di soccorso. I tempi di arrivo dei mezzi sul posto dipendono da una serie di fattori, tra i quali la dislocazione del luogo dell’intervento e i mezzi disponibili in quel preciso momento. Nel frattempo il compito del testimone  è quello di prestare assistenza alle persone coinvolte, parlando con loro, sostenendole e confortandole dal punto di vista psicologico ed emotivo. Nel fare ciò e fondamentale che venga sempre prestata la massima attenzione alla propria sicurezza.

SOS Sona 2014 (5)L’incolumità personale e l’autoprotezione sono essenziali nelle fasi di soccorso: per salvare la vita di qualcuno non si deve mettere a rischio la propria. Questo  non significa non intervenire, ma significa farlo con la massima cautela prestando un occhio di riguardo all’ambiente circostante, sia prima di intervenire che durante l’intervento (presenza di sostanze chimiche, presenza di sostanze esplosive, fughe di gas, incendi in atto, presenza di corrente a media-alta tensione, traffico stradale, fossati, corsi d’acqua, ecc, ecc).

E’ necessario adottare tutti gli accorgimenti necessari a garantire una sufficiente protezione per sé e per le persone coinvolte nel sinistro: in particolare se si è in strada predisporre il triangolo di segnalazione di pericolo, in dotazione a tutte le automobili, ad una distanza sufficiente per segnalare la situazione (un centinaio di metri dal sinistro o prima di una curva) ed indossare il corpetto ad alta visibilità con strisce rifrangenti. In caso di oscurità tenere a portata di mano una torcia elettrica per effettuare segnalazioni alle auto in arrivo (sarebbe opportuno che ogni macchina ne avesse una a bordo).

Come si accennava sopra i tempi di intervento dei mezzi di soccorso sono variabili e dipendono da vari fattori. I tempi complessivi del soccorso decorrono a partire dalla telefonata effettuata dal testimone e si chiudono nel momento in cui l’ambulanza chiude il servizio e si rende di nuovo disponibile.“Quando arriva l’ambulanza? Dove sono finiti?! Quanto ci vuole?!!”. L’ansia e la preoccupazione fanno dilatare la percezione del tempo. A meno di fattori concomitanti quali mezzi disponibili o meno, concomitanza di altri eventi nella zona, dislocazione del luogo dell’intervento (sul piano, in collina o in montagna, località mappata o meno) e fattori climatici (pioggia, neve, ghiaccio, nebbia), i tempi di intervento sono mediamente giustificati e coerenti con le necessità.

Tutti i tempi di intervento sono mappati e registrati dal 118. Le ambulanze comunicano con la Centrale attraverso l’uso di telefoni cellulari e radio trasmittenti. La linea del 118 è una linea registrata: tutte le comunicazioni verbali, a partire dalla prima telefonata del testimone sul luogo, vengono registrate per eventuali usi futuri in caso di verifiche da parte del 118 stesso o da parte delle autorità giudiziarie in caso di contestazioni, controversie o casi sospetti.

Il Comune di Sona è ubicato sul territorio dell’ULSS 22 (con sede operativa ed amministrativa a Bussolengo) che è Unità Locale Socio Sanitaria complessa, ampia e morfologicamente articolata. Comprende 32 Comuni a partire dal Lago di Garda, ai Lessini e alla Valpolicella, parte della Bassa Veronese fino a Nogarole Rocca e fino ai confini con le provincie di Mantova e Brescia a Valeggio S. Mincio e Peschiera del Garda. Sono presenti inoltre altri fattori di alto rischio dati dalla presenza di grandi centri commerciali, dalle arterie autostradali della A4 e della A22, le Tangenziali Nord e Sud, le arterie ferroviarie del Brennero e della Milano-Venezia, dall’aereoporto Catullo, le montagne dei Lessini e del Baldo, dal Lago di Garda che, nel corso della stagione estiva, centuplica le presenze e i rischi ad esso connessi.

I servizi di emergenza urgenza sanitaria sul territorio dell’ULSS 22 sono garantiti da un dispiegamento articolato di ambulanze  e personale, quest’ultimo costituito da un mix tra Personale Sanitario Ospedaliero (medici, infermieri, autisti) e Soccorritori Volontari. Gli stessi mezzi sono di proprietà e vengono messi a disposizione o dall’ULSS 22 o dalle Associazioni di Volontariato come il S.O.S.

Esistono varie tipologie di mezzi: mezzi di soccorso di base cosiddetti MSB (Mezzi di Soccorso Base) su cui sono presenti solo Soccorritori Volontari laici che hanno sostenuto corsi particolari e specifici per acquisire la qualifica, mezzi con a bordo Personale Sanitario di tipo MSI (Mezzi di Soccorso Intermedio o Infermieristico) e MSA (Mezzi di Soccorso Avanzato con medico). Quest’ultimi possono essere ambulanze medicalizzate, automediche o elicotteri.

Ma ritorniamo alla Catena del Soccorso. Come si diceva, a seguito dell’intervista al testimone sul posto, l’operatore del 118 stabilisce la gravità e quindi determina che tipo di mezzo (o quanti e quali tipo di mezzi) inviare sul posto del sinistro. O un mezzo con soli Soccorritori Volontari se il servizio viene classificato come secondario e che non comporta la compromissione delle funzioni vitali del paziente o un mezzo con Personale Sanitario (medico o infermiere) a seconda della gravità o un mix dei due in caso di eventi che coinvolgono più persone con stati di salute differenziati su una scala di gravità (un paziente politraumatizzato richiede un intervento sanitario di Emergenza-Urgenza con un mezzo MSA, un paziente con una semplice ferita lacero contusa può essere assistito da un mezzo MSB).

Come si diceva l’ULSS 22 (come tutta la provincia di Verona) è costituita da un mix di mezzi MSB, MSI e MSA. Esiste una classificazione dell’intervento stabilita dal 118. E’ la classica scala cromatica (Bianco, Verde, Giallo, Rosso) utilizzata anche all’interno dei Pronto Soccorsi. Nel territorio dell’ULSS 22 esistono quattro postazioni medicalizzate (MSA) che, o in continuità o intervallate tra di loro, danno la copertura primaria al territorio.

Esistono poi anche sei postazioni infermierizzate (MSI). Il loro impiego è determinato, oltre che dalla gravità dell’intervento, anche sulla base della territorialità in cui si verifica. Durante il giorno poi il 118 ha a disposizione un mezzo MSA primario di grande importanza: l’elicottero. Questo mezzo (abilitato al solo volo diurno e con condizioni meteo favorevoli) ha la prerogativa di garantire l’accesso dei soccorsi a zone impervie quali le zone collinari e montuose della provincia di Verona o distanti dagli ospedali (alto Lago di Garda). A bordo sono presenti, oltre che al medico e all’infermiere, anche personale del Soccorso Alpino, specializzato in azioni di recupero in zone disagiate e in alta quota. L’elicottero, fornito dall’ULSS 20 a cui il 118 afferisce per competenza amministrativa, può effettuare interventi su tutta la provincia di Verona e quindi anche nell’ULSS 22. La decisione di attivarlo dipende da alcuni fattori: il luogo del sinistro, la disponibilità o meno di ambulanze MSA, il tipo di intervento che, sulla base delle condizioni del paziente, richiede tempi di ospedalizzazione più rapidi rispetto all’ambulanza.

A Sona quindi, presso la sede di S.O.S in piazza della Vittoria 10, è presente una ambulanza di tipo MSA con medico a bordo. Perché proprio a Sona? Esistono una motivazione storica e una strategica.

Sin dalla sua nascita nel 1990 S.O.S. ha sempre considerato il proprio operare legato a quello che il territorio in quel momento necessitava, cioè un servizio di Emergenza-Urgenza di qualità. Qualità legata soprattutto alla presenza della figura del medico. E’ per questo che sin da subito ci siamo proposti all’ULSS 22 (a quel tempo ULSS 26) per garantire questo tipo di servizio. Abbiamo assunto quindi, sin da quegli anni, il connotato di Associazione di Volontariato per l’Emergenza-Urgenza Sanitaria Extra-Ospedaliera, facendo diventare questa prerogativa un tratto distintivo della nostra identità.

SOS Sona 2014 (43)Si parlava poi di motivazione strategica. Sona è posizionata in una zona di grande rilevanza dal punto di vista del territorio: vicina all’Ospedale di riferimento di Bussolengo, vicina alla città e quindi al Polo Chirurgico di Borgo Trento, vicina ai grandi centri commerciali, vicina alle grandi arterie di comunicazione (ferrovia, SR11, A22, A4 e tangenziali) ed ai relativi punti di ingresso e di svincolo, vicina all’Aeroporto Catullo e, in caso di necessità, abbastanza vicina anche al Lago di Garda. In molti casi clinici (politraumi, ictus, infarti, ecc.) quella che, in gergo tecnico, viene definita golden hour (letteralmente ora d’oro), indicando cioè la prima ora di intervento, è fondamentale per le sorti dei pazienti, lo stazionamento medicalizzato di S.O.S. a Sona è strategico. I tempi di intervento in luoghi di grande affluenza sono molto contenuti. Di conseguenza anche i cittadini dei Comuni e dei territori in prossimità a Sona “beneficiano” indirettamente di questa presenza.

L’ospedale di destinazione è scelto e deciso di concerto con la Centrale del 118 che ha sott’occhio la situazione dei posti letto di tutti i reparti critici (rianimazioni, unità coronariche, centri ustioni, ecc.) di tutta la provincia e spesso anche con il reparto di destinazione. La destinazione è decisa in base alla patologia in atto (infarto, ictus, politrauma, ecc.), in base alla distanza, in base ai posti letto, in base alla territorialità, in base al mezzo che deve trasportare il paziente/ferito (ambulanza o elicottero). Forse non tutti sanno che alcuni reparti critici come le rianimazioni o le unità coronariche non ci sono in tutti gli ospedali della nostra provincia. Come mezzo MSA però il raggio d’azione dell’ambulanza di S.O.S è molto ampio. Oltre alle zone limitrofe a Sona, spesso e volentieri ci capita di dover intervenire in altri comuni dell’ULSS 22 a volte distanti anche qualche decina di chilometri dalla nostra sede.

Quando le percorrenze sono così ampie il servizio può durare anche qualche ora. Di conseguenza l’usuale bacino di intervento, costituito dal nostro Comune e dai comuni limitrofi, può trovarsi scoperto per la presenza di una ambulanza medicalizzata. Mancanza in parte coperta da mezzi MSI e MSB presenti sul territorio. Se poi disegni imperscrutabili del destino determinano che accadano più eventi in contemporanea o che accadano eventi che coinvolgono un numero elevato di persone, la garanzia di poter far fronte a tutte le situazioni di emergenza con i mezzi a disposizione e  in tempi rapidi viene chiaramente messa a dura prova. Parliamo però di situazioni limite e rare.

Con questa inchiesta abbiamo cercato di descrivere, in maniera dettagliata e ricca di particolari, le caratteristiche del servizio di Emergenza-Urgenza Territoriale ai cui destini il nostro percorso di vita, volenti o nolenti, occasionalmente o costantemente, a volte si interseca. Abbiamo aperto una finestra sulla realtà S.O.S. e sulle peculiarità del Servizio che eroga. In definitiva abbiamo voluto informare per creare conoscenza su questa materia, per aprire delle porte alla comprensione e, in alcuni casi, anche alla tolleranza. Il servizio di Emergenza-Urgenza (abbiamo parlato qui solo di ambulanze, ma esistono anche i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile, le Forze dell’Ordine e altri) è quanto mai articolato e complesso. Nessuno dispone di risorse infinite per gestirlo, ma in molti siamo dotati di competenze, organizzazione, volontà ed entusiasmo per cercare di farlo al meglio.

Alfredo Cottini
Sono nato a Bussolengo l'8 ottobre 1966. Risiedo a Lugagnano sin dalla nascita, ho un figlio. Sono libero professionista nel settore della consulenza informatica. Il volontariato è la mia passione. Faccio parte da 30 anni nell'associazione Servizio Operativo Sanitario, di cui sono stato presidente e vicepresidente. Per diversi anni sono stato consigliere della Pro Loco di Sona. Amo il mio cappello da Alpino per quello che rappresenta. Ritengo che la solidarietà, insita nell’opera del volontario, sia un valore che vale la pena vivere ed agire. Si riceve più di quello che si dà. Considero la cooperazione tra le organizzazioni di volontariato di un territorio uno strumento utile per amplificare il valore dei servizi, erogati da ognuna di esse, al cittadino