Chiude un’altra Banca a Lugagnano. Cosa sta succedendo?

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Sono passati solamente sei mesi da quando ha chiuso la filiale della Cassa di Risparmio a Lugagnano ed un’altra, la filiale del Banco di Brescia in pieno centro della frazione (nella foto), sta per chiudere con il prossimo 16 gennaio. Proprio in questi giorni i correntisti stanno ricevendo comunicazioni che li avvisano di questa chiusura. Cosa sta succedendo?

La ristrutturazione del settore bancario è figlia della grave crisi economica che ha colpito prima gli Usa e poi l’Europa e dell’attività talvolta troppo disinvolta degli istituti bancari nell’ultimo decennio. Governi e istituzioni sovranazionali sono corse ai ripari, forse tardivamente ma pare, in modo energico. Per quanto riguarda l’Europa la Banca Centrale Europea a partire da novembre ha assunto la vigilanza di tutto il settore, imponendo rigide regole che hanno costretto le Banche e rivedere le strutture organizzative e i loro comportamenti.

Una parte di questi interventi sono dovuti anche al fatto che un numero crescente di utenti bancari utilizza l’online e molti servizi non ottengono adeguati  rientri economici e finanziari.

Per queste ragioni molte filiali delle Banche più importanti saranno aperte a giornate, mentre altre  svolgeranno solamente attività di sportello. Il Banco Popolare che è presente sul territorio del Comune con cinque sportelli e che ha previsto di chiudere 63 Filiali, per quanto è a nostra conoscenza, manterrà nella filiale di Lugagnano in toto le funzioni ora espletate.

Meritano una segnalazione le due Banche di Credito Cooperativo presenti a S. Giorgio, la Padana e la Cerea. Sono al margine del ciclone che ha investito le Banche “più importanti” ma  anch’esse stanno passando momenti di difficoltà.  Pur tuttavia continuano a sostenere alcune attività culturali sul territorio e questo fa loro onore.

Queste le informazioni di natura tecnica. Ci viene però spontaneo chiederci: cosa sta succedendo ai nostri paesi? Gli insediamenti dei supermercati nelle vicinanze, le ristrutturazioni bancarie, la crisi economica prolungata stanno portando a chiusure progressive di attività commerciali, economiche e di attività di consulenza professionale. Se mettiamo in conto anche quanto la  ormai incombente TAV porterà di negativo sul nostro territorio c’è da rimanere sconcertati.

I nostri paesi in pochi anni diventeranno dei dormitori, più di quanto non lo siano già? C’è modo di attutire l’impatto sulla vivibilità delle nostre contrade? C’è un solo modo per ottenere risultati positivi: l’attiva partecipazione di tutti coloro che non si considerano solamente “residenti”, ma cittadini di una Comunità che amano e che intendono lasciare ai propri figli e nipoti con caratteristiche di solidarietà e operosità così come l’hanno trovata.

La base sulla quale operare sono le molte Associazioni di volontariato, le Parrocchie che già svolgono un ruolo sociale insostituibile, i molti singoli che operano nel sociale, il Comune al quale è richiesto di potenziare tutte quelle iniziative che sono nello stesso tempo promozionali e di coordinamento.