sabato 28 Novembre 2020
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Il 20 gennaio 1877 il Sindaco di Verona scrisse al Sindaco di Sona invitandolo a partecipare al progetto in quanto "anche nel territorio di Sona sono sepolti parecchi dei morti delle battaglie di Custoza".
A morire furono ventitre alpini, sedici fanti, undici artiglieri. Caddero anche sei marinai, sei carabinieri, due lancieri, un aviatore, un paracadutista ed alcuni militari della sussistenza.
Il culto di san Quirico a Sona può essere fatto risalire alle vicende dell'Esarcato ravennate qui accadute nel VI secolo.
Per il Baco da alcuni anni è divenuta consuetudine commemorare la Battaglia di Sona, evento bellico che si tenne proprio come oggi nel 1848 nell’ambito della Prima Guerra d’Indipendenza
Il piccolo monumento ricorda i nomi di quattro ufficiali austriaci e di un ignoto soldato italiano, con la data 24 giugno 1866, giorno della sfortunata battaglia di Custoza e del combattimento della vicina corte Pernisa.
Al loro seguito i Vescovi avevano un segretario, che redigeva una relazione dettagliata di tutto ciò che aveva visto.
Per il Comune di Sona il decentramento fu molto importante perché consentì di ottenere che la frazione di Lugagnano, divisa fra quattro Comuni, si unificasse in quello di Sona.
Nel Comune di Sona il risultato a favore della Repubblica fu superiore a quello della Provincia e di tutto il Paese.
Nella Prima Guerra Mondiale l'autorità vietò anche di tenere colombi, salvo quelli domestici, che dovevano essere segnalati ai carabinieri che erano tenuti a controllare “che i volatili avessero le penne delle ali e della coda tagliate in modo da renderli inadatti al volo”.
Fino agli Anni Sessanta Mancalacqua era ancora un centro ben distinto da Lugagano: un grumo di case con il contorno di qualche corte, che iniziava là dove la strada per Sona si divide, piegando un ramo verso la Bellona. Per...