Il 20 gennaio 1877 il Sindaco di Verona scrisse al Sindaco di Sona invitandolo a partecipare al progetto in quanto "anche nel territorio di Sona sono sepolti parecchi dei morti delle battaglie di Custoza".
A morire furono ventitre alpini, sedici fanti, undici artiglieri. Caddero anche sei marinai, sei carabinieri, due lancieri, un aviatore, un paracadutista ed alcuni militari della sussistenza.
Il culto di san Quirico a Sona può essere fatto risalire alle vicende dell'Esarcato ravennate qui accadute nel VI secolo.
Il piccolo monumento ricorda i nomi di quattro ufficiali austriaci e di un ignoto soldato italiano, con la data 24 giugno 1866, giorno della sfortunata battaglia di Custoza e del combattimento della vicina corte Pernisa.
Per il Baco da alcuni anni è divenuta consuetudine commemorare la Battaglia di Sona, evento bellico che si tenne proprio come oggi nel 1848 nell’ambito della Prima Guerra d’Indipendenza
Al loro seguito i Vescovi avevano un segretario, che redigeva una relazione dettagliata di tutto ciò che aveva visto.
Per il Comune di Sona il decentramento fu molto importante perché consentì di ottenere che la frazione di Lugagnano, divisa fra quattro Comuni, si unificasse in quello di Sona.
Nel Comune di Sona il risultato a favore della Repubblica fu superiore a quello della provincia e di tutto il Paese.
Nella Prima Guerra Mondiale l'autorità vietò anche di tenere colombi, salvo quelli domestici, che dovevano essere segnalati ai carabinieri che erano tenuti a controllare “che i volatili avessero le penne delle ali e della coda tagliate in modo da renderli inadatti al volo”.
E sono datati 19 zugno 1466 gli atti del processo in cui il Conte Francesco de Bevilacquis sostiene le proprie ragioni circa il Vicariato della Campanea e la Presa de la Mancalacqua.