Cerimonie di laurea ai tempi del Coronavirus: la testimonianza di Francesco e Luca di Lugagnano

Ci sono moltissime amicizie che nascono negli ambienti scolastici, che crescono e maturano attraverso varie tappe della vita, scandita dai traguardi dei vari percorsi formativi, dagli obiettivi professionali e dalle soddisfazioni di passioni comuni.

Una di queste è quella di Francesco Gasparato (nella foto in alto a sinistra con la mamma Stefania) e Luca Pietropoli (nella foto in alto a destra), classe 1994 di Lugagnano, amici “fin dai tempi della scuola materna“. Esattamente nello stesso giorno, il 18 marzo scorso, entrambi hanno discusso la propria tesi di laurea nelle modalità previste del tutto eccezionali a causa della crisi del Coronavirus.

La tecnologia, infatti, tanto dà e tanto toglie. A Luca e Francesco ha dato la possibilità di tagliare questo importantissimo traguardo togliendo, tuttavia, il calore degli abbracci di amici e parenti e l’emozione di un momento solenne unico nell’arco della vita: Luca è stato proclamato dottore magistrale in Ingegneria Meccatronica presso l’Università degli Studi di Trento, mentre Francesco dottore in Scienze dei servizi giuridici presso l’Università degli studi di Verona.

Francesco con la sorella

La tesi di Luca, basata su un’esperienza di tirocinio svolta all’interno dell’azienda PAMA SpA Rovereto, verteva sull’organizzazione da un punto di vista dinamico di guide idrostatiche. Francesco, invece, ha scritto una tesi sulla responsabilità sociale delle aziende, portando come casi di studio le imprese di Cucinelli e Olivetti.

C’erano mille cose da fare: a mezzogiorno ci sarebbe stata la discussione a Trento – racconta Luca al Baco –; poi ci saremmo spostati a casa per un rinfresco con amici e parenti. Per il venerdì sera, infine, avevo trovato un posto per cento persone dove organizzare una bella festa. Alla laurea della triennale mi avevano rasato quindi mi aspettavo cento cose“.

“Anche senza l’emergenza Coronavirus, avrei preferito svolgere la discussione di laurea solo con i genitori o i parenti più stretti – asserisce Francesco –, e vivere il momento di festa con gli amici in un momeno separato. Temevo, e continuo a temere, il giorno del papiro“.

Il giorno fatidico Luca non l’ha molto vissuto: ha infatti discusso la tesi da solo davanti al computer, i genitori e la sorella seduti a pochi metri di distanza, niente nonni né fratello maggiore e gli amici in diretta su instagram. “Forse grazie al social hanno assistito più persone che se il tutto si fosse svolto a Trento“.

Luca in un momento successivo alla proclamazione

Inoltre, il fatto di essere a casa ha permesso sia a Luca sia a Francesco di gestire meglio l’emozione e l’ansia del momento. Fortunatamente entrambi non hanno avuto problemi informatici. Non tutte le Università e i relativi dipartimenti hanno gestito il calendario delle proclamazioni con la medesima organizzazione. “Nel mio caso – aggiunge Francesco – c’è stata molta incertezza in termini di tempistiche fino alla pubblicazione del calendario di lauree“.

La discussione per entrambi è durata una quindicina di minuti. “È stato strano – ci confessa Luca -, mi sembrava di non parlare a nessuno. Vedevo solo il power point che stavo scorrendo“. “Il relatore della mia tesi – spiega d’altro canto Francesco -, appassionatissimo della materia, avrebbe parlato dell’argomento ancora per ore, ma dopo la mia esposizione e qualche domanda siamo passati alla proclamazione“.

Dopo la proclamazione, l’immancabile incoronazione con la corona d’alloro (per Luca fatta da un’amica), le foto in giardino con pantaloni da calcio e calzettoni sotto, giacca e cravatta sopra. Le congratulazioni da parte di tutti gli amici sono comunque arrivate a entrambi, ma solo virtualmente. “Però non lo sento, non mi sembra di essermi laureato, la routine non è cambiata – ci dice Luca –. Questo di solito è un giorno formale, un giorno di festeggiamenti per la chiusura di un percorso“.

Tutto sommato per me la proclamazione ‘a distanza’ è stata un’esperienza positiva – afferma Francesco –, soprattutto perché è leggera e gestibile dal punto di vista emotivo“.

Nonostante il dispiacere per non aver potuto chiudere adeguatamente il suo percorso di studi, la soddisfazione per i cinque anni di università, i sacrifici della vita da pendolare vissuta da Luca per portare avanti passioni personali, i ricordi felici e divertenti condivisi con le persone incontrate lungo il percorso, rimangono. Per Luca l’unico rimpianto è non essere riuscito ad usufruire del progetto Erasmus.

Luca ora attende la fine della quarantena per poter mettere l’ultima firma sul contratto con la multinazionale UFI Filters. Nel frattempo, combatte la noia continuando a studiare inglese e leggendo libri fornitigli dal tutor aziendale. Francesco, invece, si può ora concentrare solamente sul lavoro presso l’ufficio acquisti di Boscaini scarpe.

Durante questo periodo di emergenza COVID-19 hanno conseguito la laurea anche Alessandro Briggi, Nicola Busatta, Francesco De Signori, Rachele Pasini, Silvia Simonetti e Matteo Tringali di Lugagnano, Serena Dolci, Leonardo Ridolfi e Silvia Scandolari di Sona, Valentina Bernori di San Giorgio, Francesca Manara, Marianna Piacentini, Davide Serpelloni e Dennis Turrin di Palazzolo. E sicuramente anche qualcun altro che è sfuggito ai nostri radar ma che merita di essere qui comunque ricordato. A tutti loro vanno le più gioiose congratulazioni da parte della redazione del Baco.

(Articolo scritto in collaborazione con Gianmaria Busatta).

Trovate tutte le notizie aggiornate e verificate sulla situazione del coronavirus nel Comune di Sona nella sezione speciale del sito del Baco.

Maddalena Marchi

About Maddalena Marchi

Nata il 15 Giugno 1999 a Verona e residente a Lugagnano. Diplomata al liceo scientifico G. Fracastoro, studia Medicina e Chirurgia per l'Università di Verona. Una piccola sognatrice che vive tra la musica e i vecchi film. Collabora con Il Baco da Seta dal maggio 2017

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