Casa di riposo di Lugagnano, dopo i morti e i positivi delle scorse settimane migliora la situazione

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Migliora la situazione nella casa di riposo di Lugagnano: gli ultimi ospiti risultati positivi si stanno negativizzando e sono iniziate le vaccinazioni anti-Covid.

La notizia dell’entrata del coronavirus nella struttura di via Manzoni, che durante la prima ondata era stata fra le poche del veronese a rimanere immuni, ha travolto la comunità a dicembre. I primi operatori positivi erano stati registrati il 15 dicembre, mentre i primi ospiti positivi erano stati registrati nove giorni dopo.

Purtroppo, nelle settimane successive il numero dei contagi è progressivamente salito, con il primo decesso fra gli anziani avvenuto l’ultimo giorno dell’anno. E nel mese di gennaio sono poi morti altri otto ospiti.

Una situazione drammatica, che il personale della casa di riposo ha gestito fin da subito con attenzione e competenza.

Nel periodo più duro dell’emergenza, il sindaco di Sona Gianluigi Mazzi ha scritto una lettera alla struttura, per far sentire la sua vicinanza: “In questi mesi – ha scritto – ho sperato e ho cercato di convincermi che la fortuna che ci aveva accompagnati fino ad ora ci avrebbe permesso di evitare il dolore del Covid all’interno del Centro Papa Giovanni Paolo II. Ma è arrivato, con tutta l’ondata di sconforto e sgomento che questo ha creato in tutti noi”.

E ha aggiunto: “Ho pensato subito agli ospiti, gravati del loro carico di sofferenza e alla loro realtà che contempla già con ineluttabile certezza l’avvicinarsi della fine di una vita spesa spesso nell’affanno del quotidiano, nelle gioie e i dolori di una esistenza che ora li ha costretti nella morsa della malattia e della lenta ma inesorabile condizione degenerativa del corpo e della mente”.

Poi, un pensiero al personale: “Ho pensato soprattutto a voi, responsabili, medici, infermieri ed operatori, che vi affannate con passione per alleggerire il carico che grava sulle famiglie, che vi prodigate per permettere a questi anziani di condurre una vita che valga la pena di essere vissuta nonostante la malattia li abbia resi deboli, vulnerabili e fragili. Ho pensato a voi, che siete il contatto umano, la presenza affettiva, la mano che accarezza, la parola che sorregge, il sorriso che cura. A voi che in questo momento state facendo tutto ciò che è nelle vostre possibilità, per dare ai nostri cari quel sostegno umano e caritatevole, di accudimento sanitario, psicologico ed emotivo di cui i familiari vi rendono grande merito”.

“Vi sono vicino – ha concluso il sindaco – e il mio abbraccio sia il grande abbraccio di tutta la Comunità di Sona che con gratitudine e doverosa riconoscenza, vi può chiamare meritatamente e con onore nostri Eroi”.

Dopo una fine dell’anno e un inizio del 2021 terribili, che hanno portato nella struttura un enorme carico di preoccupazione e dolore, in questi giorni sta ricominciando a tornare il sorriso.

Venerdì scorso, è stata anche organizzata una piccola festa di carnevale. Per quanto il buio di queste settimane sia destinato a non essere dimenticato, si ricomincia insomma a vedere una luce.