Cassazione: stop alla vendita della ‘cannabis light’. Promossa dall’alto la mozione a Sona di Lega e Progetto Comune

Sono trascorse poco più di tre settimane da quando il Ministro degli interni Matteo Salvini ha asserito la sua posizione di contrasto alla vendita e commercializzazione della cannabis light. E poco più di un mese da quando durante un Consiglio comunale a Sona i gruppi Lega e Progetto Comune presentarono una mozione in cui si chiedeva al Sindaco e alla Giunta comunale di farsi carico della problematica che la cannabis causa alla salute, attivando tutte le possibili azioni per limitare la diffusione dei distributori/negozi.

La mozione fu poi bocciata dalla maggioranza del Sindaco Mazzi grazie ai numeri del gruppo PerSona al Centro (Valore Famiglia ha, invece, votato a favore) e al voto contrario del Consigliere Moletta, terzo pilastro della minoranza. I motivi della bocciatura sono soprattutto legati alla competenza dell’Amministrazione comunale.

Politica nazionale e locale a parte, ieri si è espressa la Corte di Cassazione, secondo cui la legge non consente la vendita o la cessione a qualunque titolo dei prodotti “derivati dalla coltivazione della cannabis”, come l’olio, le foglie, le inflorescenze e la resina.

La commercializzazione di ‘cannabis sativa L’. e, in particolare, di foglie, inflorescenze, olio, resina, ottenuti dalla coltivazione della predetta varietà di canapaafferma la Cassazione nella sua massimanon rientra nell’ambito di applicazione della legge n.242 del 2016 che qualifica come lecita unicamente l’attività di coltivazione di canapadelle varietà per uso a fini medici, “pertanto integrano reato le condotte di vendita e, in genere, la commercializzazione al pubblico, a qualsiasi titolo, dei prodotti derivati dalla coltivazione della ‘cannabis sativa L.’, salvo che tali prodotti siano in concreto privi di efficacia drogante“.

Saranno dunque i giudici di merito, di volta in volta, a valutare quale sia la soglia di “efficacia drogante” che rientra nei “parametri” del consentito.

Non si è trattato, pertanto, solo di comunicazione politica, ma di un caso giuridico, nato da un contrasto interpretativo sulla liceità della commercializzazione al dettaglio della cannabis light proveniente dalle coltivazioni di canapa previste dalla legge del 2016, dato che la normativa di tre anni fa non disciplinava la vendita.

Nonostante la recente affermazione della Corte di Cassazione riguardi l’intero territorio nazionale, si tratta di un fatto che ha una certa rilevanza anche per il Comune di Sona, in quanto riguarderà qualche realtà commerciale già presente sul territorio.

Secondo una lettura politica del fenomeno a posteriori, la mozione è stata alla fine promossa, confermando quell’orientamento che le minoranze Lega e Progetto Comune avevano espresso con la suddetta mozione di fine aprile, perfettamente sulla stessa linea politica del ministro Salvini.

Le conseguenze dal punto di vista amministrativo saranno concrete e pragmatiche, mentre sul piano politico sono inevitabili delle riflessioni sul ruolo del Comune come ente: è giusto limitarsi al solo compito di “far rispettare le leggi” (come il sindaco Mazzi ha affermato), o si può anche propugnare un messaggio politico in linea con la propria ideologia, più o meno radicato su fonti normative?

Gianmaria Busatta

About Gianmaria Busatta

Nato nel 1994 e residente a Lugagnano, ha conseguito la maturità presso il liceo classico Don Mazza (VR), è laureato in Economia e commercio ed in Banca e Finanza presso l'Università degli studi di Verona, lavora presso la società di revisione Deloitte & Touche. Grande interesse per eventi culturali e politici, ha come passione più forte il cinema. Ha frequentato il corso Tandem "Cinema e letteratura" presso l'Università di Verona e diversi seminari sulla cinematografia presso la Biblioteca Civica di Verona.

Related posts