Cimitero di Lugagnano: il Comune condannato a pagare 3775 euro

Ascolta questo articolo

La vicenda nasce ancora nel 2013. Il 13 marzo dello scorso anno l’Ordine degli Ingegneri di Verona aveva scritto al Comune di Sona in merito all’affidamento della progettazione definitiva, esecutiva e Direzione Lavori dell’ampliamento del cimitero di Lugagnano ricordando che la normativa in vigore “assegna esclusivamente agli ingegneri iscritti all’albo professionale la competenza per quel tipo di interventi, escludendo sia gli architetti che i diplomati geometri”. Il Comune di Sona invece – contestavano dall’Ordine – aveva affidato tale incarico ad un geometra.

Il Presidente dell’Ordine degli Ingegneri Ilaria Segala aveva quindi chiesto, con quella lettera, che venissero annullati la determinazione ed il relativo bando. Minacciando inoltre di intraprendere iniziative civili, amministrative e penali “al fine di garantire il rispetto della normativa vigente”.

L’Ordine evidentemente non si era ritenuto soddisfatto delle risposte ricevute dal Comune in quanto aveva poi deciso di impugnare i provvedimenti di nomina, che riteneva illegittimi, davanti al Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto. E così si era andati a giudizio.

Il TAR, pronunciandosi quindi sulla vicenda con sentenza n. 633 del 24 maggio 2013, ha accolto il ricorso dell’Ordine, stabilendo pertanto l’annullamento degli atti (una Delibera della Giunta ed una Determina) con i quali era stato affidato quel servizio ad un geometra. Le norma infatti – spiega il TAR nella sentenza – non consente se non ad un Ingegnere di poter progettare le opere in causa.

La sentenza del TAR, inoltre, stabilisce che le spese siano a carico del resistente Comune, nella misura di € 3.775,20.

La vicenda si è sviluppata a cavallo del cambio di Amministrazione comunale a seguito delle elezioni della primavera del 2013. L’affidamento contestato era stato deciso quando Sindaco era Gualtiero Mazzi e ora la sentenza arriva sulle spalle del nuovo Sindaco Gianluigi Mazzi, in quanto il Comune ha deciso di non ricorrere in appello contro quella sentenza.

Questa decisione – la scelta di non ricorrere – è stata motivo di qualche frizione nel corso del Consiglio Comunale del 29 settembre scorso, quando è andata in approvazione la delibera che, appunto, riconosce il debito fuori bilancio dei 3.775,20 euro necessario per pagare quanto indicato dal TAR. A questi, tra l’altro, vanno anche aggiunti i 7.269,52 euro che il Comune aveva già impegnato per pagare il proprio legale.

Il Sindaco Gianluigi Mazzi, nel presentare la delibera in Consiglio, ha  riportato la posizione dell’ordine degli ingegneri, spiegando che, “dal momento che la realizzazione dei loculi prevedeva degli impianti tecnologici, la competenza non era di un geometra, ma di un ingegnere. Il progetto originario redatto dal geometra quindi non è poi stato utilizzato. Il nuovo progetto è stato redatto coinvolgendo un ingegnere interno al Comune, l’ingegner Baciga”. 

La replica è arrivata proprio dall’ex Sindaco Gualtiero Mazzi, che ha chiesto spiegazioni sul perché l’Amministrazione abbia ritenuto conveniente, su consiglio del proprio legale, non ricorrere in appello. “Tra l’altro si tratta di una sentenza anomala, visto che condanna il Comune a pagare le spese”, ha concluso il Consigliere della Lega Nord.

A lui hanno risposto sia il Sindaco che il Presidente del Consiglio Comunale Roberto Merzi, spiegando che la materia e le competenze nel caso di quel tipo di progettazione sono talmente pacifiche che un ricorso sarebbe stato del tutto fuori luogo.

Sul punto è arrivato anche l’intervento del Consigliere Flavio Bonometti di Progetto Comune. Secondo Bonometti “ci si trova davanti ad un classico caso in cui l’errore non è della politica, ma dei responsabili di settore del Comune, che avevano dato parere favorevole alla precedente delibera, quella di incarico di progettazione, proprio come ora danno parere favorevole a questa di riconoscimento del debito fuori bilancio”.