Cara Giulietta, ti scrivo: Lettere d’amore al club nel XXI secolo

Giulietta Capuleti come destinataria privilegiata prima e come mittente di una risposta scritta ai più disparati dubbi sentimentali poi: dove finisce la fantasia e dove inizia la realtà?

Nell’era digitale, suona strano pensare di scrivere una lettera d’amore, amore romantico, o in ogni altra forma. Di dedicare del tempo a qualcuno compiendo una sequela di gesti: sedersi, curare la grafia con penna e inchiostro, immaginare cosa dire e come dirlo per risultare chiari ma anche efficaci, attendere poi con pazienza infinita una risposta – anzi “la” risposta. Chi lo ha fatto nella sua vita di uomo o di donna può ritenersi di certo fortunato.

Suona altrettanto strano pensare che la riceverà una confidente, e non una confidente qualsiasi: un’amica speciale che – reduce da vicende sentimentali avventurose e incredibili – parla al cuore delle persone da un punto di vista unico e immortale.

Nella foto lettere ricevute al Club, in alto il logo del Club di Giulietta disegnato da Milo Manara.

Si può lasciare un biglietto durante la visita turistica al Balcone situato in via Cappello, inviare una e-mail, affrancare una cartolina o una lettera; allegando il proprio indirizzo, si avrà una risposta. Questa l’idea dietro al Club di Giulietta di Verona, ispirato al celebre personaggio di Shakespeare: un collettivo che con passione e sistematicità provvede ad accogliere e a “dare vita” ai numerosi appelli che arrivano ogni anno dal mondo intero.

Ma chi è davvero “Giulietta”? Si può fare una esperienza temporanea di volontariato e diventare suoi “segretari”, a disposizione con la propria conoscenza linguistica – utile per comprendere chi scrive da Paesi lontani – ma anche con la sensibilità e l’intelligenza emotiva irripetibile di ciascuno.

Si affidano a Giulietta con trasporto e fiducia per avere conforto nelle difficoltà o un parere nell’incertezza, o semplicemente per condividere la gioia di aver trovato quel che si cercava da una vita. Leggono le righe di risposta come fossero una spalla ideale su cui appoggiarsi, prima di proseguire tra le tumultuose emozioni che i rapporti umani sanno regalare.

In pochi sanno che già negli anni ’30 si usava “creare un dialogo” di questo tipo con Giulietta e che negli anni ’90 si è iniziato ad archiviare con criterio ogni supporto virtuale e cartaceo. Veri e propri picchi di entusiasmo hanno interessato il fenomeno, in particolare l’uscita al cinema del film “Letters to Juliet” di Gary Wink del 2010, girato in parte anche a Verona.

Un’ulteriore testimonianza del fatto che la nostra città è vista – è il caso di dirlo – con amore ovunque: viene raggiunta da turisti in cerca di uno sfondo caratteristico e scenografico per i loro ricordi più preziosi, ma anche di una meta ricca di cultura e di partecipazione. Il Club di Giulietta, con un’idea semplice ma rivoluzionaria e con la cura con cui viene quotidianamente gestito, è una piccola roccaforte che sa custodire il valore dei gesti piccoli ma in grado di fare la differenza, dei legami creati e rinsaldati, in un momento storico in cui questo può significare moltissimo, forse tutto.

La Scheda

Il sito del Club di Giulietta, con gli indirizzi a cui spedire: http://www.julietclub.com/it/