Cava Colombara Girelli a Bussolengo, dalla riunione del comitato emergono grandi preoccupazioni per viabilità e ambiente

I limiti di intervento per la realizzazione della Cava (dalla Relazione Tecnica)

Un folto gruppo di cittadini di Bussolengo, di Palazzolo e dei paesi limitrofi ha partecipato alla riunione del comitato cava Colombara Girelli tenutasi la sera del 27 marzo presso l’agriturismo Nello Girelli di Bussolengo.

Nella serata si è fatto il punto sulla situazione della Cava e si sono ricordati i passaggi principali della vicenda del progetto di riempimento della cava che tanto preoccupa il comitato. La ditta Prospero Srl ha presentato un nuovo progetto di messa in sicurezza e ripristino ambientale della cava di sabbia e ghiaia.

L’istanza con cui la ditta, proprietaria dei terreni, ha chiesto l’attivazione della procedura per il rilascio del provvedimento autorizzativo unico regionale è pervenuta in Regione ancora il 20 dicembre scorso. La notizia aveva suscitato un certo stupore, dato che il progetto precedentemente presentato era decaduto, poiché la ditta non aveva inviato le integrazioni richieste dalla Regione entro i termini stabiliti. Adesso, l’iter è ripartito da capo.

Il progetto presentato dalla Prospero srl prevede la messa in sicurezza e il ripristino morfologico a piano campagna del sito attraverso il riporto, in un arco temporale di cinque anni, di circa 780.000 metri cubi di materiale, per lo più terre da scavo provenienti dai lavori Tav e dal quadruplicamento della linea Verona-Brennero. Il conferimento di questo materiale comporterà ovviamente movimento di mezzi pesanti.

Ma qual è la situazione amministrativa del sito? Lo scorso novembre, l’amministrazione comunale di Bussolengo ha chiesto agli uffici regionali informazioni proprio rispetto a questo. Ne è emerso che l’autorizzazione alla coltivazione della cava di sabbia e ghiaia, che era stata rilasciata dalla Regione nel 1980, è decaduta nel maggio 2020. Il giusto inquadramento del sito, attualmente, è quindi quello di “cava in atto con provvedimento di autorizzazione alla coltivazione decaduto”.

Nella lettera di risposta al Comune, la Regione specificava anche che per il sito in questione non si può parlare di “cava estinta”, in quanto l’estinzione di un’attività estrattiva prevede che venga dichiarata, attraverso specifico provvedimento, la presa d’atto dell’avvenuta conclusione delle attività di estrazione e sistemazione ambientale della cava; questo per la cava “Colombara” non è ancora avvenuto.

Ma torniamo alla serata organizzata dal comitato il 27 marzo. Ha preso la parola il rappresentante del comitato ing. Massimo Sironi il quale, come si può verificare dal sito della regione Veneto, ha confermato che la pratica, in questo momento, risulta ancora in “verifica amministrativa”. Date le tempistiche della pubblica amministrazione è molto probabile che nei prossimi giorni si apriranno i termini entro i quali sarà possibile presentare osservazioni, commentare le criticità e proporre soluzioni da parte degli interessati.

Sono state riassunti i punti su cui il comitato intende opporsi all’ipotesi di riempire la cava con materiale di risulta derivante dalle operazioni di scavo, e principalmente i motivi riguardano la viabilità, la salvaguardia dei beni artistici e la tutela ambientale.

Le strade interessate al passaggio del trasporto pesante – si parla di 120 camion giornalieri – non sono assolutamente idonee in quanto strette, tortuose e frequentemente utilizzate da ciclisti e passeggiatori senza dimenticare i rischi derivanti dal conseguente aggravamento del traffico su via Castagne e via Santa Giustina a Palazzolo e sul centro abitato di località Girelli a Bussolengo.

La millenaria Pieve di Santa Giustina, gioiello artistico dell’architettura sacra, si trova inoltre a pochi metri dalla strada interessata e tutto intorno vi è un paesaggio da salvaguardare comprendente le colline moreniche del Garda. Senza dimenticare che in caso di riempimento della cava verrebbero poi sacrificati 50.000 mq di verde di cui non è prevista la ricostituzione oltre al concreto rischio di minacciare la falda acquifera che alimenta Bussolengo e che è già stata considerata estremamente vulnerabile da uno studio di qualche anno fa.

È stata perciò sottolineata l’importanza di presentare le proprie preoccupazioni alle autorità competenti sia come privati cittadini che in veste di associazioni del territorio o di comitati per poter evidenziare i notevoli rischi e problematiche che si dovranno affrontare in caso di autorizzazione alla realizzazione del progetto.

Visto che i tempi si stanno restringendo, il comitato è disponibile ad ogni chiarimento e delucidazione sullo stato dell’arte e si impegna a dare il proprio supporto in caso ci fosse la necessità di inoltrare le osservazioni alla regione Veneto. Allo scopo è stata creata la casella di posta elettronica cava.colombara.girelli@gmail.com a cui ci si può indirizzare per qualsiasi richiesta di informazioni.

Massimo Giacomelli
Nato nel 1967, vivo da sempre a Palazzolo con moglie e 2 figli ormai proiettati nel mondo dei grandi. Sono appassionato di storia, di tutti gli sport, (qualcuno provo a praticarlo a livello amatoriale) e con parecchio trasporto ed un po' di nostalgia ascolto sempre volentieri la musica degli anni Ottanta. Dopo gli studi all’istituto tecnico commerciale ho scelto la strada imprenditoriale ed ora sono impegnato nel settore immobiliare; negli anni scorsi la mia collaborazione col Baco da Seta era piuttosto saltuaria; a partire dal 2019 però sta diventando sempre più intrigante.