Cento anni dopo anche gli Alpini di Sona sono tornati sull’Ortigara. Portando la terra dei nostri paesi

“Ortigara, cattedrale di Alpini, monumento del sacrificio umano di tanti ragazzi giovani”, queste le parole forti declamate domenica 9 luglio sull’Ortigata, in occasione del centenario della battaglia che da quel luogo ha preso nome.

La battaglia del monte Ortigara fu, infatti, combattuta dal 10 al 29 giugno 1917 tra l’esercito italiano e quello austro-ungarico sull’altopiano dei Sette Comuni. Lo scontro vide impegnata la 6ª Armata italiana del generale Ettore Mambretti, che attaccò in forze il settore austro-ungarico difeso dall’11ª Armata del generale Viktor von Scheuchenstuel. Nonostante il grande impegno, i comandi italiani non seppero gestire al meglio le situazioni e gli imprevisti; i tentativi di avanzata furono diversi e spesso poco concreti e mal gestiti. Al contrario il sacrificio di vite umane fu altissimo, più di duemilaseicento i caduti tra militari e ufficiali, senza contare i più di cinquemilaseicento dispersi tra le fila dell’esercito italiano, e dopo quasi venti giorni di battaglia la 6ª Armata ordinò il ripiegamento sulle posizioni di partenza, dichiarando di fatto il completo fallimento dell’offensiva.

Tra quei giovani che cent’anni fa partirono all’assalto c’erano anche tanti Alpini del nostro Comune e per ricordarli, per onorarli, i Gruppi Alpini di Sona, San Giorgio, Palazzolo e Lugagnano erano orgogliosamente presenti domenica con i loro gagliardetti, tra i vessilli di tanti altri gruppi alpini, assieme alle istituzioni militari e civili. Di tutti i nostri caduti sull’Ortigara il Baco ha ricostruito la storia, e di alcuni l’abbiamo anche raccontata.

Per il Comune di Sona domenica era presente sull’Ortigara l’Assessore Gianfranco Dalla Valentina, che degli Alpini ha il grado di Maggiore. Alla toccante cerimonia sono intervenute anche delegazioni austriache e slovene, che combatterono tra queste vette adempiendo al loro dovere.

I nostri Alpini sono partiti all’alba per salire puntuali ai 2105 metri della Colonna Mozza dell’Ortigara. Dopo una bella camminata hanno raggiunto la sommità della montagna, portando un pugno di terra dei nostri quattro paesi, così come tutti quelli che hanno avuto dei caduti su questo monte.

Un gesto semplice ma significativo, per suggellare il legame tra quel glorioso sangue e la terra di origine e per portare una zolla della terra di casa a quelle 250 vittime veronesi dei battaglioni alpini Verona e Montebaldo, che non poterono più tornare a casa. Da Sona furono in 104 i nostri giovanissimi concittadini partiti per la Prima Guerra Mondiale che non fecero ritorno alle loro famiglie.

Una cerimonia intensa, davanti ad una moltitudine di Penne Nere, per celebrare i caduti di entrambi gli schieramenti. Un monito a chi non ha la memoria di ricordare l’inutilità di questa e di tutte le guerre.

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Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto. Nel tempo libero suona (male) la batteria.