I messaggi vocali, Orazio e una guida semiseria di sopravvivenza. Perchè deve esserci misura in tutte le cose

Oggi per molte persone il rapporto con gli audio su WhatsApp (citiamo questa app dato che tra quelle di messaggistica è utilizzata da circa il 95,1% degli utenti) è di amore e odio: un audio vocale è comodissimo per chi lo invia (che nel frattempo può camminare, cucinare o far altro), ma non è detto che sia adatto o agevole per chi lo riceve.

Le critiche tanto al chilo a Sona, l’incapacità di riconoscere le competenze degli altri e la lezione di Ottone

Il diritto di commentare e criticare è sacro, ed è anche assai utile perché permette a chi opera di porsi delle domande in merito alla qualità del proprio lavoro e, inoltre, crea un dibattito pubblico che può essere fermento per una comunità più partecipi. Ma vi sono dei limiti dati dal buon senso e dall’oggettività della realtà delle cose umane.

La solitudine di un Sindaco

Quando rimani ultimo baluardo sul territorio, e questo sono i Comuni, hai poche scelte. Tieni la posizione, comunque e nonostante tutto. Un’altra strada non è concessa. Lavori ogni giorno, fai il tuo meglio, tenti di mettere toppe e di legare corde per tenere assieme ciò che invece sembra andare irrimediabilmente a rotoli.

Consulte di frazione a Sona: perché siamo ancora all’anno zero? Abbiamo bisogno di favorire la partecipazione

Ecco che uno strumento fortemente orientato e centrato sul territorio come la Consulte di Frazione, una per paese, diverrebbero strumento importante e prezioso per raccogliere e convogliare le istanze e gli umori delle quattro comunità. Una vera e propria cinghia di trasmissione per monitorare costantemente e far arrivare sul colle di Sona la situazione reale di un territorio così complesso e strutturato come il nostro.

V per Veronica: Un lutto rende consapevoli di ciò che si ha e che non deve essere sprecato. Una riflessione dopo la tragedia di San Giorgio in Salici

Sebbene sia la tragedia più dura che un uomo possa vivere, un lutto fortifica, rende consapevoli di ciò che si ha e ciò che non deve essere sprecato per niente al mondo. Si smette di interrogarsi, si smette di combattere la morte a tutti i costi, e si vive con una marcia in più, anche con l’aiuto di chi non c’è più, ma che ha comunque lasciato un segno, quasi a ricordare a tutti noi, da morto, come si deve vivere.