Cinque campioni hanno raccontato la passione per lo sport e per la vita alla concessionaria Eliscar di Sona

Si è parlato tanto di sport venerdì sera 15 marzo alla concessionaria Eliscar di Sona con cinque protagonisti di altissimo spessore seduti attorno ad una tavola imbandita con vino locale ed un piatto di risotto all’isolana.

Seguendo con attenzione le testimonianze innescate dalle domande di Raffaele Tomelleri, il numeroso pubblico è stato condotto in un percorso dove l’agonismo, le vittorie nelle gare e le medaglie olimpiche erano si importanti ma ad emergere sono stati altri valori dello sport, declinato nei suoi vari aspetti da cinque campioni molto diversi tra loro.

Vanno citate le semplici e misurate parole del calciatore Emil Halfredsson che ricordava che il suo obbiettivo da giovane era rendere orgoglioso il suo papà giocando a calcio nella piccola squadra islandese di cui era tifoso ma che poi si è ritrovato ad affrontare ai mondiali la stella argentina Messi e non riuscire per l’emozione a dormire la sera prima.

O la storia del campione di motocross e Honda ambassador Angelo Pellegrini per cui lo sport ha significato non tanto sacrificio ma soprattutto rinunce, specie come nel suo caso i numerosi infortuni, quantificati in una cinquantina di fratture, lo hanno fatto stare lontano dalle piste per lungo tempo. Ma la sua tenacia gli ha permesso poi di coronare il suo sogno di andare, unico italiano nella storia, a gareggiare negli Usa e gioire per essere arrivato tra i primi dieci della sua specialità.

Simpatiche anche le parole del campione di sci Piero Gros il quale ricordava i suoi successi di quasi cinquant’anni fa quando si scendeva da piste di sci improbabili senza occhiali ne casco. “Quando si è giovani atletiricorda Gros, vincitore a vent’anni della coppa del mondo di scinon ti accorgi di quanto impari velocemente ma questo bagaglio culturale che lo sport ti regala, ti resta per tutta la vita”.

Con la sua voce importante e dall’alto dei suoi 2.10 metri il giocatore di pallacanestro Giacomo “Gek” Galanda, capitano della nazionale vincitrice dell’argento alle olimpiadi di Atene, ha poi ricordato quanto è importante essere esempio per i giovani di oggi spesso in crisi di valori, mettendosi insieme a loro in maniera di fare dialogo per poter tramandare i valori positivi valori dello sport.

Commovente e ricco di significato il contributo di Daniele Cassioli, atleta non vedente dalla nascita ritenuto il più grande sciatore nautico paralimpico di tutti i tempi. Con una sorprendente ironia ed una dialettica coinvolgente ha ammaliato il pubblico raccontando che nel suo caso la disabilità lo ha di fatto sempre costretto a “giocare in trasferta”, sempre contro ogni pronostico. Ma questo gli ha permesso di tirare fuori il meglio di sé stesso, di attingere a tante qualità di cui magari non siamo a conoscenza ma che albergano dentro di noi. “Poi – racconta per me che uscivo di casa solo per andare dall’oculista o per praticare sport, ha avuto un significato particolare; un percorso di consolidamento della tua autostima, una rincorsa al ‘potercelo fare’ di cui le medaglie sono soltanto una conseguenza e non certo lo scopo di tutto”.

La bellissima serata, nella quale l’aspetto educativo dello sport come palestra di vita è stata la vera star, si è poi conclusa con un generoso buffet offerto dalla concessionaria Eliscar dove il pubblico ha potuto approfittare della ampia disponibilità da parte dei campioni a numerose strette di mano e a generose sessioni di selfie.  

Massimo Giacomelli
Nato nel 1967, vivo da sempre a Palazzolo con moglie e 2 figli ormai proiettati nel mondo dei grandi. Sono appassionato di storia, di tutti gli sport, (qualcuno provo a praticarlo a livello amatoriale) e con parecchio trasporto ed un po' di nostalgia ascolto sempre volentieri la musica degli anni Ottanta. Dopo gli studi all’istituto tecnico commerciale ho scelto la strada imprenditoriale ed ora sono impegnato nel settore immobiliare; negli anni scorsi la mia collaborazione col Baco da Seta era piuttosto saltuaria; a partire dal 2019 però sta diventando sempre più intrigante.