ChievoVerona Women: la squadra di calcio nata al Liceo Medi di Villafranca. Ne parliamo con la presidente Alice Bianchini

 

Nell’agosto del 2021, l’AC Chievo Verona viene escluso dai campionati professionistici a causa di inadempienze finanziarie. Vengono così cancellati 92 anni di storia del club clivense, una squadra di un quartiere capace di arrivare in Serie A nel 2000-2001, e riuscire addirittura a giocare in Champions League nel 2006.

Quindi questo vuol dire che la squadra gialloblù è morta per sempre? No! Poiché a portare avanti il nome dei clivensi sono la controparte femminile: il ChievoVerona Women FM.

Il ChievoVerona femminile, nota come Harley&Dikkinson Chievo Women per ragioni di sponsorizzazione, ha una storia che è probabilmente unica nel mondo del pallone. Innanzitutto, la sede del club non si trova a Chievo, bensì a San Zeno di Mozzecane; ma è proprio la nascita di questa squadra che la rende legata ad un istituto scolastico.

Nel 1996-97 il Liceo Medi di Villafranca iscrisse una squadra di calcio femminile ai campionati studenteschi. La squadra arrivò fino alla finale provinciale, giocata il 16 marzo al glorioso stadio Marcantonio Bentegodi, dopo l’incontro di Serie A tra Hellas Verona e Piacenza. Il “Medi” vinse contro il “Fracastoro” accedendo così alla fase regionale, che superarono. Una volta arrivate alla interregionale le ragazze del Medi vennero sconfitte e, quindi, eliminate.

In seguito divennero la squadra riserve del Verona CF (compagine femminile che nella stagione 1996-97 aveva vinto lo scudetto). Il sodalizio durò poco e, al termine della stagione 97-98 conclusasi con il 6 posto nel Girone B di Serie D, si staccarono dalla squadra femminile di Verona per diventare la controparte della Polisportiva Fortitudo Mozzecane (squadra maschile allora nella Terza Categoria Veronese). Ebbero diversi successi, arrivando a disputare il campionato di Serie A2 nel 2003, per poi consolidarsi in Serie B.

Nel 2006 si staccarono dalla Polisportiva, diventando ufficialmente una squadra autonoma, cambiando denominazione in Associazione Sportiva Dilettantistica Fortitudo Mozzecane Calcio Femminile. Lo stadio era inizialmente il Campo Sportivo, per poi spostarsi a Villafranca al Campo Comunale.

Arrivando prima in A2 nella stagione 2011-2012, dopo un testa a testa con la Fiammamonza, la Fortitudo poté partecipare per la prima volta dalla sua fondazione alla Serie A. Sfortunatamente nella stagione seguente arrivarono a soli 12 punti, cinque in più del Torino ultimo in classifica, retrocedendo e ritornando in serie B. Nel calcio femminile di massima serie, che in quegli anni vedeva il Torres dominare incontrastato, c’è stato anche il Mozzecane, anche se per una breve parentesi.

Si arriva così nel Luglio del 2019, quando il club comunica di aver accettato la proposta di una collaborazione con il Chievo Verona, avendo appena terminato il sodalizio con il Chievo Verona Alpo, che aveva rappresentato la squadra femminile dei clivensi dal 1995 al 2019, anno dello scioglimento della squadra.

Così nella stagione 2019-2020 la Fortitudo cambia nome in Chievo Verona Women FM (la denominazione H&D Chievo Women arriverà nel 2022, a causa di un accordo di sponsorizzazione con la società Harley & Dikkinson). Verrà cambiato anche lo stemma, capeggiato dall’Arena di Verona, preferito a Cangrande della Scala, storico simbolo della compagine gialloblù.

Per parlare della situazione del ChievoVerona Women e del calcio femminile in generale siamo andati ad intervistare l’attuale presidente Alice Bianchini (nella foto sopra). L’intervista si è tenuta il 10 dicembre scorso, prima della partita Chievo-Cesena, giocata allo Stadio AGSM Olivieri e terminata 2-2 (11’ Landa Serena 1-0, 36’ Catelli Anna 1-1, 63’ Lonati Gaia 1-2, 69’ Picchi Roberta 2-2)

Bianchini, quando lei è diventata presidente, dopo l’affiliazione del Mozzecane con il Chievo nel 2020, quali sono state le prime sensazioni che ha avuto?
Sicuramente ero molto orgogliosa di me stessa, ma allo stesso tempo ero consapevole che sarebbe stato un lavoro di grande responsabilità. Sapevo che avrei dovuto gestire un grande cambiamento che la società stava affrontando, nonostante la società abbia comunque mantenuto la sua sede e il suo centro giovanile a San Zeno di Mozzecane. Avevo già lavorato in questi ambiti, essendo stata vice-presidente della Fortitudo Mozzecane per tre anni.

Attualmente il Chievo è ottavo in classifica. Aspirate ad un possibile piazzamento per la Serie A?
Purtroppo quest’anno non è possibile salire in massima serie, la prima classificata sale direttamente e la seconda si gioca il play-off con la penultima di A. Il distacco di punti è troppo grande, il nostro obiettivo per quest’anno è fare meglio dell’anno scorso, quindi superare il settimo posto. Per la promozione in serie A preferiamo andarci con i piedi di piombo, fare quindi i passi giusti.

Il calcio, nonostante sia cambiato molto negli ultimi tempi, è ancora visto come uno sport prettamente maschile, mentre le bambine vengono indirizzate verso sport all’apparenza più femminili come la pallavolo o la danza. Secondo lei perchè una ragazza dovrebbe praticare questo sport?
Questo è un punto molto importante, non solo per la nostra società ma per tutto il calcio femminile italiano. Noi siamo una squadra completamente femminile, senza affiliazioni maschili, e vogliamo che resti così. Quella che stiamo portando avanti è una battaglia, per la parità di genere, stiamo anche promuovendo delle attività contro la violenza sulle donne. Tutto ciò per far capire che, se una bambina vuole giocare a calcio, può venire a giocare a calcio. Non che perchè è femmina deve giocare con le bambole, solo perché la femmina è vista così. Se ha una passione deve seguire quella passione. I genitori in primis la devono incoraggiare. E’ questo che vogliamo far capire a tutti, che noi donne dobbiamo ancora combattere per far valere i nostri valori e che siamo pronte a farlo. 

Nella foto sotto, il momento pre partita di Chievo-Cesena. Tutte le 22 giocatrici, incluse le ragazze del settore giovanile che le hanno accompagnate in campo, hanno indossato una maglia della campagna contro la violenza sulle donne “Riguarda anche te” promossa dal Comune di Verona.

Francesco Valle
Classe Terza L - 16 anni. Ho due principali passioni, la musica di Fabrizio de André e il calcio. Mi considero un giovane vecchio dentro con l'idea di vivere in un mondo di folli che si credono normali e normali che si credono folli.