La mattina del 25 aprile, a Cavalcaselle, non sarà una data sul calendario. Sarà una piazza che si riempie, un passo dopo l’altro, con il suono asciutto delle scarpe sul selciato e quella solennità semplice che appartiene alle ricorrenze vere, quelle che non chiedono applausi ma presenza.
Il Comune di Castelnuovo del Garda ha scelto la frazione per la celebrazione della Festa della Liberazione, costruendo un programma che tiene insieme rito civile e raccoglimento religioso, memoria pubblica e comunità. La cerimonia si aprirà alle ore 9.30 con il ritrovo in Piazza dei Fanti. Mezz’ora dopo, alle ore 10, la partenza del corteo: un momento che, più di tanti discorsi, racconta cosa significa “fare memoria” in un paese. Non un gesto individuale, ma una scelta collettiva, visibile, che attraversa le strade e si ferma nei punti simbolici.
Alle ore 10.15 è previsto l’alzabandiera, il gesto che riporta lo sguardo su ciò che la Liberazione ha consegnato: non un ricordo astratto, ma l’idea concreta di uno Stato democratico, di diritti riconosciuti, di una convivenza che non si piega alla paura. Alle ore 10.30 la celebrazione della Messa, altra tappa di una mattina pensata per unire – senza confondere – i piani della commemorazione.
Il momento centrale arriverà alle ore 11.20, con la deposizione della corona al monumento ai Caduti. È lì che le parole pesano di più, perché non si parla in generale: si parla davanti a un nome, a una pietra, a un luogo che ricorda chi non è tornato e chi ha pagato il prezzo più alto. A seguire, i discorsi istituzionali e i passaggi commemorativi chiuderanno la cerimonia, nel segno di una memoria che non si esaurisce nel protocollo.
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