Chianluca, il duo musicale villafranchese che rilegge “Caruso” e sogna l’Arena

Ad inzio maggio – più precisamente un mercoledì pomeriggio – e, alla guida della mia Punto, sono diretta verso San Floriano dove il duo musicale “Chianluca” girerà uno dei loro videoclip musicali. Dopo una ventina di minuti, parcheggio e scendo dalla mia vettura. Il sole illumina i giardini e le siepi ben curati delle case creando un contrasto netto con il buio delle nuvole da temporale e i suoi raggi.

“Ciao, benvenuta!” mi accoglie con calore un ragazzo con una camicia bianca e un paio di occhiali da sole: è Gianluca Chiarelli, in arte “Chianluca”. Dopo un breve saluto, mi accompagna in una sala allestita con diversi quadri, poster e mobili vintage che richiamano un’atmosfera anni ’70. Diverse luci blu e rosse sono installate sopra un piccolo palco, sul quale sono posizionate una tastiera, una batteria e diverse casse.

Seduto al secondo strumento, c’è un secondo ragazzo vestito di nero, Fabio Marcolongo, batterista del duo. Terminate le riprese, ci sediamo sugli spalti che circondando il palchetto: i ragazzi sono assolutamente a loro agio, anche se un po’ di emozione si legge nei loro occhi.

Gianluca e Fabio (classe 1990 e 1991), entrambi provenienti da Villafranca, non sono volti nuovi nel Comune di Sona: tra i diversi inviti ed esibizioni al club “Il Giardino 2.0” hanno avuto anche occasione di aprire il concerto della tribute band a Franco Battiato “Battito Battiato” il 30 aprile presso il medesimo locale.

Gianluca, com’è nata la tua passione per la musica?
È stato grazie a mio padre che, fin da piccolo, mi ha fatto ascoltare musica italiana, principalmente Lucio Battisti e i Pooh. Con la tarda adolescenza, suonando con il gruppo della scuola, mi sono appassionato alla musica rock, tra cui i Pink Floyd e i Beatles.

E per te Fabio?
Anche io ho cominciato da piccolissimo: inizialmente avevo iniziato a suonare pianoforte fino all’età di 10 anni. Poi ho avuto un piccolo periodo di stop fino a che non ho ripreso ma con la batteria; ho studiato per un paio di anni per poi immergermi nel mondo musicale, suonando a diversi live.

Gianluca da dove nasce il nome d’arte “Chianluca”?
Nasce ufficialmente nel marzo 2019 perché prima suonavo con il nome “Gianluca Chiarelli” finché non ho sentito l’esigenza di dare un nome “unico” al mio personaggio; ho semplicemente unito nome e cognome (ride, NdA).

Non vi siete mai sentiti giudicati per seguire questo vostro sogno? Avete mai avuto un parente o un amico che vi abbia suggerito di abbandonare questo obiettivo perché “non vi porterebbe da nessuna parte”?
Sì, mi è successo però continuo a fare quello che mi piace anche per una soddisfazione personale, indipendentemente da come andrà a finire.

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E tu Fabio? Sei mai stato criticato o dissuaso da un amico?
Sono sincero: personalmente non mi è mai capitato.

Quali sono per te Gianluca le figure del panorama musicale a cui ti ispiri di più?
Nello scenario musicale internazionale, in primo piano ci sono i Beatles. Per quanto riguarda la musica italiana, cito sempre Lucio Battisti e i Pooh, di quest’ultimi ammiro in particolare il tastierista, Roby Facchinetti. Generalmente, gli artisti degli anni ‘50 e ‘60, come Elvis Presley, hanno avuto una grande influenza su di me perché mi piaceva la loro determinazione nello scrivere e suonare canzoni, ignorando i commenti negativi e i pregiudizi. Durante la stesura di alcune canzoni del disco ascoltavo molto David Bowie, i Genesis e gli Oasis anche se i miei preferiti rimangono gli artisti che ho citato all’inizio.

Tu Fabio a chi ti ispiri nella musica?
Io svolgo un ruolo di accompagnamento quindi, a livello di sonorità, mi rispecchio nei periodi citati da Gianluca anche per essere in linea con il progetto. Come setto minimale mi rifaccio molto ai Twenty One Pilots.

Oggi avete girato il videoclip live del capolavoro di Lucio Dalla, “Caruso”. Gianluca vuoi spiegare agli amici del Baco quali sono le fasi che si susseguono nel montaggio di un videoclip?
Volentieri! Innanzitutto si sceglie una location e poi si pensa se si vuole girare un video live o uno ufficiale. Nel nostro caso, avevamo i nostri strumenti, pianoforte e batteria, però non era considerato live; lo abbiamo provato in più angolazioni cercando di essere più credibili e veri con l’audio che sarebbe quello originale.

Che cosa vuol dire, per voi, portare e cantare una canzone che funge da caposaldo per la musica italiana? Inizi tu Gianluca?
Sicuramente è una bella responsabilità! Oltre a fare musica originale, abbiamo portato anche testi di altri artisti, ultimamente di musica italiana, e cerchiamo di interpretarla in maniera un po’ nostra, cambiando la struttura dei pezzi: ad esempio, nel disco “Vivere all’infinito”, uscito due anni fa, ci sono un paio di cover una delle quali è “Emozioni” di Lucio Battisti che è completamente diversa da quella originale.

Fabio cosa vuoi aggiungere?
C’è un po’ il mito dei pezzi intoccabili a volte esagerato perché, nonostante avessimo interpretato a modo nostro alcuni di questi brani, proprio come “Caruso”, nessuno ci ha mai criticati.

Caruso è effettivamente una canzone iconica e impegnativa, Gianluca perché una scelta così?
“Caruso” l’abbiamo scelta perché, durante una serata in un piano-bar assieme ad un’altra ragazza, ci veniva sempre chiesta nonostante non l’avessi mai messa in scaletta. A quel punto, la improvvisai al momento; poi l’ha sentita anche Fabio e abbiamo provato a rigirarla in chiave nostra aggiungendo la batteria. Ci è piaciuta e abbiamo deciso di registrarla e di metterla nel prossimo disco.

C’è una frase all’interno di questa canzone che senti particolarmente tua Gianluca?
Ci sono molte citazioni che fanno riflettere ma quella che preferisco è “ti volti e vedi la tua vita come la scia di un’elica, ma sì è la vita che finisce ma lui non ci pensò poi tanto anzi, si sentiva già felice e ricominciò il suo canto” perché inconsciamente mi colpisce molto, senza una motivazione precisa.

La tua frase Fabio?
Si vede che la canzone tende a sminuire i problemi, come canta in “dove ogni dramma è un falso, con un po’ di trucco e con la mimica puoi diventare un altro”; probabilmente l’intenzione in questo verso è di non prendersi sempre sul serio.

Se doveste ascoltarla per la prima volta, quale sarebbe l’immagine che assocereste a questa canzone? Fabio inizia tu.
Probabilmente la sabbia perché ci sono delle immagini che fanno riferimento al mare, essendo che la canzone parla direttamente di Sorrento.

La tua immagine da associare al brano Gianluca?
Ti direi il teatro perché Caruso è proprio il nome di un famoso cantante lirico che aveva alloggiato in un hotel sulla costiera amalfitana.

Tornando a parlare del videoclip, qual è il momento più complesso da girare? Per te Gianluca?
Probabilmente quando devo cantare più volte gli acuti nella canzone (ride, NdA) però cerco sempre di interpretarla come se la stessi registrando per la prima volta; non ho mai pensato al fatto che ci fosse già un audio e che venga aggiunto in fase di montaggio del video. Ho sempre cercato di dare il massimo in qualsiasi caso.

Per te è diverso Fabio?
Per me sono le parti non suonate perché non sai mai che cosa devi fare: aspetti che arrivi il tuo momento ma al contempo non ti puoi permettere di rimanere immobile.

Mi avete anticipato che il video uscirà a fine estate o inizio autunno. Gianluca c’è una data precisa?
Ce la stiamo mettendo tutta! Mi piacerebbe riuscisse ad uscire entro la fine del 2026.

Raccontaci Gianluca se avete già in programma dei progetti in futuro? Un album, altri video musicali da registrare?
In programma abbiamo la registrazione di altri video su due o tre inediti nostri che sono stati registrati nello stesso momento di “Caruso”, dunque sarà previsto anche l’uscita di un piccolo album con annessi live di presentazione. Rispetto a quando abbiamo registrato il disco precedente, quest’anno è più un anno di preparazione a quello che verrà. Anche se il progetto Chianluca nasce ufficialmente nel 2019, il nostro primo album è stato pubblicato nel 2020; il secondo album “Chi ha incastrato il clavicembalo” rappresenta uno spin-off dell’ep precedente. Tra il 2023 e il 2024 abbiamo pubblicato i nostri primi brani tra cui “Disco sapiens”, “La zucca nel castello” e “Vivere all’infinito”, appartenenti al nostro album ufficiale “Vivere all’infinito” pubblicato con l’etichetta Wrec Records di Verona. Il nostro prossimo album sarà completamente un’opera mia e di Fabio poiché ai dischi precedenti avevano collaborato altri musicisti.

Fabio cosa vuoi aggiungere in merito al prossimo album visto che sarà un lavoro esclusivo tra te e Gianluca?
Essere un duo è anche un modo per essere più riconoscibili perché sono complicati da vedere, più rari.

Avete un sogno musicale nel cassetto? Il tuo Gianluca qual è?
Sarebbe bello suonare all’Arena perché una delle nostre canzoni all’interno del primo disco si intitola “Al centro dell’opera” e parla proprio dell’anfiteatro veronese, anche se quello che più desidero è continuare a suonare nei locali, grandi o piccoli che siano. Sarebbe altrettanto un sogno incontrare Roby Facchinetti de I Pooh e Calcutta ma, se dovessi puntare ancora più in alto, Oasis e gli Arctic Monkeys.

Il tuo sogno Fabio?
Condivido l’idea della comparsa in Arena: sarebbe davvero un’esperienza incredibile! Rispetto a Gianluca, però, investo molto meno tempo nella musica e di conseguenza non ho un artista preferito. Se dovessi scegliere fra tutti, suonerei con i Muse.

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Alessia Vesentini
Nata nel 2003 a Lugagnano. Diplomata presso l’istituto tecnico agrario “Stefani Bentegodi” a Buttapietra nel 2023, attualmente frequento il corso di Lettere moderne presso l’Università di Verona e collaboro con il giornalino universitario “La Gallina Ubriaca”. Amante del cinema, della musica (specialmente opera), della natura e del buon cibo.