“Certo che gli umani sono strani…”, i pensieri di un cane

Ho visto un anziano (o forse era un giovane), fare la pipì in autostrada, non in Autogrill ma proprio lungo la strada e ho pensato che forse, come me, quando gli scappa gli scappa e gli è scappato di farla proprio lì, incurante delle macchine e dei pericoli. Incurante dei regolamenti.

Ho visto un giovane (ma forse era un anziano) buttare carte dal finestrino dell’automobile e ho pensato che forse non aveva tempo di fermarsi e di cercare un cestino della spazzatura. Ho visto ragazzi (ma forse erano anziani) fumare e poi buttare via quel che resta della sigaretta per strada, sono andato a passeggiare al parco giochi e ho visto cartacce, bottiglie vuote, perfino una scarpa. Se fossero state di un anziano o di un giovane non so.

Vedo umani che pur non lavandosi mai le mani, stringono altre mani, vedo macchine sfrecciare sulle pozzanghere e bagnare i passanti, sento odori di persone che non cambiano la biancheria e i vestiti da giorni e che magari di lavoro fanno i medici, le maestre, i cuochi. Ho visto genitori dire ai bambini che per difendersi devono picchiare altri bambini.

Vedo ogni giorno cose che, da cane inutile quale sono (non sono un cane guida, non mi occupo di soccorso né di salvataggi), mi sembrano strane ma non protesto. Continuo la mia vita da cane con il mio padrone. Il giretto, il gioco, la pallina, le crocchette, le carezze.

Il mio padrone mi porta al cimitero con sé, cogliamo l’occasione della passeggiata per andare a trovare la moglie. Lei non c’è più. Sono rimasto io con lui. Entriamo al cimitero, vedo giovani ed anziani, mi guardano storto a volte. Vorrei chiedere perché ma non ho parola. Ho sguardi. Ho zampe e, per esempio adesso, mi scappa la cacca, e la faccio. La faccio dove sono.

Io lo vedo il mio padrone che usa il water. Io no. Io la faccio ovunque il mio olfatto sia stimolato. Io non so cosa sia il regolamento comunale cimiteriale. Mi scappa e plof. L’ho fatta. Io non ho braccia non posso raccogliere la cacca. D’altro canto, il mio padrone a casa, mi dimostra ogni giorno che va bene così. La sua casa e le sue mani, sono sporche, forse è per questo che non raccoglie mai.

Sono sorpreso che nessuno gli dica mai nulla. Tutti a mormorare, mai nessuno che lo fermi, che lo multi. Io gli voglio bene ma è uno sporcaccione. So che il Sindaco metterà nuovi cestini nei pressi del cimitero ma io credo che uno il cestino ce lo deve avere prima nella testa, nel cervello.

Nella mia esperienza di cane io ho visto che chi è sporco per strada, è sporco ovunque. Ma io sono un cane e sinceramente per me la parola sporco non vuol dire nulla. Mi piace andare con lui al cimitero, a dire il vero mi piace andare ovunque con lui, sporco o pulito che sia. Vi voglio consolare dicendovi che tutte le persone giovani e anziane che ho citato prima, avrebbero bisogno di imparare l’educazione perchè loro hanno braccia hanno gambe e possibilità di tenere pulito il loro mondo.

Soprattutto hanno la parola e non parlano. Per vergogna, per vigliaccheria, perché preferiscono andare dal Sindaco. Certo che gli uomini sono strani. Tutti a parlare contro tutti e nessuno che dica la cosa più semplice. Io, se potessi parlare ad esempio, chiederei al mio padrone: per favore, raccogli la mia cacca così non facciamo arrabbiare nessuno. Guarda, laggiù c’è un cestino. Andiamo. E’ ora di fare i bravi altrimenti al cimitero non ci fanno entrare più.

 

Monia Cimichella
Nata a Fermo (AP) il 21 dicembre del 1968, vissuta a metà tra Lugagnano e il resto del mondo. Appesa da sempre tra l'imparare e l'insegnare, non a caso si occupa di formazione per adulti.