Carabinieri: stop è definitivo. Il neo Sindaco “ho scoperto che i soldi non c’erano”

La notizia l’avevamo data ancora mesi fa, ma con il 30 di giugno è stato certificato il definitivo stop del progetto di costruire una nuova caserma dei carabinieri a Sona.

 

Inizialmente lo scorso febbraio la Regione Veneto aveva dato la prima forte spallata alle possibilità di realizzazione di questo progetto. Infatti la Giunta Regionale del Veneto aveva scritto al Sindaco per ricordargli “l’imminente termine ultimo, fissato al 30 giugno 2013, per la chiusura e rendicontazione finale dei lavori inerenti il locale presidio dei Carabinieri”. In quella lettera il Dirigente Regionale scriveva che “la prevista conclusione dei lavori in parola ‘entro l’anno 2015’, come indicato nella scheda informativa (NdR inviata dal Comune), è incompatibile con la tempistica e le modalità indicate nella citata Delibera della Giunta Regionale del Veneto 2058/201. Pertanto rendo noto che, ad intervenuta infruttuosa scadenza del termine suddetto, l’Amministrazione regionale procederà, senza ulteriore preavviso, alla revoca del contributo integrativo assegnato (pari a €.115.017,00), nonché al recupero con interessi legali del contributo assegnato e già erogato per €. 333.333,00”. 

 

Sintetizzando: o la caserma veniva finita e rendicontata entro il 30 giugno – ipotesi che già in febbraio sembrava impossibile, si doveva ancora tenere addirittura la gara d’appalto – oppure niente contributo, e il Comune dovrà anche restituire, con gli interessi, la somma di euro 333.333 già erogata.

 

Successivamente la seconda spallata era arrivata dal Comando Provinciale dell’Arma con una comunicazione dello scorso maggio nella quale – tra le altre cose – i Carabinieri scrivevano al Sindaco Gualtiero Mazzi che “l’istituenda Stazione Carabinieri di Sona rientrava nell’elenco dei presidi indicati dal Comando Generale dell’Arma nel 2001, ma nonostante ogni buona predisposizione da parte di questa istituzione solo nel 2009 codesto Comune redigeva il progetto preliminare. Ciò posto, atteso che la Regione Veneto ha attivato la procedura per giungere alla revoca ed al recupero del contributo” e che “codesta amministrazione per oltre un decennio non è stata in grado di realizzare l’opera nonostante la disponibilità dei fondi regionali”, e, spiegano dall’Arma, vista la grave congiuntura economica che impone forti tagli alla spesa pubblica, “il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica ha espresso l’unanime avviso che, allo stato, non sussistono le condizioni per procedere alla istituzione della nuova Stazione Carabinieri di Sona, in quanto anche se lo stabile da adibire a caserma (peraltro ancora in fase progettuale) venisse realizzato, non sarebbe possibile stipulare il contratto di locazione con l’Amministrazione Comunale mancando le necessarie risorse finanziarie”.

 

Ora, trascorso senza esito il 30 giugno, progetto definitivamente chiuso. Il Comune perderà i 450 mila euro di contributo della Regione che erano destinati alla realizzazione dell´opera, dovrà rinunciare ai 115 mila euro ancora da erogare e in più dovrà restituire con gli interessi legali i 333 euro già ricevuti. Ma non è finita qui.

 

Notizia di questi giorni, che comunica la nuova Amministrazione del Sindaco Gianluigi Mazzi, è che quei due milioni che la precedente Amministrazione aveva destinato, come fondi comunali, alla costruzione della Caserma in realtà non ci sarebbero.

 

“Da quello che affermavano i precedenti amministratori”, ha dichiarato infatti il nuovo Sindaco a L’Arena, “noi avevamo capito che l’opera fosse economicamente coperta. Invece, non era così. Solo ora ci siamo resi conto che l´ex primo cittadino Gualtiero Mazzi contava di ottenere questi soldi grazie alle operazioni legate al pat, come perequazioni e oneri di urbanizzazione. È stata un’amara sorpresa, che va ad unirsi al dispiacere di aver perso il contributo regionale. Vorrei provare a convincere la Regione a permetterci di utilizzare il finanziamento in un altro ambito, ma penso che sarà difficile che la mia richiesta venga accettata”.