Caselle, razzia al cimitero: vasi strappati e trenta tombe colpite nella notte

Outdoor display of ceramic vases and pots on square pedestals scattered across a grassy yard; assorted shapes and colors with metal pieces in the background.

I fiori sono rimasti distesi sul marmo, ancora infilati nei vasi che qualcuno ha divelto e abbandonato. Altrove restano soltanto i fori, i supporti spezzati, il segno netto di una mano passata tra le tombe per cercare metallo da portare via. È questa la scena trovata nella mattinata del primo agosto al cimitero di Caselle di Sommacampagna, colpito durante la notte da una razzia che ha interessato almeno una trentina di sepolture.

Nel mirino sono finiti soprattutto vasi, contenitori portafiori e componenti in rame o altri metalli di valore, smontati direttamente dalle lapidi. Un furto materiale, ma compiuto in un luogo nel quale ogni oggetto custodisce un nome, una fotografia, un legame familiare. Ed è proprio questo a rendere quanto accaduto ancora più pesante.

A confermare al Baco l’episodio è il sindaco di Sommacampagna Fabrizio Bertolaso, che non nasconde amarezza e indignazione: “È un gesto ignobile, perché significa andare a toccare i familiari deceduti. È veramente uno dei gesti peggiori che si possano compiere”.

Secondo una prima ricostruzione, chi è entrato nel camposanto si sarebbe mosso tra le tombe scegliendo le parti metalliche, separandole dal marmo e portandole via. In diversi casi i mazzi di fiori sono stati estratti o lasciati rovesciati sulle lastre. Il bilancio non è ancora definitivo, ma le sepolture interessate sarebbero almeno trenta.

Nella mattinata è intervenuta la polizia locale, che ha effettuato i rilievi e cercato di ricostruire il tragitto seguito dagli autori del furto. Gli accertamenti si concentrano ora sulle immagini registrate dalle telecamere presenti nella zona e lungo le possibili vie di accesso e di fuga.

“Siamo riusciti a capire quale percorso abbiano fatto – spiega Bertolaso -. Adesso stiamo cercando di verificare attraverso le telecamere con quali mezzi siano arrivati e da dove siano passati, nella speranza di identificare almeno il veicolo e i responsabili”.

Il sindaco mantiene però prudenza sull’esito delle indagini. Le immagini possono fornire un’indicazione importante, ma non sempre bastano, da sole, a trasformare un sospetto in una responsabilità provata. “Le telecamere in molti casi ci danno un grande supporto per identificare chi si muove sul territorio – osserva -. Molto spesso, però, individuare un percorso o un possibile responsabile non significa automaticamente avere tutti gli elementi necessari per dimostrarne la responsabilità”.

Non è la prima volta che un cimitero del territorio comunale viene preso di mira. Un episodio simile, ricorda il sindaco, era già avvenuto alcuni anni fa nel cimitero di Sommacampagna. Anche allora erano stati sottratti oggetti metallici dalle tombe, seguendo una logica tanto semplice quanto brutale: entrare in un luogo appartato, scegliere ciò che può essere rivenduto e lasciare dietro di sé lapidi spogliate e famiglie ferite.

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Nota a margine della vicedirettrice

“Purtroppo è una situazione che ci è già capitato di subire – aggiunge Bertolaso -. Qualche anno fa era successa una cosa simile al cimitero di Sommacampagna. Le telecamere possono essere utili anche per prevenire episodi successivi, oltre che per cercare di ricostruire quanto è accaduto”.

Resta ora da definire con precisione il numero delle tombe danneggiate, il valore del materiale sottratto e l’entità degli interventi necessari per ripristinare quanto è stato strappato o rotto. Ma il danno più difficile da misurare non entra in un verbale: è quello provocato a chi, entrando al cimitero per portare un fiore, ha trovato violato anche l’ultimo luogo degli affetti.

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Mario Salvetti
Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto. Nel tempo libero suona (male) la batteria.