Un’argentea luna calante illumina il cielo puntinato di stelle a Castelnuovo del Garda. Eretta sulla cima di una collina, la Torre Viscontea si presta come cornice della serata dove musica e cinema si fondono, divenendo un’unica cosa.
Si tratta dell’ultimo concerto, andato in scena venerdì 4 settembre, della rassegna musicale “Quando la musica diventa cinema – colonne sonore del ‘900″, organizzata dalla scuola di musica Gardart Music Academy in collaborazione con il Comune di Castelnuovo del Garda. Decine di seggiole sono disposte davanti a un palchetto arredato da uno splendido pianoforte a coda nero affiancato su ambedue i lati da un violoncello e un violino mentre una serie di leggii musicali forma un piccolo semicerchio.
Non appena scoccano le 21, il rintocco delle campane riecheggia in tutto il paese; nel frattempo i componenti del coro Arilica prendono posto sul palco, raggiunti pochi istanti dopo da Gianluigi La Torre, al pianoforte e alla direzione musicale, Michelle Cortes, al violino e Valeria Bonanno al violoncello.
Le prime note non si fanno attendere e il concerto introduce la famosa “Skyfall” della cantante britannica Adele e colonna sonora dell’omonimo film della saga di James Bond. A seguire,”Don’t cry for me Argentina” di Andrew Lloyd Webber introduce la voce del soprano lirico, Polina Tolokonnikova, che incanta il pubblico di Castelnuovo.
E tra l’immortale “The battle – We are free” di Hans Zimmer tratta da Il Gladiatore e “Conquest of paradise” di Vangelis, si viene teletrasportati nella New York del 1933 con “Deborah’s Theme”, scritta da Ennio Morricone per C’era una volta in America per poi passare al Sud America del Settecento con “Gabriel’s Oboe”, tema principale di The Mission.
“Qualunque cosa farai, amala, come amavi la cabina del Paradiso quando eri picciriddu» viene introdotta così “Cinema Paradiso” la terzultima traccia del compositore romano; le corde del violino e del violoncello che vibrano, le dita che scorrono veloci sui tasti bianchi e neri e le voci del coro e di Tolokonnikova incantano il pubblico con “C’era una volta il West” che li premia con una standing ovation.
La rassegna continua ma l’atmosfera cambia: non siamo più nel lontano west o in un paesino sperduto della Sicilia; all’improvviso ci ritroviamo nell’Antico Egitto dove un popolo può finalmente riscattare la propria libertà, desiderata da tanto tempo.
Con “Vedrai miracoli” tratta dal capolavoro DreamWorks, Il Principe d’Egitto, la kermesse ci conduce all’interno del mondo dei film d’animazione che più ci hanno fatto emozionare, proseguendo con “La Bella e la Bestia” di Alan Menken e “Il mondo è mio” di Manuel Meli.
Il gran finale arriva con “The Ecstasy of Gold” celebre colonna sonora estratta da Il buono, il brutto e il cattivo, ultimo capitolo della Trilogia del dollaro e da “Moon river”, brano iconico cantato da Audrey Hepburn nella pellicola Colazione da Tiffany.
A sorpresa, viene eseguita anche “America” di West Side Story, scritta da Leonard Bernstein, esibizione che vale loro una seconda standing ovation.
Al termine dello spettacolo, volgo il mio sguardo in direzione delle persone dietro di me e noto come ognuna di loro abbia la stessa luce negli occhi; c’è chi sorride al pensiero di un ricordo riaffiorato dopo tanto tempo, chi elogia la bravura dei cantanti e dei musicisti e chi scambia un paio di parole con il vicino, probabilmente appena conosciuto, confrontandosi sulle rispettive vite.
Perché, in fondo, è proprio questo il bello: come ha voluto citare Eric Rohmer, “Il cinema è più vicino alla musica che alla pittura, perché è fatto non di immagini ma di inquadrature, dove dentro scorre il tempo come nella musica.”
L’EDITORIALE DEL BACOBrian May dice basta ai tour. Ma la magia dei Queen non va in pensione© 2026 Riproduzione riservata
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