Chiude a Lugagnano il bar delle Palpette, da sessantant’anni al centro della vita sociale di Mancalacqua (e non solo)

Con la sera di lunedì 30 dicembre, proprio sul finire del 2019 e ad un passo dal 2020, chiude definitivamente a Lugagnano un angolo di socialità che per decenni ha costituito un punto di ritrovo importante per la nostra comunità: il bar Pizzini, conosciuto urbi et orbi come il bar delle Palpette.

Chiamarlo bar è sicuramente riduttivo in quanto per decenni quel locale, che si affaccia sulla strada principale della frazione, a Mancalacqua, è stato sede di associazioni, luogo per festeggiare momenti lieti o per stare assieme in momenti difficili, occasione di incontro per generazioni differenti, accogliente ritrovo per una socialità genuina e vera fatta anche di suonate di fisarmonica, balli e infinite partite a carte e a bocce.

Il locale come lo conosciamo oggi aprì i battenti il 15 marzo del 1959, anche se già prima era presente nello stesso edificio un altro bar, l’osteria “Le briscole”, gestito dalle zie del marito di Angelina, la storica ostessa delle Palpette.

Ed è proprio di lei che bisogna parlare, se si vuole raccontare la storia di questo pezzo di storia di Lugagnano. Tanto del carisma di quel bar ruota, infatti, attorno alla figura della mitica “Palpetta”, al secolo Angela (Angelina) Mazzi, deceduta alla bella età di 101 anni nel 2013.

Angelina Mazzi, al secolo “La Palpetta”. Sopra, foto storica del campo di bocce accanto al bar.

A Lugagnano, la Palpetta era più che un mito: era una vera e propria istituzione. Storica ostessa, tifosa dell’Hellas e ballerina per passione, per la frazione di Mancalacqua è stata come una regina. Arrivata a Lugagnano nel 1959, era come se abitasse lì da sempre.

Angela Mazzi è stata ribattezzata “Palpetta” fin da giovane, quando ancora viveva alla Fusara, a San Massimo, dove c’era la famiglia dei Palpetti, da cui aveva ereditato il soprannome. Con i fratelli Guerrino, Attilio, Bruno, Ines e Bruna si trasferì successivamente ai Salvi, contrada di confine con Lugagnano.

Nel 1938, sposò  Giuseppe Pizzini, detto Giulio, con cui ha abitato per parecchi anni alla Ceolara, una località fra Caselle e Sommacampagna, dove durante la seconda guerra mondiale, per un periodo, si erano sistemati anche alcuni soldati tedeschi: “Un giorno – aveva raccontato Angela alla nostra Federica Valbusa in un’intervista rilasciata al baco nel 2011 – uno di loro mi ha chiesto se potevo lavare i suoi panni, ma io gli ho detto di no, perché ne avevo già troppi di miei”. Sicuramente, già allora, la signora non passava inosservata per il suo caratterino.

A Lugagnano, era famosa per la spontaneità e la simpatia con cui mandava tutti indistintamente “a quel paese”… Con la tipica espressione dialettale veronese, ovviamente! Lo considerava il suo “unico peccato”, e del resto negli anni non ha risparmiato proprio nessuno: lei, quello che pensa, non lo mandava a dire, lo diceva chiaramente con il sorriso dolce di una donna saggia che si è sempre fatta voler bene da tutti.

Nei decenni il bar Pizzini ha accolto tutti i “grandi” del paese: Parroci, Sindaci, Marescialli dei Carabinieri, Consiglieri… E a tutti Angela riservava lo stesso trattamento, schietto e affettuoso. “Ho baciato persino il Maresciallo Ciuffetti dopo un controllo”, ci aveva raccontato Angela sorridendo.

Come si diceva, le Palpette sono state anche luogo associativo importante. Ad esempio è nata qui quella spettacolare esperienza goliardica che fu l’O.L.M., l’Organizzazione per la Liberazione di Mancalacqua, che negli anni ottanta fu protagonista di una leggendaria e divertente disputa con il Comitato Carnevale di Lugagnano.

13 dicembre 1982: inaugurazione del Calcio Club Mancalacqua alle Palpette. Al microfono il Presidente dell’Hellas Guidotti. Dietro di lui lo storico Tzigano Ginon. Sotto, pearà alle Palpette in occasione del Natale 2018 con una figlia e due nipoti Angela.

Per ben 37 anni anni il bar è stato anche (e forse soprattutto) la sede del Calcio Club Hellas Verona Mancalacqua, inaugurato il 13 dicembre del 1982 alla presenza del presidente dell’Hellas Guidotti e del grande campione polacco Zmuda. “Ed ora con la chiusura ci troviamo sfrattati”, ci dice, sorridendo ma con una certa malinconia, Raniero Zanuso, storico Presidente del Calcio Club.

Dopo la morte di Angela, il bar è stato gestito dalle figlie e dalla nipote Morena e oggi, 30 dicembre, questa lunga storia trova quindi la sua fine. Alle 18.30 un’ultima bicchierata saluterà i clienti, anzi gli amici, storici. E dopo l’ultimo brindisi quella porta, che per tanti anni è rimasta aperta per la nostra comunità, si chiuderà definitivamente.

Una chiusura che però non potrà cancellare il ricordo di tanti volti, tante occasioni, tanti momenti, tanti incontri che hanno visto quel bar come palcoscenico e teatro di una comunità viva e presente, attenta e solidale. Perché le storie, soprattutto quelle belle, non si cancellano. Ma restano e diventano parte importante della nostra memoria personale e collettiva.

Mario Salvetti

About Mario Salvetti

Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto.

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