Chiara, una Lugagnanese alla guida del Centro Servizio per il Volontariato della Provincia di Verona

In questa intervista l’occasione per approfondire la conoscenza di Chiara Tommasini di Lugagnano che racconta a 360 gradi  la sua importante esperienza nel mondo del Volontariato Veronese. E non solo.

Chiara Tommasini, Presidente del CSV di Verona. Una militanza ormai più che decennale nel mondo del Volontariato. Quando è nata questa passione?

E’ nata nel 1997 nel mondo del Volontariato del soccorso e della protezione civile. Ed in particolare all’interno della grande Famiglia del S.O.S., nella quale sono rimasta come socia attiva fino al 2012. E della quale, comunque, mi sento ancora parte, sia perché il primo amore non si scorda mai sia perché sono e resto una cittadina di Sona!

Poi il passaggio al CSV…

Sì, nel 2009. A seguito delle elezioni del Consiglio Direttivo sono stata eletta Consigliere e mi è stato affidato il ruolo di tesoriere. Visti i miei trascorsi sia di studio che professionali e vista la lunga esperienza maturata in seno al Consiglio Direttivo del S.O.S., nel quale ricoprivo il medesimo ruolo di tesoriere, è stato un passo obbligato. Obbligato forse non è la parola più adatta… diciamo naturale. Poi nel 2012 mi è stato proposto di candidarmi al ruolo di Presidente del CSV, proposta che ho accolto con grande entusiasmo. Tante persone e tante Associazioni hanno riposto fiducia nella mia persona.

Ritorniamo alle origini… al S.O.S.

Da un interesse generico verso un corso di Primo Soccorso (perché saperne qualcosa di più non fa mai male…) è iniziata la mia avventura nel volontariato. Come dicevo correva l’anno 1997. Dopo aver frequentato il corso di reclutamento sono entrata in Associazione come Soccorritore Sanitario. Credo che non sia stata solo una questione di casualità. Tieni presente che non mi sono mai sentita molto tagliata per questo tipo di attività perché emotivamente la vista del sangue mi crea qualche disagio. Prova ad immaginare quindi l’impatto con i primi servizi! Quello che mi è entrato però dentro è il pathos della comunità e del calore della famiglia che solo una Associazione con valori e radici profonde come il S.O.S. sa trasmettere. Infatti lungi da me dal mollare dopo le prime difficoltà. Ho tenuto fede al mio impegno che poi nel tempo si è trasformato.

Chiara Tommasini lugagnano presidente csv 2014Cioè?

Nel 2004 sono entrata a far parte del Consiglio Direttivo dell’Associazione. Manco a dirlo con il ruolo di tesoriere. ll mio essere volontaria quindi e il mio contributo all’Associazione si è mutato da soccorritore a, passami il termine, dirigente, con compiti di organizzazione, coordinamento e rappresentanza che sono  parte integrante della vita di una Organizzazione di Volontariato.

Il tuo grande lavoro in seno al S.O.S. sulle materie economiche e finanziarie parte da lontano.

Nel 2000, al termine del mio percorso di studi in economia e Commercio, ho elaborato una tesi con la quale sono andata a studiare ed approfondire proprio questa tematica: il Bilancio delle Associazioni no-profit. Il mio caso di studio era la “mia” Associazione: il S.O.S. Da questo percorso è nata la mia passione e la mia naturale propensione associativa verso questa materia.

Nel caso di S.O.S. all’interno di CSV sono maturate le prime esperienze di rete tra le Associazioni.

Si è sentita ad un certo punta la necessità di spingere sulle Associate affinché da battitori liberi che presentano ognuno per sé il proprio progetto, si trasformassero in “squadre”. Un po’ perché è ovvio e naturale pensare che in squadra si è più forti e un po’ anche a seguito della crisi economica di questi anni, che ha  fatto confluire meno fondi destinati ai progetti. Nel caso di S.O.S c’è stato un percorso che ha avuto qualche anno di gestazione, che l’ha portata ad avvicinarsi ad altre realtà di primo soccorso delle provincia di Verona. Uguali nello scopo, diverse nella tradizione e nella territorialità. Ma non per questo non passibili di collaborazione di aggregazione.  Ed è quello che è successo. I bandi singoli sono diventati bandi di rete, il numero dei destinatari delle singole iniziative è aumentato sensibilmente abbracciando i volontari di più Associazioni, i benefici si sono distribuiti sul territorio, sono nate proficue e durature collaborazioni, sono nati gruppi di acquisto con conseguenti risparmi dati dai volumi e dalla maggiore capacità di trattativa, la naturale rivalità tra Associazioni si è sopita a favore della collaborazione, del mutuo aiuto, del rispetto reciproco verso storia, cultura e territorialità di ogni singola Associazione amica. Questa collaborazione ha trovato poi finalizzazione in una neonata Organizzazione di Volontariato di secondo Livello  denominata UNI.VER.SO (Unione Veronese del Soccorso) di cui S.O.S è socio costituente.

Veniamo al CSV. Nel 2009…

Come detto poc’anzi nel 2009 sono entrata a far parte del Consiglio Direttivo di CSV. Manco a dirlo con il ruolo di tesoriere! Questo filo conduttore quindi che mi accompagna sempre nel mio percorso di vita nel Volontariato. Nel 2012 poi ho assunto l’incarico di Presidente

Una scelta spontanea o spontaneamente indotta?

L’allora Presidente Elisabetta Bonagiunti mi aveva invitata a fare qualche riflessione in merito. Con curiosità tipicamente femminile gli chiesi: “E’ un pensiero tutto tuo o di chi?”. Ricordo che Elisabetta mi disse che, in realtà, era un pensiero nato nella mente del compianto amico Carlo Furlan, figura mitica e storica all’interno di CSV Verona e che lei l’aveva appoggiata in pieno. Se poi rifletti un attimo guardando la realtà di tutti i giorni, in CSV c’è spazio per tutti coloro che hanno il piacere e la voglia di darsi da fare per la causa comune. Il consiglio direttivo di CSV è l’espressione di tutto il mondo del volontariato della Provincia di Verona essendo eletto dalle ODV direttamente, per cui il Presidente ha l’onere ma soprattutto l’onore di rappresentare questa realtà così articolata e “variopinta”.

Come è strutturato il CSV?

I CSV esistono per Legge in tutta l’Italia e sono finanziati dalle fondazioni bancarie. Sono nati per promuovere e sostenere le attività delle associazioni di volontariato. Quello di Verona esiste dal 1997 ma è necessaria una doverosa premessa. C’è un coordinamento delle Associazioni di Volontariato della Provincia di Verona che si chiama Federazione del Volontariato di Verona ONLUS, che è l’Associazione di secondo livello più grande della nostra provincia. Sono Associate 270 ODV. La Federazione è l’ente gestore del CSV. Il CSV, di per sé, non ha una natura giuridica. E’ un fondo a destinazione vincolata affidato alla Federazione. Il Consiglio Direttivo della Federazione è formato da 7 persone elette dalle 270 Associate. Nel Consiglio Direttivo del CSV siedono 4 consiglieri della Federazione più 2 di nomina. Più una terza di nomina da parte del Comitato di Gestione Veneto che ha i “cordoni della borsa” e vigila sulla corretta gestione di tali risorse. Il Co.ge. è formato da membri delle Fondazioni delle Casse di Risparmio del Veneto, membri della Regione Veneto, del Ministero delle Politiche Sociali e membri delle Associazioni di volontariato. La sede è a Verona in Via Cantarane, 24, presso la caserma della Santa Marta, abbiamo sportelli operativi a Villafranca, Bussolengo, Legnago e tra un po’ anche a San Bonifacio. Abbiamo un sito www.csv.verona.it che è una miniera d’oro per le odv che vi trovano di tutto, piani formativi, progetti, formulari, modelli, informazioni, ecc.

Quale budget amministra CSV?

Siamo passati da 1,8 Milioni di Euro del 2008, anno di massima disponibilità di risorse, ai 570.000 Euro del 2014. Risorse con le quali vengono effettuati corsi di formazione, consulenze, ricerche, convegni, bandi di progettazione sociale, promozione del volontariato a tutti i livelli. Va comunque tenuto presente che questo è il solo budget del CSV perché la Federazione del Volontariato poi ha un suo budget per le proprie attività. Agganciando anche altre risorse esterne gestisce progetti quali il Servizio Civile Regionale, il Servizio Civile Nazionale, il progetto STACCO, il progetto RUI, il progetto per la prenotazione a chiamata di AVIS, FIDAS e ASFA, ecc, ecc.  In collaborazione con Enti Pubblici o privati quali ad es. la Regione o i ROTARY.

Quale Futuro per il Volontariato?

Stiamo guardando alla Riforma del Terzo Settore sia con fiducia che con tanta preoccupazione. Da una parte il Terzo Settore necessita di una riforma. Se però guardiamo ai CSV e al ruolo che essi hanno per il volontariato, la nuova legge di stabilità va ad aumentare la tassazione sulle rendite bancarie e quindi le risorse economiche a disposizione del CSV di Verona (e non solo) si inaridiscono. Diciamo però che le competenze accumulate in questi anni e la rete di sostegno che abbiamo messo in piedi, ci permettono di ottenere fonti di sostentamento che provengono al di fuori del Fondo Speciale per il Volontariato, parando un po’, in questo modo, il colpo dei tagli. Da notare che in Veneto i CSV finanziano direttamente i progetti delle Associazioni. In altre regioni d’Italia i CSV si occupano loro direttamente della progettazione.

Associazioni autonome quindi?

In parte. Quelle più “scafate” ed organizzate hanno saputo, in situazione di riduzione di fondi del CSV a disposizione,  attingere ad altre fonti, valorizzando così il percorso di crescita progettuale ed organizzativo intrapreso. Quelle che non hanno saputo fare questo passo stanno facendo fatica. Da notare che, come detto sopra, da qualche anno il CSV finanzia solo progetti di rete costituiti dall’aggregazione di almeno 5 ODV. Deve però essere una rete non strumentale alla sola acquisizione dei fondi ma, deve essere effettivamente utile al territorio. E’ per questo che la rete ed il progetto vengono  misurati nel tempo. Quindi si è passati da una logica competitiva a una logica cooperativa: le associazioni devono funzionare in rete.

I progetti, un fiore all’occhiello di CSV Verona…

Ti dirò che, per il ruolo che ho, ho girato parecchio l’Italia in questi 2 anni. Guardando le realtà dei vari CSV italiani, devo dire, con una punta di orgoglio che non fa mai male, che il CSV di Verona ha più di un fiore all’occhiello. “Merita Fiducia”, “Il Servizio Civile”, il “Banco Aziende Solidale”, la “Giustizia Riparativa”. Dimostrano che CSV Verona non si è limitato negli anni a dare solo consulenza o formazione, ma si è speso per creare progettualità. Questo ha fatto sì di poter attingere a fondi extra il Fondo Speciale per il Volontariato ed ha portato potenziali donatori, alla ricerca di Associazioni a cui donare,  a rivolgersi noi per avere delucidazioni e indicazioni in merito.

Dall’osservatorio privilegiato del CSV,  qual è lo stato di salute del mondo del volontario in Italia e in particolare in Veneto e a Verona?

Parliamo del Veneto… E’ un volontariato che si da da fare e fa, ma nello stesso fa fatica a comunicare quello che fa. O meglio che facciamo, siamo anche noi volontari facenti parte del sistema. Spesso e volentieri siamo autoreferenziali… E un volontariato che si sta interrogando sulle sue basi, sulle sue ispirazioni, sul suo potere di rappresentanza, sulla sua capacità di incidere sulle politiche sociali nazionali e regionali. Abbiamo un obiettivo condiviso con i 6 CSV del Veneto di indire un tavolo di confronto tra le associazioni (una sorta di Stati Generali) per capire dove siamo e dove vogliamo andare. E’ un volontariato che sta dentro il famoso Terzo Settore che, per certi versi,  è in realtà il primo. E’ la terza gamba del tavolo che permette al sistema di stare in piedi. In termini di contenuti economici rappresenta circa il 3% del PIL nazionale. Mica robetta da poco. Il volontariato ha un ruolo “politico”, il che non vuol dire stare dalla parte di un partito, ma operare per il bene della “polis”, cioè della comunità dei cittadini, ma deve imparare a fare bene advocacy.

Ricapitolando: CSV eroga servizi a chi?

Alle 445 ODV di Verona che non sono iscritte ad un Registro del CSV specifico, ma al Registro Regionale. Principalmente e per legge il nostro servizio è rivolto ad esse. In realtà eroghiamo servizi a tutto il Terzo Settore: a noi arrivano APS, Cooperative Sociali, ONG. Ma non solo: anche entità prive di natura giuridica come gruppi di cittadini, comitati di genitori, corali, bande comunali, Proloco, ecc. Una mano si da a tutti, ma è ovvio che le nostre maggiori attenzioni sono dedicate alle ODV. Possono essere ODV sole le Associazioni che hanno uno statuto specifico che operano nei 4 settori identificati dalle Regione Veneto che sono : Sociale, Socio Sanitario, Soccorso e Protezione Civile, Tutela del Verde e Beni Ambientali. Si rivolgono a noi anche tanti Comuni.

E con il Comune di Sona?

Ci siamo presentati a maggio di quest’anno, su invito di Comune e Proloco, alle associazioni del territorio. A seguito di questa presentazione un gruppo di Associazioni si è riunito in rete presentando un progetto comunale. Questa serata di presentazione a Sona, preceduta da una analoga a Bussolengo, ha dato il via ad una serie di iniziative che vedrà lo staff di CSV impegnato, nei prossimi messi, con altre serate in altri comuni della Provincia.

Per chiudere: di getto, dalla pancia, una valutazione su questi anni di esperienza in CSV Verona

E’ una esperienza che mi sta dando molto. In particolare nella sfera delle relazioni personali. Ho conosciuto un sacco di persone valide e di cuore, con le quali ho stabilito un ottimo rapporto di collaborazione e di amicizia. E’ pur vero che io stessa sto dando molto a questo mondo che, a tutti gli effetti, è diventato il mio secondo lavoro. Incastrare famiglia, lavoro e CSV non è sempre facile. Anche perché il mio ruolo non è quello istituzionale di facciata che “mette solo la firma”. E’ un lavoro di rappresentanza che mi vede impegnata costantemente in giro per il paese. Non solo di rappresentanza: nel momento in cui i CSV del Veneto hanno cambiato la struttura dei bilanci ho messo in campo anche le mie competenze professionali. E’ un tipo di volontariato diverso dal servizio diretto specifico alle persone. E’ un volontariato direzionale, gestionale, di decisioni da prendere non sempre facili da prendere.

Alfredo Cottini
Sono nato a Bussolengo l'8 ottobre 1966. Risiedo a Lugagnano sin dalla nascita, ho un figlio. Sono libero professionista nel settore della consulenza informatica. Il volontariato è la mia passione. Faccio parte da 30 anni nell'associazione Servizio Operativo Sanitario, di cui sono stato presidente e vicepresidente. Per diversi anni sono stato consigliere della Pro Loco di Sona. Amo il mio cappello da Alpino per quello che rappresenta. Ritengo che la solidarietà, insita nell’opera del volontario, sia un valore che vale la pena vivere ed agire. Si riceve più di quello che si dà. Considero la cooperazione tra le organizzazioni di volontariato di un territorio uno strumento utile per amplificare il valore dei servizi, erogati da ognuna di esse, al cittadino