domenica 25 Luglio 2021
Alcune sono rovinate ed è difficile riconoscerne l’epoca; altre sono in discreto stato di conservazione e raffigurano imperatori romani come Diocleziano e Costantinoq
Nell’archivio del Comune di Sona trovata una corrispondenza del nobile Ugo Cavazzocca dei Mazzanti che certifica l'esistenza del manufatto a San Giorgio in Salici già nel 1877
È il 24 febbraio 1880 quando Giovanni Battista De Lorenzi, uno degli organari più importanti, firma il “Progetto definitivo di riforma radicale dell’Organo vecchio della Chiesa Parocchiale di Sona"
I più di mille manifesti che i ricercatori storici del Baco stanno estraendo dall’archivio comunale di Sona per il periodo 1845-1866, rappresentarono sicuramente l’internet del Regno Lombardo Veneto.
Il terzo volume storico del Baco si intitola: “Lugagnano, Palazzolo, S. Giorgio, Sona: Il Ventennio Fascista ed il ritorno alla Democrazia (1926-1951)”
Com’è possibile che una vicenda che è durata sostanzialmente solo 125 anni abbia segnato in maniera così profonda la storia di una città millenaria come Verona?
A San Giorgio in Salici c’è un ponte sulla linea ferroviaria titolato a Santa Caterina e non si conosceva quale fosse l’origine di quella nominazione.
La ricostruzione del complesso e partecipato percorso che ha portato all'unificazione del paese di Lugagnano, primo caso nel Veneto.
Un cacciabombardiere inglese avvistò una corriere di soldati tedeschi e scese a mitragliare su Sona.
Tutto iniziò il 25 marzo 1947 quando il Sindaco Ledro segnalò alla Camera di Commercio di Verona di aver rilasciato il nulla osta per la concessione di una licenza di macinazione.