Chiude il distributore di latte crudo a Lugagnano. “Troppi ostacoli per proseguire”

In moltissimi a Lugagnano se ne sono sicuramente già accorti, magari essendo rimasti con la bottiglia in mano senza poterla riempire. Dallo scorso 28 dicembre, infatti, ha chiuso il distributore di latte crudo posizionato nei pressi del Club Enologico e del Circolo Tennis (nella foto).

Distributore del latte Lugagnano“E’ con profondo rammarico  e con tanta meditazione che siamo arrivati a questa decisione – spiegano al Baco i proprietari, l’Azienda Agricola Fratelli Girelli di Sona -. Abbiamo messo il cuore in questo progetto, nato come vendita e consumo di latte crudo, iniziato nel 2005 con grande successo e soddisfazione, ma ben presto ostacolato dal forte potere politico delle grandi lobby industriali. Con l’approvazione del decreto sulla bollitura, nonostante non vi fossero evidenze certe sulla necessità di sottoporre il latte crudo a questo provvedimento, le nostre vendite sono crollate”.

“Abbiamo resistito ancora,  sicuri che il nostro latte facesse la differenza per il consumatore, ma come in tutte le attività economiche a fine mese bisogna far tornare i conti… con poche vendite, costi elevati di gestione e grande sacrificio, il bilancio ha dimostrato la non convenienza a proseguire in questa direzione. Ci dispiace molto per quella nicchia affezionatissima di clienti – proseguono i proprietari del distributore del latte – che hanno saputo apprezzare la qualità e la bontà del nostro latte, li ringraziamo per aver creduto in noi, per la fiducia con la quale ci hanno accompagnato in questa esperienza”.

“Con l’occasione, vogliamo allegare una lettera che ci ha fatto veramente commuovere (vedi immagine sotto). Vorremmo, non conoscendo personalmente l’identità degli autori, ringraziarli di cuore”.

Una notizia che dispiace molto e che testimonia delle difficoltà che continua a vivere una certa filiera di piccola distribuzione, quando la qualità – pur evidente e riconosciuta, come testimonia anche la lettera sotto purtroppo spesso non è sufficiente a colmare le distanze con la grande distribuzione e con offerte commerciali ben più aggressive. E con normative che certo non aiutano.

 

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