C’è vita nel PD di Sona?

A Sona ci troviamo in mezzo ad un guado politico. La legislatura ha ancora un anno e qualche mese di vita (voteremo nella primavera del 2013) ma cominciano già ad avvertirsi i primi sintomi di pre-campagna elettorale, con i vari movimenti politici locali che iniziano a guardarsi attorno in previsione delle prossime amministrative che ci daranno un nuovo Sindaco ed un nuovo Consiglio Comunale.

Il guado che stiamo attraversando ci porterà alla nuova sponda, ed allora sarà agevole identificare le forze politiche che si presenteranno alle prossime elezioni, ma per adesso impedisce di fare analisi definitive. E’ un guado, ed è pertanto possibile ragionare solo in prospettiva.

Qualche settimana fa avevamo parlato della situazione del PDL, oggi proveremo a ragionare attorno allo stato di salute del Partito Democratico di Sona. Salute che non sembra delle migliori. Il PD è guidato dall’ottobre del 2011 da Mirko Ambrosi, proveniente da Palazzolo anche se recentemente è andato a vivere fuori dal Comune di Sona. Ambrosi succede a Giorgio Tacconi di San Giorgio.

Il Partito a Sona soffre da sempre di grossi problemi di visibilità e nuota in acque basse, schiacciato nelle nostre frazioni da quelle portaerei politiche locali – in termini di voti – che sono il PDL e soprattutto la Lega Nord. Nelle scorse amministrative del 2008 il PD non si era presentato al verdetto elettorale, preferendo un appoggio esterno alla Lista Civica L’Incontro, alla quale avevano aderito – e ora siedono in Consiglio in minoranza – Marco Aldrighetti e Giovanni Forlin e Mirko Ambrosi stesso.

Ora che l’esperienza della Lista Civica sembra finita è certo che alle amministrative del 2013 il PD di Sona si presenterà con il proprio simbolo, con una propria lista e con un proprio candidato Sindaco. E correrà quasi sicuramente da solo. Sul possibile candidato Sindaco è ancora notte fonda: Ambrosi non si è detto disponibile, Forlin non appare interessato e altri nomi per adesso non si fanno. Una scelta, quella di partecipare con i propri colori e i propri simboli, doverosa ed apprezzabile, ma con quali possibilità? Poche, anzi pochissime se la situazione politica locale non dovesse subire una mutazione così radicale da apparire oggi impensabile.

L’elettorato di Sona è per tradizione conservatore, e le liste “di sinistra” non hanno mai avuto risultati significativi. Per trovare una sinistra che governa Sona bisogna tornare a qualche amministrazione degli anni 70-80, ma si parla di sinistra DC, quindi comunque anni luce distante da quello che può essere il PD oggi.

Al di la’ di questo motivo quasi antropologico, è evidente che il PD a Sona non riesce a canalizzare consensi e a muovere persone. Restituisce l’immagine di un circolo chiuso, frequentato solo dai soliti (volonterosi) noti. E questo in parte proprio per un atteggiamento che talvolta appare troppo elitario, ingessato e privo di una vera volontà di dialogo con le altre forze presenti sul territorio, privo di una vera volontà di aprirsi anche a chi magari non può vantare un immacolato pedigree di militanza politica. Ed in parte perché il partito paga, come scrivevamo sopra, quel “peccato originale” di essere – appunto – di sinistra. Un marchio di fabbrica che certamente a Sona non vende bene.

Come uscire da questo circolo vizioso? Non si danno consigli non richiesti, ma quello che appare a chi – come noi – osserva da fuori è un’incapacità strutturale, ideologica, culturale di cambiare pelle, di scrollarsi di dosso la vecchia struttura da partito burocratizzato degli anni ’50 e provare ad evolversi secondo modelli organizzativi più leggeri e con linguaggi meno notarili. Per dirla con un esempio, sicuramente per coinvolgere le persone non basta più il classico volantino ciclostilato e verboso appeso in giro per le frazioni. Eppure sono sempre e solo quelle le strade che si percorrono.

Quali prospettive quindi per il PD locale, per quanto si vede oggi? Probabilmente l’unico orizzonte praticabile è quello di ottenere nel 2013 un risultato elettorale decente e portare qualche rappresentante in Consiglio per proporre un’opposizione tosta. Chiedere di più oggi dalle urne a Sona appare irrealistico.

.

Articolo precedenteBit e Byte timidi in Comune a Sona
Articolo successivoIl Vicesindaco Di Stefano: “Mi dimetto”
Mario Salvetti
Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto. Nel tempo libero suona (male) la batteria.