C’era una volta il sellaio di Lugagnano

Vi sono professioni che il progresso tecnologico ha spazzato via. Chi ricorda il mestiere di sellaio? Eppure un tempo era un artigiano molto richiesto, perché i trasporti avvenivano quasi esclusivamente con gli animali da tiro e da soma.

Si doveva ricorrere alla sua opera – una tecnica spesso tramandata gelosamente da padre in figlio – perché era lui che realizzava i finimenti, cioè tutte le parti in cuoio di cui avevano bisogno gli animali per essere aggiogati ai carri o per portare una soma, e che li riparava quando si usuravano.

A Lugagnano attorno agli anni ’30 dello scorso secolo vi era un sellaio, ed era molto bravo. Si chiamava Pietro Ventole (“Piero Selàr”), ed aveva la bottega in via di Mezzo (“Contrà”). Nell’immagine d’epoca lo vediamo intento a usare i suoi particolari strumenti davanti l’entrata del proprio laboratorio.

Era stato anche combattente nella Prima Guerra Mondiale, come appare dalla foto sotto in divisa (dell’archivio di Mario Pachera); un motivo in più per ricordare un artigiano d’altri tempi.